Lavoro, Univendita-Confcommercio: mismatch sfida da affrontare con misure strutturali

Sinatra: disallineamento tra domanda e offerta di lavoro sfida cruciale per crescita economica del Paese.

“Il disallineamento o mismatch tra domanda e offerta di lavoro è una sfida cruciale per la crescita economica del Paese, e i dati diffusi ieri da Confcommercio confermano l’urgenza di intervenire”. Lo dice Ciro Sinatra, presidente di Univendita, la principale associazione della vendita diretta in Italia, aderente a Confcommercio. 

“Come correttamente sottolinea il presidente Sangalli – aggiunge – servono misure strutturali: più politiche attive, investimenti nella formazione continua e un legame più forte tra istruzione e mondo produttivo. Ma serve anche un cambio di prospettiva: dobbiamo valorizzare il merito e i talenti, soprattutto tra i giovani”.

“Anche la vendita diretta vive le stesse difficoltà che caratterizzano oggi il mercato del lavoro: sempre più persone cercano autonomia organizzativa e flessibilità, ma senza rinunciare a garanzie di crescita professionale e soddisfazione economica. Per rispondere a queste esigenze, in Univendita investiamo nella formazione e nella valorizzazione delle competenze, con l’obiettivo di rendere il settore più attrattivo e accessibile. Percorsi flessibili, aggiornamento continuo e autonomia gestionale – conclude Sinatra – sono leve fondamentali per offrire opportunità concrete e sostenibili a chi cerca un impiego”.

Bancomat: addio ai tradizionali Atm

Ecco come funzioneranno i nuovi dispositivi e come preleveremo i contanti.
Tecnologia utile o cessione di dati sensibili?

In arrivo una nuova era per i bancomat: per prelevare contante dagli sportelli Atm non sarà più necessario inserire la carta ma basterà avvicinarla al lettore.

Un’innovazione legata a quella della tecnologia NFC (Near Field Communication).

In buona sostanza, si tratta del il funzionamento per i pagamenti cashless effettuati da smartphone e carta, quando li si avvicina al pos.

La motivazione data, come riporta Tgcom24, sarebbe che gli schermi touchscreen al posto dei tradizionali tastierini eliminano o comunque riducono drasticamente il rischio di truffe attraverso lo skimming, tecnica utilizzata per clonare le carte e che, sempre sul fronte della sicurezza, gli utenti potranno autenticarsi con sistemi biometrici (riconoscimento facciale o impronta digitale), per ridurre ulteriormente il rischio di clonazioni.

Concedere il riconoscimento facciale e/o l’impronta digitale, implica però l’accettazione da parte degli utenti a “cedere” queste informazioni altamente private.

Safer internet day, l’esperto: in sanità aumento vertiginoso attacchi cyber

Draicchio: quasi raddoppiati gli eventi cyber rispetto al 2023.
Alta incidenza dei casi ransomware (riscatto in cambio di sblocco dei dati).

“Il rischio cyber è in aumento vertiginoso e in particolare la sanità deve adottare un approccio sistemico e proattivo alla sicurezza informatica. A livello globale, il settore healthcare è quello più colpito dagli attacchi cyber, con numeri in crescita esponenziale: basti dire che secondo l’ultimo Rapporto Clusit nei primi sei mesi del 2024 gli incidenti nella sanità digitale sono arrivati al 18% del totale, quasi uno su cinque, e in valori assoluti parliamo di 296 casi in un solo semestre, appena 100 in meno di tutto il 2023, pressoché lo stesso dato dell’intero 2022”. A lanciare l’allarme è Pasquale Draicchio, cyber risk manager per l’Italia di Relyens, gruppo mutualistico europeo di riferimento nei settori dell’assicurazione e della gestione dei rischi in sanità, in occasione del Safer internet day 2025, Giornata mondiale della sicurezza in rete.       

“Anche i recenti dati dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) confermano che nel 2024 il numero complessivo degli eventi cyber è quasi raddoppiato rispetto al 2023 – aggiunge Draicchio – con un’alta incidenza di attacchi ransomware. Le conseguenze possono essere pesantissime, in particolare nel caso del ransomware, che comporta un blocco dell’accesso ai dati in cambio di un riscatto; questo può provocare l’arresto delle funzionalità delle strutture sanitarie e il furto dei dati o addirittura delle cartelle cliniche in toto, il cui valore nel dark web è estremamente alto”. Altre gravi ripercussioni, continua, “consistono in un generale rallentamento del lavoro dei professionisti della salute che durate l’attacco non possono avvalersi dei normali procedimenti automatizzati”.

