Avviso di garanzia a Conte e ministri, ma la magistratura archivia

La Procura di Roma comunica la trasmissione al Tribunale dei ministri chiedendone l’archiviazione.
Palazzo Chigi: “massima collaborazione con la magistratura”.

Stando ad una nota della presidenza del Consiglio, come riporta “Agi”, la Procura di Roma ha trasmesso al Tribunale dei ministri gli atti di un procedimento nato da varie denunce provenienti da soggetti di varie parti d’Italia per i reati di epidemia, delitti colposi contro la salute, omicidio colposo, abuso d’ufficio, attentato contro la Costituzione ed attentato contro i diritti politici del cittadino, ovvero gli articoli 110, 438, 452, 589, 323, 283 e 294 del codice penale.

L’avviso di garanzia sarebbe da parte dei Pm di Roma nei confronti del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dei ministri Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri, Alfonso Bonafede, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza.

La trasmissione medesima, però, è stata accompagnata da una relazione nella quale l’Ufficio della Procuraritiene le notizie di reato infondate e dunque da archiviare”. Dal suo lato, la presidenza del Consiglio ha ritenuto la comunicazione “un atto dovuto in base alle previsioni di legge” e sottolinea che sia il premier che i ministri chiamati in causa “si dichiarano sin d’ora disponibili a fornire ai magistrati ogni elemento utile a completare l’iter procedimentale, in uno spirito di massima collaborazione”.

Coronavirus e responsabilità: il governo prepara lo scudo penale

Gli stessi che volevano processare Salvini, ora preparano una legge che li renda non processabili per la gestione dell’emergenza.
La delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio metterebbe in luce il ritardo e la cattiva gestione.

Gli stessi che tanto spingevano per processare Matteo Salvini, ora che ci sono oltre 10.000 morti chiedono uno scudo penale per chi sta operando contro il coronavirus.

La richiesta è da un lato lecita e legittima, se parliamo di medici e personale sanitario: questi sono infatti stati buttati in pasto ad un’emergenza che non eravamo pronti a contrastare, dalle strutture alle attrezzature, fino al ridimensionamento del personale passando per la mancanza delle semplici mascherine.

Imputare colpe al personale medico impegnato in una battaglia contro un virus di cui ancora sappiamo poco o nulla, non è certo etico e corretto. Lo stesso personale medico e sanitario, infatti, nel combattere il virus in prima linea rischia la propria incolumità ogni istante.

Diversa è, invece, la responsabilità di chi governa: sono state prese tutte le precauzioni necessarie? Ci si è mossi in ritardo? É stato fatto tutto il possibile?

Sotto questo punto di vista, fanno rumore quel silenzio e quell’inattività intercorsi per più di un mese dalla dichiarazione dello stato d’emergenza avvenuto nel Consiglio dei Ministri il 31 gennaio 2020 e le precauzioni prese dal governo (approfondimento al link).

In sintesi, l’Italia ha dichiarato lo stato d’emergenza il 31 gennaio 2020 ma non ha fatto niente per più di un mese; le tardive decisioni prese sono state tutto ed il contrario di tutto (approfondimento al link). Gli aiuti economici, finora, decisamente insufficienti.

Proprio su queste basi, l’avvocato Di Carlo si è fatto portavoce di una class action che ha denunciato il premier Conte ed il ministro della Salute Speranza. L’accusa è la seguente:

Il governo sapeva dello stato d’emergenza, ma non ha tutelato l’interesse pubblico omettendo e rallentando la messa in sicurezza di tutta l’Italia.”

Carlo Taormina, avvocato ed ex parlamentare del centrodestra, ha poi parlato di oltre mezzo milione di adesioni alla sua denuncia contro il premier Giuseppe Conte.

La gestione italiana è stata inoltre criticata anche dall’Università di Harvard, che ha invece premiato il modus operandi attuato in Veneto dal governatore Zaia (approfondimento al link).

Preoccupato, il governo sta ora cercando di correre ai ripari. Ecco quindi che è stato approvato l’emendamento del Pd a firma del capogruppo Marcucci per uno scudo penale che protegga, come visto, non solo il personale medico e sanitario, ma anche per burocrati e dirigenti amministrativi.

La responsabilità dei medici in sede penale è già oggi limitata ai casi di colpa grave, quindi di fatto la tutela non è altro che ampliata a “funzionari ed agenti responsabili di condotte gestionali o amministrative poste in essere in palese violazione dei principi basilari delle professioni del Servizio sanitario nazionale”.

In buona sostanza: il governo sapeva ma non ha agito, si è mosso tardi e male? Nessun problema, si attiva uno scudo penale con buona pace per l’etica e le responsabilità.

