Porsche: licenziati il CFO e il Direttore Vendite

Terremoto ai vertici della casa automobilistica di lusso.
Pesano le negative performonce dell’elettrico.

Cambio ai vertici di Porsche: Lutz Meschke, vicepresidente e responsabile delle finanze e dell’IT, e Detlev von Platen, a capo delle Vendite e del Marketing, stanno per lasciare l’azienda grazie a un accordo di risoluzione anticipata dei loro contratti.

La notizia, che arriva come un fulmine a ciel sereno, è stata ufficializzata attraverso una comunicazione alla stampa e approvata dal consiglio di sorveglianza.

Sarà il presidente Wolfgang Porsche a gestire la transizione, un passaggio delicato che la casa di Stoccarda ha deciso di affrontare senza fornire motivazioni ufficiali ma, come riporta First Online, pesano le performance legate all’elettrico che hanno causato una flessione del mercato con difficoltà commerciali e finanziarie.

Il discutibile “no” dell’Agenzia delle Entrate

L’Ente risponde all’Aris e nega applicazione detassazione 15% per prestazioni aggiuntive a sanità accreditata, applicata invece a personale pubblico. Costantino: “Amarezza per una decisione ingiusta e discriminatoria”.

La flat tax del 15% si applica alle prestazioni aggiuntive del personale delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere del Servizio Sanitario Nazionale, ma non ai lavoratori della sanità accreditata. Questa la conclusione della consulenza giuridica n. 956-66/2024 resa dall’Agenzia delle Entrate all’Aris il 30 gennaio 2025, secondo cui possono beneficiare dell’agevolazione solo i dipendenti delle strutture cui si rendono applicabili i ccnl della sanità pubblica.

Purtroppo ci aspettavamo una risposta simile – interviene Giovanni Costantino, Capodelegazione Aris – viste le posizioni già anticipate dall’Agenzia in precedenti interpelli di dicembre e tenuto conto del fatto che anche la detassazione al 5% degli straordinari sia stata prevista dalla Legge di bilancio solo per gli infermieri dipendenti del SSN”.

Ciò non riduce l’amarezza – continua Costantino, cofirmatario del quesito – per una decisione evidentemente ingiusta e discriminatoria per tanti lavoratori che contribuiscono, come quelli pubblici, all’abbattimento delle liste d’attesa”.

In effetti, come illustrato dall’Aris nell’istanza di interpello presentata il 30 settembre 2024, la sanità accreditata costituisce uno strumento di sussidiarietà orizzontale che esplica una funzione integrativa e ausiliaria del SSN. Anche sul piano della contrattazione collettiva, inoltre, i ccnl della sanità privata disciplinano le prestazioni aggiuntive in modo del tutto conforme al comparto pubblico.

In tale contesto – sottolinea Mauro Mattiacci, Direttore Generale dell’Aris – escludere i nostri dipendenti dal beneficio fiscale costituisce un’irragionevole disparità di trattamento, davvero contraddittoria con l’importanza del settore della sanità accreditata, senza la quale l’intero Sistema Sanitario Nazionale collasserebbe. Auspichiamo, quindi, un cambio di rotta coerente con le dichiarazioni di fine anno del Ministro Schillaci, secondo cui in Italia non si può fare a meno della sanità privata accreditata”.

Auto: la classifica delle più vendute in Europa nel 2024

Ecco la classifica delle 10 auto che hanno fatto registrare più immatricolazioni.
La prima classificata potrebbe rispecchiare lo stato di salute economico dell’Europa.

Secondo JATO Dynamics, l’anno scorso sono state immatricolate 12,91 milioni di nuove auto, con una crescita di appena lo 0,9% rispetto ai dati del 2023.

Ecco quali sono stati, stando a quanto riporta motor1.com, i 10 modelli più venduti prendendo in considerazione i 28 mercati europei.

Al decimo posto troviamo la Toyota Yaris: nell’anno appena concluso ne sono state consegnate 174.042 unità, un 12% in più rispetto al 2023.

Al nono posto la Dacia Duster: la terza generazione ha incrementato i volumi di immatricolazioni a 175.213 unità, con un aumento del 13% rispetto al 2023.

Ottava in classifica la Skoda Octavia, che ha chiuso l’anno con 180.607 unità immatricolate ovvero il 12% in più rispetto all’anno precedente.

Settimo posto per la Toyota Yaris Cross, che ha chiuso l’anno con 194.006 unità immatricolate ovvero il 10% in più rispetto al 2023.

Con 199.909 unità immatricolate si è piazzata in sesta posizione salendo del 3% rispetto al 2023 la Peugeot 208.

Quinta, grazie a 202.840 unità immatricolate (-1% rispetto al 2023) la Volkswagen T-Roc.

La quarta auto più popolare in Europa nel 2024 è stata la Tesla Model Y, con 209.214 unità immatricolate; si tratta tuttavia di un calo del 17% rispetto al 2023.

Quella che è stata la più venduta in Europa fino al 2021 ha ora arrestato il calo delle vendite; nel 2024 la Volkswagen Golf ha registrato 215.715 unità nelle versioni hatchback e wagon, il volume è aumentato del 17% garantendo all’auto di classificarsi al terzo posto in classifica.

Seconda classificata, grazie a 216.317 unità immatricolate, ovvero il 7% in più rispetto al 2023, la Renault Clio.

L’auto più venduta in Europa nel 2024, grazie alle sue 268.101 immatricolazioni che sono aumentate del 14%, è la Dacia Sandero.

Il successo della Sandero si spiega con la sua economicità e il suo design relativamente moderno

Germania: passa la mozione su migranti

Ripristino dei controlli costanti su tutti i confini tedeschi e espulsione immediata di chi non ha diritto a rimanere in Germania.

Il Parlamento tedesco ha approvato la prima delle due mozioni presentate dall’Unione di Cdu e Csu.

Come riporta Ansa, i voti a favore sono stati 348, contrari 345, astenuti 10.

Decisiva per l’esito del voto è stata la scelta del gruppo parlamentare dell’estrema destra di Afd di sostenere la mozione.

Il Bundestag tedesco ha approvato la mozione di Cdu-Csu per confini sicuri e la fine dell’immigrazione illegale.

La mozione in cinque punti chiede al governo, tra le altre cose, di ripristinare controlli costanti su tutti i confini tedeschi, l’espulsione immediata di tutti coloro che non hanno diritto di restare in Germania.

Automotive: fallisce anche la tedesca Voit

Non è andata a buon fine la cessione ai cinesi.
Forniva grandi marchi; 2.000 i dipendenti interessati.

Tra le ultime vittime della crisi dell’automotive c’è la Voit, rinomata azienda tedesca con sede a Sankt Ingbert, che ha recentemente presentato istanza di insolvenza.

Il tentativo di cessione al gruppo cinese Chongqing Millison Technologies, che avrebbe dovuto garantire la liquidità necessaria per proseguire le attività, è fallito.

Questo, come riporta Mondo Motori, ha costretto la dirigenza a ricorrere agli strumenti di protezione previsti dalla legge fallimentare tedesca.

La Voit, che conta circa 2.000 dipendenti, di cui 1.600 in Germania, rifornisce grandi marchi come Audi, BMW, Mercedes, Volkswagen, Ford, Jaguar e Land Rover.

Ora il suo futuro è legato a un piano di rilancio da approntare sotto la supervisione della curatela fallimentare nominata dal tribunale di Saarbrücken.