Secondo l’esperto, le Asl e i presidi sanitari possono contrastare gli attacchi cyber con “soluzioni guidate dalla costruzione di un ecosistema sicuro ed efficiente, seguendo il principio cardine del risk management”, che parte dall’anticipazione del problema. Alcune delle procedure chiave da adottare contro il ransomware sono il patch management, ossia l’aggiornamento puntuale dei sistemi, il backup management, con la copiatura e il salvataggio dei dati in un luogo fisico differente da quello di produzione, e infine il rollback, ossia la pratica di testare il corretto funzionamento di questi backup per poter tornare allo status pre-attacco.      

“Naturalmente è importante avere un approccio più strutturato alla gestione dei dati, che includa non solo la raccolta, ma anche l‘integrazione e l’interoperabilità tra i sistemi. Tuttavia – conclude Draicchio – è decisiva la formazione cyber del personale sanitario, in modo che sia autonomo nel riconoscere i rischi in anticipo e possa integrare efficacemente le innovazioni tecnologiche, assicurando che il loro utilizzo migliori, anziché ostacolare, l’erogazione delle prestazioni”.

Byd ricorre ai produttori italiani

La casa automobilistica cinese incontrerà le aziende italiane che sono a corto di ordini.
L’obiettivo è fornire i nuovi stabilimenti in Ungheria e Turchia, magari a prezzi favorevoli.

Il produttore cinese di veicoli elettrici Byd incontrerà i produttori italiani di componenti per auto la prossima settimana per discutere potenziali forniture per i suoi due prossimi impianti che serviranno il mercato europeo.

Lo ha detto Alfredo Altavilla, consigliere speciale di Byd per l’Europa ed ex dirigente di Fiat Chrysler.

La casa automobilistica cinese sta costruendo un sito in Ungheria, che dovrebbe entrare in funzione a ottobre, e uno in Turchia, che dovrebbe iniziare la produzione nel marzo 2026.

Secondo Altavilla, l’apertura di due diversi stabilimenti in un arco di tempo così breve suggerisce che Byd abbia un approccio cauto alle operazioni di produzione, che prevede di affidarsi maggiormente ai fornitori locali di componenti.

Altavilla, inoltre, ha detto che le aziende italiane sono state le prime a essere invitate a trattare con la casa automobilistica, date le loro elevate competenze e i loro contratti di fornitura con marchi premium, come quelli tedeschi.

L’altra ragione è che i fornitori italiani sono attualmente a corto di ordini” a causa del calo di produzione di Stellantis, l’unica grande casa automobilistica del Paese, ha detto Altavilla.

Ha aggiunto che Byd non ha ancora deciso se organizzare incontri simili con i produttori di componenti di altri Paesi europei.

Si prevede che gli impianti dell’azienda in Ungheria e Turchia produrranno a regime un totale di 500.000 veicoli all’anno, che porteranno “ricavi di diversi miliardi di euro” per i fornitori, ha aggiunto Altavilla.

L’incontro, come riporta Reuters, si terrà a Torino il 20 e 21 febbraio con i rappresentanti di circa 300 aziende italiane che producono ogni tipo di componente per auto, il responsabile globale degli acquisti di Byd e un funzionario del ministero dell’Industria.

Suning dichiara bancarotta

Fallita anche la holding che controllava l’Inter.
Fatale l’investimento di 20 miliardi di yuan in Evergrande fatto nel 2020.

Come riporta il Daily News, tre holding di proprietà di Zhang Jindong, ex proprietario dell’Inter, hanno dichiarato bancarotta in Cina con un accordo per la ristrutturazione del debito.

Il 7 febbraio, come riporta La Repubblica, il National Enterprise Bankruptcy Reorganization Case Information Network (l’ente che si occupa di bancarotte e riorganizzazioni aziendali) ha annunciato che la Corte Centrale di Nanchino il 26 gennaio 2025 ha accettato la richiesta di riorganizzazione fallimentare da parte di Suning Appliance Group, Suning Holdings Group e Suning Real Estate Group e che nelle prossime settimane andranno in scena i primi incontri con i creditori.

La Suning Holdings Group è la holding attraverso la quale gli imprenditori della Repubblica Popolare hanno controllato l’Inter dal 2016 al 2024.

Spiega ancora il Daily News che un investimento di 20 miliardi di yuan in Evergrande, fatto nel 2020, è diventato irrecuperabile, portando a un continuo deterioramento finanziario.

Nel 2021 Suning ha registrato la più grande perdita netta tra le società con azioni A.

Nel 2022, i suoi ricavi sono crollati ed il suo rapporto di indebitamento è aumentato.

Entro la fine del 2023, numerose società collegate a Suning in varie regioni hanno dichiarato bancarotta.

Sebbene la ristrutturazione del debito e delle attività nel 2024 abbia temporaneamente stabilizzato l’azienda e ripreso le operazioni logistiche, alla fine l’azienda ha dovuto fare i conti con la pressione economica.