E’ un governo di incapaci!

Gestione pessima sotto tutti i punti di vista.
Sviste, ritardi, inadeguatezza, incoerenza.
Infine, forse, pure una nuova tassa.

Una pioggia di guai, un bagno sangue.

L’emergenza coronavirus è stata gestita in maniera scandalosa sotto tutti i punti di vista, mettendo in luce tutte le lacune e le incapacità di un governo che sembra essere in balìa di sé stesso, visti i provvedimenti adottati.

A cominciare dallo scoppio dell’emergenza, si è notata tutta l’inadeguatezza delle cariche del governo, basti pensare che due cinesi provenienti proprio da Wuhan e positivi al coronavirus giravano liberamente per posti turistici italiani da ben 8 giorni, dopo che (approfondimento al link).

L’accaduto non è bastato a dare la sveglia; le uniche contromisure prese, infatti, sono state il lancio della campagna “#abbracciauncinese” contro il razzismo (campagna nella quale venivano etichettate fasciste, razziste e discriminatorie delle azioni preventive poi applicate, con evidente ritardo, dallo stesso governo che le contestava), il divieto dei voli diretti da e per la Cina che era tranquillamente aggirabile con uno scalo internazionale e gli accordi con twitter e facebook fatti dal Ministro della Salute, il laureato in Scienze Politiche Roberto Speranza, secondo i quali chiunque parli di coronavirus sui social network venga segnalato al ministero (approfondimento al link), come se non parlarne fosse il vaccino.

I bambini cinesi di rientro dalla Cina possono rientrare a scuola liberamente, senza quarantena né controlli; non ci possono invece andare quelli che non si sono sottoposti al vaccino polivalente: decisione curiosa.

Arrivano poi i decreti sulle attività sportive: si decide che le partite che si terranno nelle città a rischio contagio si giocheranno a porte chiuse o saranno rinviate.

Però, i tifosi dell’Atalanta (squadra di Bergamo e, quindi, di una regione indicata ad alto rischio come la Lombardia) possono scendere a Lecce per seguire la partita.

Non è tutto: la serie B, di livello nazionale esattamente come la seria A, non subisce alcuna restrizione. Quindi partite e tifosi si possono muovere liberamente ed ovunque.

Un’incoerenza, questa, che trova conferma nelle manie di grandezza del premier Conte, quando prima scarica le colpe sui medici impegnati in prima linea, poi si scontra con i governatori di alcune regioni che avevano deciso la chiusura delle scuole in via precauzionale: ne impone la riapertura, per poi decretarne personalmente la chiusura due giorni dopo e per un periodo ancora più lungo.

L’Italia, intanto, scala la classifica dei Paesi per numero di contagi superando addirittura Stati confinanti con la Cina (approfondimento al link) ed i sondaggi danno la responsabilità della situazione al governo (approfondimento al link).

Nel frattempo una raffica di Paesi vieta l’ingresso agli italiani, oramai visti come gli untori del mondo (e poi saremmo noi i razzisti). E, nonostante l’allarme lanciato dal direttore dei Centri africani per il controllo delle malattieJohn Nkengason, e dalla Società internazionale per le malattie infettive (approfondimento al link), gli sbarchi continuano ininterrottamente.

Quello che si blocca è la mobilità interna. Oggi, infatti, è arrivato il decreto del governo in cui si indicano le nuove misure, che saranno valide fino al 3 aprile: bloccate l’intera Lombardia e le provincie di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio-Emilia, Modena, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria, Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Vercelli ed Asti.

Il problema è che la bozza del medesimo decreto è stata divulgata prima della sua messa in atto, con la conseguenza che si è generato panico tra la popolazione e molte persone hanno cercato di lasciare la regione, portando con loro il rischio di contagio. L’intenzione di limitare gli spostamenti, ha dunque causato la reazione esattamente opposta.

inoltre, il decreto viene contestato da alcuni governatori delle regioni. Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, interviene così:

“La bozza del provvedimento del governo sembra andare nella direzione giusta ma non posso non evidenziare che sia a dir poco pasticciata.”

Gli fa eco il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini:

“Ho chiesto al presidente Conte ed al ministro Speranza, in una logica di leale collaborazione, di poter lavorare ancora alcune ore per addivenire alle soluzioni più coerenti e condivise.”

La ciliegina sulla torta, infine, dopo il problema della salute dei cittadini, il panico ed il blocco dell’economia, arriva dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che ha un dottorato di ricerca in Scienze Storiche.

La sua idea è quella una tassa una tantum, proporzionale al reddito e che prenda il nome di “virus tax“, al fine di fronteggiare economicamente l’emergenza coronavirus.

Insomma: cornuti e mazziati.

(foto da internet)