Tajani: Israele ha il diritto di attaccare Hamas

Il vice premier: siamo amici di Israele; attenzione a non fare troppe vittime civili ma la colpa è di Hamas.

Secondo Tajani, Israele ha il diritto di attaccare Hamas.

Più precisamente, come riporta Ansa, il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a Rtl 102 ha dichiarato quanto di seguito:

Netanyahu sta certamente seguendo la linea dura. Ci sono decine di migliaia di vittime civili. Hamas sta usando il popolo palestinese come scudo, vuole che Israele abbia una reazione più dura per poi dire, ‘ecco isoliamo Israele’. Questo è il disegno di Hamas. Non bisogna cadere nella trappola di Hamas. Noi diciamo fare degli attacchi mirati e cercare di ridurre i danni alla popolazione civile. Ma questo non ha nulla a che fare con il diritto di Israele ad attaccare Hamas, in discussione non è il diritto di difendersi ma le vittime civili. Noi siamo amici di Israele, sosteniamo con forza il diritto di Israele a difendersi, a non essere attaccato, nessuno lo può cancellare dalla carta geografica. Il 7 ottobre c’è stata una caccia all’ebreo da parte di Hamas, non un attacco militare, io ho visto filmati incredibili. Noi diciamo che la reazione deve essere proporzianata, diciano ‘attenzione a non fare troppe vittime civili’. L’interesse generale è la de-escalation, bisogna sostenere il dialogo in Egitto per avere una sospensione dei combattimenti e liberare gli ostaggi“.

Agricoltori polacchi in protesta verso la capitale

Due richieste: ritiro delle politiche green europee e fine delle agevolazioni per i prodotti ucraini.
“Pochi giorni e la merce non arriverà più ai negozi”.

Dopo le forti manifestazioni avvenute in Germania che hanno bloccato il Paese per una settimana (approfondimento al link), anche agli agricoltori italiani, francesi e spagnoli si erano uniti alle contestazioni (approfondimento al link).

Il fronte comune è contro le fallimentari politiche europee decise da Bruxelles ed ora si aggiunge anche la Polonia.

Come riporta Polonia Oggi, infatti, proseguono le proteste degli agricoltori polacchi, con oltre 250 blocchi stradali in tutto il Paese.

Nella giornata di ieri hanno indetto un’altra protesta, prevista per il 20 febbraio, che hanno definito una “marcia sulla capitale”.

Secondo notizie non ufficiali, anche i centri di vendita al dettaglio (Biedronka, Lidl, Auchan, Carrefour) saranno oggetto di blocchi.

Un agricoltore al portale Wirtualna Polska ha dichairato:

Bastano pochi giorni e la merce non arriverà più ai negozi”.

Gli agricoltori hanno due richieste principali: il ritiro del Green Deal dell’UE e la reintroduzione delle tariffe sui prodotti agricoli provenienti dall’Ucraina.

Israele vieta ingresso a funzionaria italiana Onu

Il motivo poggia su affermazioni ritenute “oltraggiose”.
La funzionaria aveva parlato di “oppressione israeliana”.

Israele ha deciso di negare l’ingresso nel Paese a Francesca Albanese, inviata del consiglio dei diritti umani dell’Onu.

La decisione, hanno fatto sapere i ministeri degli Esteri e degli Interni, è legata “alle sue oltraggiose affermazioni”.

Stando a quanto riporta Ansa, le sue parole sarebbero state le seguenti:

Le vittime del massacro del 7 ottobre non sono state uccise per la loro ebraicità ma in risposta all’oppressione israeliana“.

Polonia, Tusk blocca gli investimenti Intel

L’Ue ritarda ed il nuovo governo vuole più fondi dai privati.
Rischiano di saltare 20 miliardi di zloty di investimento e 2.000 posti di lavoro.

L’inizio della costruzione dell’Impianto dell’integrazione e collaudo dei semiconduttori della statunitense Intel era previsto per il primo trimestre di quest’anno, prevedeva quasi 20 miliardi di złoty di investimento e 2.000 posti di lavoro (approfondimento al link).

Avrebbe dovuto dipendere al 30% dalle risorse statali, tuttavia, come riporta Polonia Oggi, la richiesta di approvazione dell’UE non è stata inviata.

Il governo ha dichiarato, perciò, di voler rinegoziare l’accordo, fermando la costruzione dell’impianto.

Intel ha dichiarato che il nuovo impianto, insieme a quello esistente per la produzione di wafer di silicio in Irlanda e a un secondo impianto previsto a Magdeburgo, avrebbe contribuito a creare una catena di fornitura completa e tecnologicamente avanzata, la prima del suo genere in Europa, per la produzione di semiconduttori per circuiti integrati.

Il governo esigerebbe che la società statunitense metta più fondi a disposizione ed ora rischia di saltare tutto.

Blinken a Netanyahu: Usa sostengono nascita Stato palestinese

Aumentano le tensioni tra i due Stati.
Il segretario americano aveva già lanciato un duro monito.

Antony Blinken ha spiegato la visione degli Stati Uniti per una pace e una sicurezza durature nella regione e ha ribadito il sostegno americano alla creazione di uno Stato palestinese.

Lo ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato, Matthew Miller, dopo i colloqui con Benjamin Netanyahu in Israele.

Come riportato da Ansa, lo stesso Miller, in una nota ha aggiunto quanto di seguito:

Il segretario ha anche sottolineato l’urgente necessità di allentare le tensioni in Cisgiordania ed impedire l’espansione del conflitto“.

Queste dichiarazioni arrivano insieme quelle in cui Blinken ha detto che Israele non è autorizzata a disumanizzare gli altri (approfondimento al link), a riprova delle tensioni attualmente in corso tra Usa ed Israele.