Categoria: Immigrazione
La Vignetta di Alfio Krancic
Migranti, Germania: non prenderemo profughi
Dopo il no di Francia, Austria e Polonia arriva il muro tedesco.
Berlino: Italia rispetto “Dublino III” firmato da governo Letta e Ministro degli Esteri Bonino.
Dopo quelli di Francia, Austria e Polonia (approfondimento al link), arriva anche il “no” della Germania in merito alla ripartizione dei migranti.
Come riporta RaiNews, Nancy Faeser, ministra dell’Interno del governo di Berlino, nella trasmissione Maybrit illner dell’emittente tedesca Zdf ha dichiarato, infatti, quanto di seguito:
“L’Italia non rispetta le regole di riammissione di Dublino. E finché l’Italia non lo farà, non accoglieremo più profughi. Nell’Unione europea è stato concordato un meccanismo di solidarietà. Roma ora deve tornare ai patti e adempiere ai suoi obblighi”.
Il Regolamento di Dublino risale al 2013, è stato recentemente definito “preistoria” da Mattarella e stabilisce che le richieste di asilo devono essere trattate dal paese dell’UE di primo ingresso, salvo diversa decisione, e che questo paese deve riammettere i richiedenti asilo trovati a presentare domanda altrove.
Successivamente, nel 2022, è stato concordato a livello europeo un meccanismo volontario di solidarietà per la ridistribuzione dei richiedenti asilo a sostegno dei Paesi in prima linea come l’Italia che accolgono la stragrande maggioranza degli arrivi, soprattutto via mare. In quanto volontario, però, non impone obblighi per nessuno.
Il Regolamento, anche noto come “Dublino III”, fu firmato dal governo di Enrico Letta con Ministro degli Esteri Emma Bonino e Ministro dell’Intenro Angelino Alfano; Berlino, ora, dice all’Italia di rispettare quanto richiesto e sottoscritto proprio dall’allora govenro italiano.
Migranti: ecco chi dice “No”
Francia, Austria e Polonia si oppongono in prima linea.
“Pronti ad aiutare l’Italia, ma non sul nostro territorio nazionale”.
Porta aperta alla collaborazione, priorità a tutte quelle soluzioni che consentano di arginare le partenze, protezione dei confini esteri dell’Unione europea ma un netto no all’accoglienza dei migranti di Lampedusa. Nessuna redistribuzione di chi arriva.
Insomma, la solidarietà europea non batte un colpo e gli Stati blindano le frontiere:
“Siamo pronti ad aiutare l’Italia, ma non sul nostro territorio nazionale”.
Le stesse frontiere che l’Ue tanto disprezza ma che poi rivendica contro la Russia penalizzando anche i normali cittadni e le attività economiche (approfondimento al link).
Nel giorno in cui il governo italiano ha varato ulteriori misure in materia di gestione dei flussi migratori, con la realizzazione di nuovi Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) e la modifica del termine di trattenimento di chi entra illegalmente in Italia, innalzato a 18 mesi, limite massimo consentito dalle attuali normative europee, il ministro dell’Interno francese Gerald Darmanin ha raggiunto Roma per incontrare al Viminale l’omologo italiano, Matteo Piantedosi.
Al termine del faccia a faccia, il ministro francese ha delineato quella che è la posizione di Parigi, e lo ha fatto pubblicando un post su X:
“La Francia è al fianco dell’Italia nella lotta ferma contro l’immigrazione irregolare. La soluzione non può che essere europea. Ci stiamo lavorando su richiesta di Emmanuel Macron”.
Un bel giro di parole che in realtà si riassume nel secco “No” in cui Darmanin precisava un paia di giorni fa, sostenendo più precisamente che “la Francia non può accogliere” e “bisogna rimandare indietro” (approfondimento al link).
Ma la Francia non è l’unica a non dirsi disponibile ad accogliere le persone provenienti dall’isola italiana.
A dire no all’ipotesi di accogliere migranti provenienti dall’Italia, come riporta Il Sole 24 Ore, è stata anche l’Austria con Vienna che ha anche rafforzato i controlli ai confini.
Il nodo, insomma, è sempre lo stesso: i Paesi del Nord accusano Roma di non rispettare le regole sui movimenti secondari, mentre l’Italia pretende di non essere l’unico approdo per i migranti in arrivo.
Il blocco delle partenze, in questo senso, si presenta come l’unica mediazione politicamente percorribile.
Berlino e Parigi si dicono pronte a collaborare su un maggiore controllo aereo e navale delle frontiere esterne; l’Ue sottolinea di essere “disponibile ad esplorare l’ipotesi”, anche se la “decisione spetta agli Stati”.
Intanto la Lega attacca:
“La decisione di Vienna di rafforzare i controlli ai mezzi provenienti dall’Italia è uno schiaffo alla solidarietà europea invocata ieri a Lampedusa ed un’offesa grave alle forze dell’ordine ed ai volontari italiani impegnati a difendere i confini europei da anni. Controlli che rischiano di rendere ancora più grave la situazione del traffico al Brennero, ostacolato da divieti illegittimi e discriminatori. Se Vienna vuole ergersi a paladina della legalità europea in materia di migrazione dovrebbe mandare mezzi e uomini a dare manforte sul Mediterraneo. Troppo facile costruire fortini sulle Alpi, punendo lavoratori come gli autotrasportatori e i turisti, mentre l’Italia combatte gli scafisti”.
A Francia ed Austria si aggiunge anche la Polonia: Varsavia si oppone a qualsiasi proposta di redistribuzione dell’accoglienza.
Il primo ministro, Mateusz Morawiecki, ha scritto su Twitter quanto di seguito:
“La Polonia non sarà spezzata! Non faremo entrare nessuno! Le donne e i bambini polacchi saranno al sicuro. Donald Tusk e il suo partito Piattaforma civica volevano farli entrare. Lo hanno fatto una volta e lo rifaranno”.
Ue: divieto di ingresso per auto con targhe russe
Vietato l’ingresso per tutti i tipi di veicoli ed indipendentemente dalla nazionalità del proprietario.
L’Ue ora riscopre i tanto odiati confini, mentre dal Mediterraneo entra la qualunque.
Le auto con targa russa non potranno più entrare nei confini dell’Unione europea.
Sabato scorso al valico di frontiera con la Bielorussia a Terespol si è tenuta una conferenza stampa con la partecipazione del Ministro degli Affari Interni e dell’Amministrazione (MSWiA) Mariusz Kamiński ed alla conferenza, come riporta Polonia Oggi, è stato annunciato il divieto di ingresso in Polonia, in quanto confine dell’Ue, per le macchine registrate in Russia.
Ciò significa che nessuna macchina registrata in Russia potrà entrare nel territorio dello stato polacco e, quindi, nei confini dell’Ue.
Questo vale per tutte le macchine, sia quelle commerciali che quelle private, indipendentemente dal fatto che il proprietario dell’auto sia russo o di altra nazionalità.
L’introduzione del divieto è legata alla pubblicazione delle direttive della Commissione Europea sul divieto di ingresso nell’Unione Europea per le macchine registrate in Russia.
Il divieto è entrato in vigore sabato scorso a mezzanotte ed è valido da ieri.
Di colpo l’Ue, che tanto predica la rimozione dei confini etichettandoli come populismo, ci tiene ad alzare i muri contro la Russia, mentre nel mar Mediterraneo stanno entrando immigrati irregolari senza sosta.