Nato: aumentare le scorte di armi

Pesano le forniture all’Ucraina.
Aumento dei prezzi dovuto ai budget stanziati.

L’industria degli armamenti deve aumentare la produzione di armi e munizioni perché “il fondo del barile è ormai visibile” a causa della guerra in Ucraina.

Lo ha detto oggi l’ammiraglio Rob Bauer, il più alto funzionario militare della Nato, come riporta Reuters.

L’Alleanza atlantica ha fatto pressione per un incremento della produzione di armamenti per soddisfare la domanda, aumentata dopo il conflitto in Ucraina iniziato nel febbraio 2022, mentre gli alleati non solo si affrettano a rifornire Kiev ma cercano anche di accumulare le proprie scorte.

In un discorso durante il primo giorno del Forum sulla sicurezza di Varsavia, Bauer ha detto che i budget erano già aumentati anni prima della guerra ma l’industria non aveva aumentato la capacità produttiva.

Più precisamente, le sue parole sono state le seguenti:

E questo ha portato a un aumento dei prezzi già prima della guerra ed è stato aggravato dal fatto che ora diamo sistemi d’arma all’Ucraina, il che è ottimo, e munizioni, ma che non provengono da magazzini pieni. Abbiamo iniziato a distribuire da magazzini in Europa che erano pieni a metà o meno e quindi ora il fondo del barile è visibile. Abbiamo bisogno che l’industria aumenti la produzione a un ritmo molto più elevato e abbiamo bisogno di grandi volumi“.

Il mese scorso Bauer ha avvertito che il drastico rincaro dei prezzi delle munizioni significa che l’aumento delle spese per la difesa degli alleati non si traduce automaticamente in una maggiore sicurezza ed ha chiesto ulteriori investimenti privati nelle aziende del settore.

Istat: diminuiscono risparmi e potere d’acquisto

Il secondo trimestre presenta un peggioramente rispetto al precedente.

Nel secondo trimestre del 2023, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,2%.

Lo rende noto l’Istat, citato da Tgcom24, precisando che la propensione al risparmio, che già da diversi trimestri si attesta sotto i livelli pre-Covid, è stimata al 6,3%, in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

L’istituto di statista sottolinea inoltre che, di fronte a una sostanziale stazionarietà dei prezzi, il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente.

Ungheria: no a sanzioni contro Mosca. Ucraina mente sul grano

Le sanzioni fanno più danni all’Europa che alla Russia.
L’accordo è che il grano possa transitare, non un commercio bilaterale.

Nuove sanzioni contro Mosca non sono necessarie, perché “causano più danni all’Europa che alla Russia“.

A dirlo è il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, in un’intervista alla Tass dopo aver incontrato a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, il collega russo Sergei Lavrov, nel corso della quale ha parlato anche della questione delle forniture di grano ucraino ai Paesi dell’Europa centrale, tema caldo degli ultimi giorni specie tra Ucraina e Polonia, ma che ha coinvolto anche Ungheria, Slovacchia ed Ue in generale (approfondimento ai link1 e link2):

Se il grano ucraino inizia a diffondersi nei Paesi dell’Europa centrale, distruggerà sicuramente i mercati agricoli. Per non parlare dei nostri agricoltori, che ovviamente dobbiamo proteggere“.

Szijjarto, come riporta Adnkronos, ha poi ha ribadito la disponibilità di Budapest a garantire il libero transito del grano ucraino attraverso il suo territorio, perché questo era quanto previsto dagli accordi di ‘solidarietà’ con Kiev:

A quanto mi risulta, l’Ucraina preferirebbe distribuire il grano in Europa centrale, ma l’accordo originale non riguardava questo: l’autorizzazione al transito, e non al commercio bilaterale“.

Szijjarto ha infine ricordato che le risorse energetiche dell’Ungheriadipendono in larga misura dalle forniture della Russia” e che Mosca ha garantito la continuazione delle forniture di petrolio e gas al Paese durante l’incontro con Lavrov a New York.

Un tema che sarà al centro della Settimana dell’energia russa, che si terrà a Mosca a metà ottobre, ed alla quale sarà presente lo stesso Szijjarto, che, secondo la Tass, ha già in agenda un incontro anche con il vice premier Alexander Novak.

Polonia: stop agli aiuti militari all’Ucraina

L’annuncio polacco dopo la reazione ucraina sul grano.
Nel frattempo anche i cittadini Usa sono stufi di supportare l’Ucraina.

Le parole del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki irrompono provocando un terremoto politico tra Kiev e Varsavia.

La Polonia, infatti, a detta del premier non fornirà più aiuti militari all’Ucraina se non quelli già precedentemente concordati.

Per giustificare una presa di posizione rivoluzionaria per il migliore alleato di Volodymyr Zelensky in Europa, come riporta Il Riformista, Morawiecki è ricorso a quello che da sempre è l’incubo strategico del Paese: un’eventuale aggressione russa.

