La Polonia vuole estendere il muro al confine con la Bielorussia

Kaczyński: rafforzare ed estendere. Siamo sotto una guerra ibrida.

Jarosław Kaczyński, al convegno provinciale del PiS a Gorzów Wielkopolski, ha parlato, tra le altre cose, del muro al confine con la Bielorussia.

Stando a quanto riporta Polonia Oggi, secondo Kaczyński ciò che sta accadendo sul confine orientale è una classica guerra ibrida:

Questa è una situazione in cui non c’è una guerra diretta, dove le armi non vengono usate, almeno molto raramente, ma abbiamo a che fare con un atto di aggressione, violando i diritti di un altro stato, violando i suoi confini, cercando di costringerlo a fare qualcosa che questo paese non vuole”.

Il presidente del PiS ha stimato che questo tentativo è in corso da molto tempo e viene costantemente ripetuto:

Non è stato interrotto, ma molto limitato dal muro che è stato costruito lì“.

Secondo lui, il muro al confine con la Bielorussia (approfondimento al link) dovrebbe essere rafforzato ed esteso.

Ha anche menzionato la necessità di una seconda barriera, sottolineando che l’attuale muro al confine è un serio aiuto per le forze dell’ordine.

Cina contro Dombrovskis: tuteliamo tutte le aziende

Il commissario Ue attacca Pechino su “condizioni non di parità”.
Wang: aziende di tutti i Paesi per business legali e orientati al mercato.

La Cina continuerà a dare opportunità alle aziendedi tutti i Paesi” in un contesto di business legale e orientato al mercato.

Questa la risposta del portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin, alle critiche del commissario al Commercio Ue Valdis Dombrovskis che questa mattina ha lamentato “la mancanza di condizioni di parità imprenditoriali in Cina“.

Wang, come riporta Ansa, ha ribattuto come di seguito:

Pechino non rinuncerà a un ambiente commerciale orientato al mercato, legale e internazionale affinché le aziende di tutto il mondo possano operare legalmente . La Cina non è la fonte dei rischi, ma piuttosto una forza per prevenire e disinnescare i rischi“.

DeSantis: “Adesione Kiev a Nato non è nel nostro interesse”

“Per noi comporterebbe solamente altri obblighi”.
Poi si chiede: se aggiungiamo obblighi, quali sarebbero i benefici?

Il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, il governatore della Florida Ron DeSantis, si è detto contrario all’adesione dell’Ucraina alla Nato, affermando di non ritenere che sia nell’interesse della sicurezza americana.

Lo riporta Ansa, citando a sua volta Bloomberg. Più precisamente, nel podcast del Glenn Beck Program, DeSantis ha dichiarato quanto di seguito:

Non credo che l’adesione alla Nato sia nel nostro interesse. Tutto ciò che farebbe sarebbe aggiungere altri obblighi a noi, quindi se si aggiungono altri obblighi, quali sono i benefici che otteniamo in cambio?“.

Polonia: “Zelensky non insulti più i polacchi”

Brusca rottura tra i due Paesi a cause delle accuse e pretese ucraine.
Ingratitudine e arroganza: l’Ucraina continua a perdere supporto.

Zelenskynon insulti più i polacchi“.

È il monito arrivato dal capo del governo di Varsavia, Mateusz Morawiecki, dopo le parole del presidente ucraino, che ha accusato la Polonia di fare una “messinscena sulla questione delle importazioni di grano.

Nel corso di un comizio ieri sera in vista delle elezioni del 15 ottobre, come riporta Adnkronos, Morawiecki ha dichiarato quanto di seguito:

Voglio dire al presidente Zelensky di non insultare mai più i polacchi, come ha fatto recentemente nel suo discorso alle Nazioni Unite. Il popolo polacco non permetterà mai che ciò accada e difendere il buon nome della Polonia non è solo un mio dovere e onore, ma anche il compito più importante del governo polacco“.

L’atteggiamento ingrato ed arrogante di Kiev ha fatto incrinare i rapporti con la Polonia, la Slovacchia e l’Ungheria (approfondimento ai link1 e link2); quest’ultima ha anche sburgiadato il governo ucraino in merito agli accordi sul grano (approfondimento al link).

Anche negli Usa, nel frattempo, l’ultimo sondaggio riporta un netto peggioramento dell’opinione pubblica per quanto riguarda il supporto a Kiev (approfondimento al link).

In questo momento, l’operato del governo di Zelensky è il miglior alleato di Putin.

Ungheria: no a sanzioni contro Mosca. Ucraina mente sul grano

Le sanzioni fanno più danni all’Europa che alla Russia.
L’accordo è che il grano possa transitare, non un commercio bilaterale.

Nuove sanzioni contro Mosca non sono necessarie, perché “causano più danni all’Europa che alla Russia“.

A dirlo è il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, in un’intervista alla Tass dopo aver incontrato a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, il collega russo Sergei Lavrov, nel corso della quale ha parlato anche della questione delle forniture di grano ucraino ai Paesi dell’Europa centrale, tema caldo degli ultimi giorni specie tra Ucraina e Polonia, ma che ha coinvolto anche Ungheria, Slovacchia ed Ue in generale (approfondimento ai link1 e link2):

Se il grano ucraino inizia a diffondersi nei Paesi dell’Europa centrale, distruggerà sicuramente i mercati agricoli. Per non parlare dei nostri agricoltori, che ovviamente dobbiamo proteggere“.

Szijjarto, come riporta Adnkronos, ha poi ha ribadito la disponibilità di Budapest a garantire il libero transito del grano ucraino attraverso il suo territorio, perché questo era quanto previsto dagli accordi di ‘solidarietà’ con Kiev:

A quanto mi risulta, l’Ucraina preferirebbe distribuire il grano in Europa centrale, ma l’accordo originale non riguardava questo: l’autorizzazione al transito, e non al commercio bilaterale“.

Szijjarto ha infine ricordato che le risorse energetiche dell’Ungheriadipendono in larga misura dalle forniture della Russia” e che Mosca ha garantito la continuazione delle forniture di petrolio e gas al Paese durante l’incontro con Lavrov a New York.

Un tema che sarà al centro della Settimana dell’energia russa, che si terrà a Mosca a metà ottobre, ed alla quale sarà presente lo stesso Szijjarto, che, secondo la Tass, ha già in agenda un incontro anche con il vice premier Alexander Novak.