Bruciato il portone dell’Iss

Il rogo è doloso. il ministro Speranza: “atto intimidatorio inaccettabile”.
Il presidente Brusaferro “massima attenzione e vigilanza”.

Erano circa le 20:00 del 13 marzo, quando il portone del palazzo di viale Regina Elena 299 è stato dato alle fiamme.

È un chiaro di protesta contro la gestione del Covid-19, che il ministro della Salute Roberto Speranza commenta come un “atto intimidatorio inaccettabile”.

Il rogo è stato spento da una pattuglia dei carabinieri che era nella zona; e proprio i carabinieri hanno preso visione dei filmati delle telecamere, dai quali si vede una persona che indossa un soprabito lungo, tipo piumino, colore chiaro, un cappello e la mascherina. La si vede salire le scale con due borse, una in una mano e una nell’altra; poi la si vede lasciare una delle due davanti al portone.

Al momento la Procura di Roma ha avviato una indagine in cui si ipotizza il reato di incendio doloso. Il fascicolo è stato affidato al pm di turno ma non è escluso che possa finire presto sulla scrivania del pool di magistrati che si occupano dell’antiterrorismo.

Sull’accaduto sono intervenuti anche il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, ed il direttore, Andrea Piccioli, con una comunicazione interna ai dipendenti:

Oltre ai sistemi di sorveglianza ed allerta già in essere, raccomandiamo a tutti massima attenzione e vigilanza”.

JP Morgan taglia le stime economiche italiane

Crescita azzerata nel primo trimestre secondo le previsioni, a causa della proroga dello stato d’emergenza.
Al ribasso anche le stime annuali.

Il prolungamento delle misure restrittive anti Covid, ovvero la proroga dello stato d’emergenza che proprio pochi giorni fa il ministro della Salute Roberto Speranza ha ritenuto opportuno (approfondimento al link), ha portato la banca JP Morgan a rivedere le previsioni di crescita economica italiana.

Le previsioni hanno letteralmente tagliato la crescita, azzerandola per quanto riguarda il primo trimestre dell’anno; una riduzione drastica rispetto alle precedenti previsioni, dove si ipotizzava una crescita del 3,5%.

Nonostante si preveda poi un rimbalzo, sono state riviste a ribasso anche le stime annuali che sono passate dal 5,8% al 5,5%.

Speranza: opportuna proroga stato d’emergenza al 30 aprile

Dalla scadenza fissata al 31 gennaio si aggiungerebbero 3 mesi.
Ipotesi 31 luglio momentaneamente rinviata ma non annullata.

In Italia è opportuno prorogare lo stato d’emergenza fino al 30 aprile.

A dirlo è il ministro della Salute, Roberto Speranza, durante l’informativa alla Camera sulle ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza.

L’attuale stato d’emergenza è fissato fino al 31 gennaio ma, come riporta “Reuters”, le dichiarazioni del ministro sono state inerenti ad “un drammatico aumento dell’indice di rischio”, sottolineando che su 12 regioni e province autonome ad alto rischio, 8 sono a rischio moderato e soltanto una è a basso rischio.

In passato si era parlato di prorogare lo stato d’emergenza al 31 luglio, cioè ulteriori 6 mesi dalla data di scadenza dell’ordinanza attualmente in vigore, ma il suggerimento di 3 mesi non implica che poi non si proceda ad un ulteriore rinnovo della proroga.

Avviso di garanzia a Conte e ministri, ma la magistratura archivia

La Procura di Roma comunica la trasmissione al Tribunale dei ministri chiedendone l’archiviazione.
Palazzo Chigi: “massima collaborazione con la magistratura”.

Stando ad una nota della presidenza del Consiglio, come riporta “Agi”, la Procura di Roma ha trasmesso al Tribunale dei ministri gli atti di un procedimento nato da varie denunce provenienti da soggetti di varie parti d’Italia per i reati di epidemia, delitti colposi contro la salute, omicidio colposo, abuso d’ufficio, attentato contro la Costituzione ed attentato contro i diritti politici del cittadino, ovvero gli articoli 110, 438, 452, 589, 323, 283 e 294 del codice penale.