Scenario per il quale Varsavia, a detta del capo del governo, ha bisogno di pensare al proprio arsenale.

Questa la versione ufficiale, ovviamente; ma è altamente probabile, per non dire sicuro, che Varsavia non abbia gradito la reazione di Kiev che l’ha citata, insieme ad Ungheria e Slovacchia, all’Organizzazione Mondiale del Commercio per aver semplicemente difeso gli interessinazionali sul grano.

L’Ucraina, per bocca del Vice Ministro dell’Agricoltura Taras Kaczka, aveva inoltre aggiunto che avrebbe posto l’embargo su frutta e verdura provenienti dalla Polonia (approfondimento al link).

Dopo quanto fatto dalla Polonia per aiutare l’Ucraina, questo è il “ringraziamento” ricevuto per la sola necessità di difendere prima gli interessi nazionali.

Nel frattempo, l’ultimo sondaggio della Cnn mostra come anche i cittadini americani si stiano stufando di supportare l’Ucraina nella sua guerra con stanziamenti e finanziamenti (approfondimento al link): un esito che sta creando dei seri grattacapi al presidente Biden.

Grano: Ucraina denuncia Polonia, Ungheria e Slovacchia

Morawiecki: “Sosteniamo l’Ucraina ma non a scapito dell’agricoltura polacca”.
Ucraina: vieteremo import di frutta e verdura polacca.

Il Vice Ministro ucraino dell’Agricoltura, Taras Kaczka, in un’intervista a POLITICO ha dichiarato che l’Ucraina citerà Polonia, Ungheria e Slovacchia per il loro rifiuto di revocare il divieto dell’importazione di prodotti agricoli ucraini.

Kiev pianifica di citare questi paesi all’Organizzazione Mondiale del Commercio e non invocando l’accordo commerciale con l’Unione Europea.

Secondo il Ministro le restrizioni introdotte da Ungheria e Slovacchia sono principalmente simboliche, ma le restrizioni introdotte dalla Polonia influenzeranno in grado notevole una vasta parte dell’esportazione ucraina.

Perciò se Varsavia non rinuncerà a questi divieti, l’Ucraina sarà costretta a reagire e vieterà l’importazione di frutta e verdura polacca.

Secondo i governi di Budapest e di Varsavia l’azione intrapresa ha lo scopo di proteggere i rispettivi mercati da una massiccia importazione di prodotti ucraini che potrebbero abbassare i prezzi dei prodotti locali.

Il Ministro Kaczka ha risposto che questo ragionamento è sbagliato, non aiuterà i contadini e non influenzerà i prezzi, perché sono globali e ciò che fanno è basato esclusivamente sul cercare gradimento della pubblica opinione.

Venerdì 15 settembre, nello stesso giorno in cui è scaduta l’ordinanza della Commissione Europea riguardo il divieto di trasporto dei prodotti agricoli dall’Ucraina in Polonia, è stato pubblicato il progetto dell’ordinanza del ministro dello sviluppo e tecnologia che è entrato in vigore il 16 settembre.

Polonia, Ungheria e Slovacchia hanno prolungato il divieto dell’importazione dei cereali dall’Ucraina, che ha reagito presentando un reclamo all’Organizzazione Mondiale del Commercio WTO, come detto sopra.

Dal punto di vista formale c’è il primo passo nel procedimento giudiziario.

Martedì il viceministro ucraino dell’economia e del commercio Taras Kaczka ha detto in un’intervista con il giornale “Rzeczpospolita” che come ultima risorsa l’Ucraina applicherà un embargo su: cipolle, pomodori, cavalli e mele polacchi nei prossimi giorni.

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenski durante il suo discorso all’ONU ha detto che “è preoccupante come alcuni paesi europei, alcuni nostri amici in Europa, recitano nel teatro politico il ruolo della solidarietà facendo allo stesso tempo la guerra dei cereali”.

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki ha fatto riferimento a questo discorso sottolineando che la Polonia è stato il primo paese che ha aperto la porta all’Ucraina ed ha aiutato alla fornitura di armi e ha fornito assistenza umanitaria.

Le parole del Premier polacco, come riporta Polonia Oggi, sono state le seguenti:

Crediamo continuamente nella vittoria dell’Ucraina, aiutiamo, ma il nostro interesse, l’interesse dei contadini polacchi, della campagna polacca, dei polacchi deve essere il più importante ed è sempre il più importante per noi”.

Ha sottolineato, inoltre, che la Polonia è pronta per aiutare l’Ucraina ma “non al prezzo di destabilizzazione del mercato polacco”.

L’ambasciatore ucraino Vasyl Zwarycz è stato convocato al Ministero degli Affari Esteri per una protesta ufficiale contro le frasi usate dal presidente ucraino Volodymyr Zelenski.