Russia: Standard & Poor’s taglia rating a CC

Declassato il debito in valuta estera a lungo termine.
Problemi tecnici nei pagamenti dovuti alle sanzioni.

Il rating del debito russo in valuta estera a lungo termine è stato declassato da Standard & Poor’s da CCC- a CC.

A riportare la notizia è “Tgcom24”, aggiungendo che anche il rating del debito in valuta locale a lungo termine è stato declassato da S&P a CC da CCC-.

Entrambi rimangono sotto osservazione con implicazioni negative. Il commento di S&P, riportato da “Bloomberg” è stato il seguente:

Ci risulta che gli investitori non abbiano ricevuto il pagamento della cedola sugli eurobond denominati in dollari statunitensi del governo russo quando il pagamento era dovuto il 16 marzo 2022, a causa di difficoltà tecniche legate alle sanzioni internazionali“.

Prima di effettuare le sanzioni, era forse il caso di pensare anche alle conseguenze boomerang.

Cingolani: l’Europa paga 1 miliardo al giorno per il gas russo

Il ministro lancia l’allarme.
Con le sanzioni più costi che benefici?

L’Europa paga 1 miliardo di euro al giorno per il gas russo.

Così il ministro alla Transizione ecologica, Roberto Cingolani in una informativa urgente del Governo al Senato sull’incremento dei costi dell’energia e sulle misure adottate dal Governo per contrastarne gli effetti.

Più precisamente, come riporta “Askanews”, le sue parole sono state le seguenti:

Il flusso attuale dalla Russia è il più alto nei tempi recenti e si è sollevata la questione che l’Europa sta pagando la Russia circa un miliardo di euro al giorno al di là delle quotazioni e questo ha implicazioni che va oltre il settore energetico. È una riflessione importante che va fatta”.

La Russia ha già stipulato numerosi nuovi accordi con la Cina, l’India ed il Pakistan, che sono tra i Paesi più popolosi al mondo; non sarà che le sanzioni stiano comportando più danni che benefici a chi le ha emesse? I recenti rincari parlano chiaro ed il 43% delle aziende italiane è già al collasso.

Corte internazionale Giustizia: stop operazioni russe

Ordinato lo stop delle operazioni militari in Ucraina.
Richiesta anche la garanzia per le forze controllate o appoggiate.

La Corte internazionale di Giustizia ha ordinato alla Russia di cessare le operazioni militari in Ucraina.

Non solo. è stata chiesta anche la garanzia che le altre forze controllate o appoggiate da Mosca non continuino l’operazione militare iniziata il 24 febbraio 2022 dopo che il Donbas aveva lanciata la richiesta ufficiale di aiuto alla Russia a causa dei bombardamenti da parte dell’esercito ucraino.

Come riporta “Reuters”, nella sentenza si legge quanto di seguito:

La Federazione russa deve sospendere immediatamente le operazioni militari avviate il 24 febbraio 2022 nel territorio dell’Ucraina“.

Kiev: visita dei Primi ministri di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia

Lo scopo è esprimere sostegno inequivocabile all’Ucraina.
Rischio sbilanciamento bellico.

I primi ministri della Repubblica ceca, della Polonia e della Slovenia si recheranno a Kiev per incontrare il presidente Volodomyr Zelensky in rappresentanza dei leader dell’Unione europea.

Ad annunciarlo sui social network è Petr Fiala, il primo ministro ceco, ripreso da “Reuters”:

Lo scopo della visita è confermare il sostegno inequivocabile dell’intera Unione europea alla sovranità e all’indipendenza dell’Ucraina. L’obiettivo di questa visita è anche quello di presentare un ampio pacchetto di sostegno all’Ucraina ed agli ucraini“.

La proposta di fare una missione di pace che preveda un intervento militare, però, potrebbe essere un’arma a doppio taglio in quanto la volontà di provare a portare la pace tramite un intervento armato potrebbe molto probabilmente sfociare in un ingresso in guerra della NATO.

Russia: trasferire Navalny in prigione di massima sicurezza

La procura russa chiede anche di aggiungere 13 anni di carcere.
Accuse di frode ed oltraggio alla corte.

La procura russa ha chiesto a un tribunale di trasferire l’oppositore del Cremlino Alexei Navalny in una prigione di massima sicurezza, dopo aver chiesto di aggiungere altri 13 anni di carcere alla sua pena con l’accusa di frode e oltraggio alla corte.

Lo ha comunicato l’agenzia stampa russa “Ria“, ripresa anche da “Reuters”.

Navalny sta già scontando una sentenza di due anni e mezzo in un campo di prigionia ad Est di Mosca per violazioni della libertà vigilata, legata ad accuse che, secondo Navalny, sono state fabbricate con lo scopo di ostacolare le sue ambizioni politiche.