TIM vende l’1,8% di INWIT

Canson Capital Partners (Guernsey) Limited esercita l’opzione di acquisto.
Operazione da 161 milioni di euro.

Canson Capital Partners (Guernsey) Limited ha deciso di esercitare l’opzione di acquisto per un valore di 161 milioni di euro ed acquistare la restante quota di TIM in INWIT, che equivaleva all’1,8%.

La transazione è stata registrata in data 4 dicembre 2020, ma le precedenti comunicazioni erano avvenute il 24 giugno ed il 2 ottobre di quest’anno.

Con questa operazione TIM esce integralmente dalla partecipazione diretta di INWIT, pur continuando ad esercitarne il co-controllo tramite Daphne 3, insieme a Vodafone.

Daphne 3 è la holding che controlla il 30,2% di INWIT e che appartiene al 51% alla stessa TIM.

Zalando: il CEO Ritter annuncia le dimissioni

Da maggio 2021 si dedicherà alla famiglia, ma lascia uno spiraglio verso altri impieghi.
Ai vertici rimarranno Gentz e Schneider.

Doccia gelata in casa Zalando; o quantomeno una spiacevole sorpresa e soprattutto non facile da decifrare.

Il co-amministratore delegato Rubin Ritter ha annunciato le sue dimissioni, che avranno decorrenza da maggio 2021, nonostante il suo contratto riportasse novembre 2023 come data di scadenza.

Stando a quanto dichiara uno dei tre CEO della start-up berlinese divenuta il principale rivenditore di abbigliamento online in Europa, la decisione sarebbe stata presa per motivi familiari:

Lo faccio per dedicare tempo alla mia famiglia in crescita. Mia moglie ed io abbiamo convenuto che per i prossimi anni, le sue ambizioni professionali dovrebbero avere la priorità.”

Le sue affermazioni hanno suscitato un po’ di stupore, dato che la Germania è il Paese dove il divario retributivo di genere rimane uno dei più grandi in Europa: secondo l’agenzia di statistica federale Destatis, le donne hanno guadagnato in media il 20% in meno degli uomini nel 2019, in parte perché molte di loro lavorano part-time.

Zalando è stata fondata nel 2008 ed è gestita da tre CEO: Robert Gentz, David Schneider (dal 2010) e lo stesso Rubn Ritter, che era responsabile della strategia e della comunicazione ai vertici dell’azienda.

I numeri della società sono indubbiamente da leader: circa 14.000 dipendenti, copertura su 17 Paesi al mondo e ricavi pari a 1,85 miliardi di euro (82,2 miliardi di dollari) solo nel terzo trimestre del 2020, facendo registrare un incremento del 22% su base annua grazie alla spinta che la pandemia da Covid-19 ha dato agli acquisti online.

Non ci sono informazioni in merito a quale lavoro svolga la moglie di Ritter ed alle sue relative aspettative di carriera, ma il futuro ex CEO di Zalando ha lasciato immaginare che qualcosa bolla in pentola per quanto riguarda lui, dicendosi ansioso di “esplorare nuovi interessi oltre Zalando”.

Su Ritter, le parole del collega e socio Gentz sono state le seguenti:

“Quando abbiamo iniziato a spedire le prime scarpe ai nostri clienti dal seminterrato del nostro ufficio, non sapevamo dove ci avrebbe portato il viaggio. È impossibile sopravvalutare l’impatto di Rubin sul successo di Zalando.”

Nel frattempo, la cantante italiana Emma Marrone è divenuta nuova testimonial dell’azienda berlinese: “Ciò che indosso deve rappresentarmi”.

Cina, “credito sociale”: ecco come uscire dal Covid-19

Ogni cittadino parte da un punteggio base che aumenta o diminuisce a seconda dei suoi comportamenti.
Indurre tutti alla buona condotta porta però al tramonto della privacy: sareste disposti?

Un progetto pilota allo scopo di ottenere un comportamento civilmente corretto in modo espanso e garantito.

È quanto la Cina sta attuando in 43 città: un sistema di monitoraggio totale dei cittadini che, partendo da un punteggio base uguale per tutti, ottengono o perdono punti a seconda dei comportamenti da loro stessi adottati.

Se il punteggio di una persona diventa troppo basso, le verranno impedite determinate azioni come, ad esempio, acquistare una casa o anche un solo biglietto aereo. Coloro i quali riceveranno punteggi infimi, vedranno addirittura pubblicate le loro foto negli spazi pubblici (cinema, cartelli pubblicitari, eccetera) al fine di essere evitati e derisi dagli altri cittadini.

Dal “credito sociale”, dunque, dipende il proprio posto nella società.