L’avviso di garanzia sarebbe da parte dei Pm di Roma nei confronti del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dei ministri Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri, Alfonso Bonafede, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza.

La trasmissione medesima, però, è stata accompagnata da una relazione nella quale l’Ufficio della Procuraritiene le notizie di reato infondate e dunque da archiviare”. Dal suo lato, la presidenza del Consiglio ha ritenuto la comunicazione “un atto dovuto in base alle previsioni di legge” e sottolinea che sia il premier che i ministri chiamati in causa “si dichiarano sin d’ora disponibili a fornire ai magistrati ogni elemento utile a completare l’iter procedimentale, in uno spirito di massima collaborazione”.

Coronavirus e responsabilità: il governo prepara lo scudo penale

Gli stessi che volevano processare Salvini, ora preparano una legge che li renda non processabili per la gestione dell’emergenza.
La delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio metterebbe in luce il ritardo e la cattiva gestione.

Gli stessi che tanto spingevano per processare Matteo Salvini, ora che ci sono oltre 10.000 morti chiedono uno scudo penale per chi sta operando contro il coronavirus.

La richiesta è da un lato lecita e legittima, se parliamo di medici e personale sanitario: questi sono infatti stati buttati in pasto ad un’emergenza che non eravamo pronti a contrastare, dalle strutture alle attrezzature, fino al ridimensionamento del personale passando per la mancanza delle semplici mascherine.

Imputare colpe al personale medico impegnato in una battaglia contro un virus di cui ancora sappiamo poco o nulla, non è certo etico e corretto. Lo stesso personale medico e sanitario, infatti, nel combattere il virus in prima linea rischia la propria incolumità ogni istante.

Diversa è, invece, la responsabilità di chi governa: sono state prese tutte le precauzioni necessarie? Ci si è mossi in ritardo? É stato fatto tutto il possibile?

Sotto questo punto di vista, fanno rumore quel silenzio e quell’inattività intercorsi per più di un mese dalla dichiarazione dello stato d’emergenza avvenuto nel Consiglio dei Ministri il 31 gennaio 2020 e le precauzioni prese dal governo (approfondimento al link).

In sintesi, l’Italia ha dichiarato lo stato d’emergenza il 31 gennaio 2020 ma non ha fatto niente per più di un mese; le tardive decisioni prese sono state tutto ed il contrario di tutto (approfondimento al link). Gli aiuti economici, finora, decisamente insufficienti.

Proprio su queste basi, l’avvocato Di Carlo si è fatto portavoce di una class action che ha denunciato il premier Conte ed il ministro della Salute Speranza. L’accusa è la seguente:

Il governo sapeva dello stato d’emergenza, ma non ha tutelato l’interesse pubblico omettendo e rallentando la messa in sicurezza di tutta l’Italia.”

Carlo Taormina, avvocato ed ex parlamentare del centrodestra, ha poi parlato di oltre mezzo milione di adesioni alla sua denuncia contro il premier Giuseppe Conte.

La gestione italiana è stata inoltre criticata anche dall’Università di Harvard, che ha invece premiato il modus operandi attuato in Veneto dal governatore Zaia (approfondimento al link).

Preoccupato, il governo sta ora cercando di correre ai ripari. Ecco quindi che è stato approvato l’emendamento del Pd a firma del capogruppo Marcucci per uno scudo penale che protegga, come visto, non solo il personale medico e sanitario, ma anche per burocrati e dirigenti amministrativi.

La responsabilità dei medici in sede penale è già oggi limitata ai casi di colpa grave, quindi di fatto la tutela non è altro che ampliata a “funzionari ed agenti responsabili di condotte gestionali o amministrative poste in essere in palese violazione dei principi basilari delle professioni del Servizio sanitario nazionale”.

In buona sostanza: il governo sapeva ma non ha agito, si è mosso tardi e male? Nessun problema, si attiva uno scudo penale con buona pace per l’etica e le responsabilità.