Avviso di garanzia a Conte e ministri, ma la magistratura archivia

La Procura di Roma comunica la trasmissione al Tribunale dei ministri chiedendone l’archiviazione.
Palazzo Chigi: “massima collaborazione con la magistratura”.

Stando ad una nota della presidenza del Consiglio, come riporta “Agi”, la Procura di Roma ha trasmesso al Tribunale dei ministri gli atti di un procedimento nato da varie denunce provenienti da soggetti di varie parti d’Italia per i reati di epidemia, delitti colposi contro la salute, omicidio colposo, abuso d’ufficio, attentato contro la Costituzione ed attentato contro i diritti politici del cittadino, ovvero gli articoli 110, 438, 452, 589, 323, 283 e 294 del codice penale.

L’avviso di garanzia sarebbe da parte dei Pm di Roma nei confronti del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dei ministri Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri, Alfonso Bonafede, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza.

La trasmissione medesima, però, è stata accompagnata da una relazione nella quale l’Ufficio della Procuraritiene le notizie di reato infondate e dunque da archiviare”. Dal suo lato, la presidenza del Consiglio ha ritenuto la comunicazione “un atto dovuto in base alle previsioni di legge” e sottolinea che sia il premier che i ministri chiamati in causa “si dichiarano sin d’ora disponibili a fornire ai magistrati ogni elemento utile a completare l’iter procedimentale, in uno spirito di massima collaborazione”.

Sovranità legislativa: cominciano le cessioni

Il governo giallorosso cede sovranità legislativa all’Ue: è il primo passo verso qualcosa di ben più grave?

Come se non fosse bastato cedere la sovranità monetaria, che già mette in mani terze buona parte delle decisioni nazionali, ora inizia anche la cessione di sovranità legislativa.

In ministro della Giustizia, il grillino Bonafede, infatti, con la conferma del Premier Conte è corso a depositare la ratifica della cessione di sovranità legislativa da parte dell’Italia verso l’Unione europea.

Il medesimo Regolamento, all’articolo 22 paragrafo 1 in tema di “competenza materiale”, prevede letteralmente che:

L’EPPO (European Public Prosecutor Office) è competente per i reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione di cui alla direttiva (UE) 2017/1371, quale attuata dal diritto nazionale, indipendentemente dall’eventualità che la stessa condotta criminosa possa essere qualificata come un altro tipo di reato ai sensi del diritto nazionale”.

A lanciare l’allarme era stato già al tempo l’on. Claudio Borghi Aquilini (Lega), che era intervenuto contro la procura europea (qui il link del suo intervento a riguardo), perché l’allora alleato Bonafede corse a ratificare l’atto sostenendo che “ormai era tardi per fermarlo”; lo stesso Borghi, ora, mette in luce dalla sua pagina facebook la conferma del premier Conte e l’operato del governo giallorosso.

Altro primo passo verso conseguenze ben più gravi?