Per riuscire a garantire il corretto funzionamento del medesimo sistema, la Cina ha messo in piedi una struttura di classificazione sociale in grado di associare il viso alle generalità dei cittadini (nome, cognome, residenza, eccetera), praticamente schedandoli virtualmente.

Questo comporta il sostanziale addio alla privacy, dato che le telecamere devono essere in grado di calcolare il “credito sociale” in qualsiasi momento, in qualunque luogo e per chiunque. La Cina, il Paese più popoloso del mondo, dichiara che così facendo è capace di monitorare in ogni istante ciascuno dei suoi cittadini.

Il governo punta sul potenziamento di questo tipo di strutture, sostenendo che sono state determinanti per sconfiggere il Covid-19, cosa ancora non riuscita nel resto del mondo.

Il video è andato in onda su Rai2HD ed è reperibile a questo link, condiviso anche sul profilo facebook della politica e conduttrice televisiva Elisabetta Gardini.

Se questa fosse la chiave per uscire dalla pandemia e da eventuali futuri problemi analoghi piuttosto che il prezzo da pagare per essere sicuri che tutti rispettino le regole e si comportino in modo corretto, sareste disposti a vivere in una società gestita in questo modo o la reputereste una forma di controllo estremo?

Cimarosti: “Vi porto ai confini dell’Asia”

Dopo il libro, l’autore pubblica il video.
Riconosciuto dai Ministeri dell’Istruzione e dei Beni Culturali.

Mario Cimarosti, dopo aver pubblicato il suo libro “Ai confini dell’Asia“, presenta anche il video, proponendo un modo per viaggiare almeno con la mente in un periodo particolarmente difficile, sia a livello logistico che economico.

il libro sopracitato è stato promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo insieme al Ministero dell’Istruzione (Manifestazione Libriamoci), per essere un volume da leggere nelle scuole d’Italia, elemento di condivisione ed abbattimento di ogni forma di pregiudizio tra i popoli del mondo.

A General Magazine, l’autore ha dichiarato quanto di seguito:

“È un piacere per me portare il mio libro nelle scuole e condividere emozioni e viaggi tra gli alunni degli istituti Superiori.”

Il video, intitolato “Natale ai confini dell’Asia“, è reperibile a questo link.

Elezioni Usa: c’è l’ombra della Cina?

SEC: la società madre di Dominion Voting Systems ha ricevuto 400 milioni di dollari da una banca d’investimento in Svizzera che è al 75% di proprietà del governo cinese.

È ancora bollente, il tema delle elezioni americane.

Mentre da una parte il presidente uscente Donald Trump sembra aver riconosciuto la sconfitta contro il rivale Joe Biden, dall’altra arriva una dichiarazione della SEC (la Securities and Exchange Commission) che apre uno scenario interessante: vi sarebbe un’interferenza cinese dietro le elezioni presidenziali degli Stati Uniti.

Più precisamente, la SEC dichiara che la società madre di Dominion Voting Systems (ovvero la società che vende hardware e software per il voto elettronico, comprese macchine per il voto elettronico e tabulatori negli Usa ed in Canada, sviluppando i suoi software anche in Serbia) ha ricevuto 400 milioni di dollari da una banca d’investimento in Svizzera.

La banca in questione è la UBS Securities che possiede il 24,99% di UBS Securities CO LTD, che a sua volta è una banca cinese il cui restante 75% è di proprietà del governo cinese.

Tutto questo, avveniva meno di un mese prima delle elezioni presidenziali americane.

Come riporta “India Right Now Gruop” su indiarightnownews.com, l’indagine è stata condotta dalla Austin Security and Investigation Solutions (documenti PDF che confermano i dettagli forniti si possono trovare al link) e punta la sua attenzione su Staple Street Capital, la quale ha acquisito Dominion Voting System nel 2018.

Quest’ultima, che gestisce macchine per il voto in 28 Stati, è stata nel mirino di Trump per i suoi sospetti inerenti alle frodi elettorali; le accuse sono quelle di aver eliminato milioni di voti a favore dello stesso presidente uscente, oltre che passare i voti al concorrente Biden nella notte delle elezioni.

L’indagine sopracitata afferma quanto di seguito:

L’8 ottobre 2020, Staple Street Capital ha presentato offerte al modulo D della SEC e un importo di vendita di $ 400.000.000 con il destinatario del risarcimento delle vendite identificato come UBS Securities”.

Nell’indagine si aggiunge anche che un ulteriore pagamento di $ 200.000.000 era stato ricevuto a dicembre del 2014.

I proprietari di UBS Securities CO LTD e le relative quote sono i seguenti:

  1. Beijing Guoxiang (33%);
  2. UBS (24,99%);
  3. Guangdong Comm.;
  4. Gruppo [zh] (14,01%);
  5. China Guodian (14%);
  6. Gruppo COFCO (14%).