Iran: attaccheremo Israele per la terza volta

L’annuncio arriva dal comandante della forza aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie.
“Israele ha affrontato un grande fallimento nonostante il supporto di Usa, Francia, Gran Bretagna e Oman”.

Il comandante della forza aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie, Amirali Hajizadeh, ha affermato ieri sera che l’Iran lancerà sicuramente un terzo round dell’operazione ‘True Promise con attacchi missilistici e con droni contro Israele.

Come riporta Ansa, Hajizadeh, citato da Tasnim, ha poi aggiunto quanto di segutio:

Durante i precedenti round dell’operazione iraniana, il regime israeliano ha dovuto affrontare un grande fallimento nella sua difesa, nonostante fosse sostenuto da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Oman“.

L’anno scorso l’Iran ha lanciato due attacchi missilistici contro Israele, che in risposta ha attaccato l’Iran due volte, distruggendo i sistemi di difesa aerea del Paese e alcuni siti militari lo scorso ottobre.

Stellantis: a Termoli si produrranno trasmissioni per veicoli ibridi

Il progetto è della joint venture Acc.
In Francia in funzione una gigafactory per produrre batterie: ufficialmente sospese invece le 2 previste in Italia e Germania per il calo delle vendite di auto elettriche.

Stellantis produrrà trasmissioni per veicoli ibridi anche nello stabilimento di Termoli per contribuire ad ampliare la propria offerta di auto ibride.

Lo hanno detto due fonti a Reuters.

Termoli è uno dei siti in cui la joint venture Acc, a guida Stellantis, intende costruire i suoi tre impianti di produzione di batterie per veicoli elettrici in Europa.

Mentre una gigafactory in Francia è già entrata in funzione e continuano gli investimenti per il suo sviluppo, i piani per due impianti simili in Italia e Germania sono stati ufficialmente sospesi l’anno scorso, dato che Acc stava passando a batterie più economiche a causa del rallentamento della domanda di veicoli elettrici.

Google: in Polonia il più grande hub ingegneristico d’Europa

Ecco le cifre di investimenti e posti di lavoro: stimato un impatto del +8% sul PIL.
Il rischio: aiuterà la deregolamentazione voluta da Tusk.

Il primo ministro Donald Tusk ha incontrato a Varsavia Sundar Pichai, CEO di Alphabet e Google, per discutere della cooperazione nel settore delle tecnologie avanzate.

Il punto centrale dei colloqui è stata l’iniziativa per formare un milione di polacchi sull’uso dell’intelligenza artificiale, oltre alla firma di un memorandum per l’applicazione dell’AI nei settori dell’energia, della cybersicurezza e di altri ambiti.

Il premier ha sottolineato che Google supporterà la Polonia nel processo di deregolamentazione dell’economia e dell’amministrazione pubblica.

Sundar Pichai, come riporta Polonia Oggi, ha aggiunto che questa nuova iniziativa potrebbe contribuire a far crescere il PIL della Polonia dell’8% e ha ricordato che il Paese è diventato il più grande hub ingegneristico di Google in Europa, con oltre 2.000 dipendenti.

Inoltre, Google investirà 5 milioni di dollari in programmi di formazione digitale per i polacchi nei prossimi cinque anni.

Si tratta di un’altra importante iniziativa della compagnia in Polonia, dopo l’annuncio nel 2022 dell’investimento di quasi 3 miliardi di zloty per l’acquisto e lo sviluppo del complesso di uffici The Warsaw HUB.

L’incontro tra Donald Tusk e Sundar Pichai dimostra che la Polonia ha il potenziale per diventare un attore chiave nel settore delle tecnologie avanzate.

L’iniziativa educativa e il supporto di Google potrebbero dare un impulso significativo alla crescita dell’economia digitale e rafforzare la posizione del paese sulla scena internazionale.

Tuttavia, sarà fondamentale implementare con successo le riforme annunciate e creare condizioni favorevoli all’innovazione e agli investimenti.

Tutto meraviglioso? Non è detto. I rischi legati alla deregolamentazione, infatti, sono elevatissimi: proprio da lì partì la crisi americana che coinvolse l’economia mondiale.

Logistica, D’Angelo (ANSI): ottime notizie da MIT su digitale, avanti anche su cybersicurezza

Bene in particolare le piattaforme digitali interoperabili.
Il 70% delle Autorità di Sistema Portuale ha fatto proprie queste tecnologie.

I traguardi raggiunti e presentati di recente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in relazione alla digitalizzazione della logistica portuale rappresentano senza dubbio esempi tangibili dei passi avanti che il Paese sta facendo su questo fronte, grazie anche all’apporto delle risorse e dei progetti previsti dal Pnrr”. Così Andrea D’Angelo, presidente dell’associazione datoriale ANSI – Logistica integrata. 

In particolare – continua D’Angeloquello delle piattaforme digitali interoperabili Port Community System è uno strumento che permette di potenziare notevolmente tutti gli aspetti legati a logistica e trasporto merci. Sapere poi, come ha avuto modo di illustrare il Mit, che più del 70% delle Autorità di Sistema Portuale ha fatto proprie queste tecnologie, è un’altra ottima notizia”. 

Allo stesso tempo, è chiaro che più si va avanti sul digitale e più diventa essenziale difendere le infrastrutture portuali, componente altamente strategica per il Sistema Paese, da tutte le minacce che possono paralizzarne il corretto funzionamento. Ecco perché è necessario continuare a concentrare uguali e corrispondenti sforzi anche nella direzione della cybersicurezza”, conclude D’Angelo.

Sanremo 2025 in cifre

Ecco a quanto ammontano i rimborsi, la serata cover e gli investimenti delle case discografiche.
Sanremo vale il 2,1% del mercato discografico italiano.

Ecco Sanremo 2025 in sintresi ed in cifre.

Per i big in gara, i rimborsi salgono a 62mila euro per ogni artista e, se si gareggia in gruppo, vanno aggiunti 3mila euro per ogni componente.

Per la serata cover, invece, Rai rimborsa 3mila euro per l’ospite che diventano 5mila euro se a essere ospitato è un gruppo.

Le case discografiche, come riporta Il Sole 24 Ore, per ciascun artista in gara investono dai 100.000 ai 150.000 euro. Tra queste, la più rappresentata è la Warner Music: infatti, 9 dei 29 artisti in gara sono sotto contratto con la casa discografica.

Segue poi Sony Music con 8 artisti e la Universal Music con 6. I rimanenti 6 artisti sono, invece, indipendenti.

Quanto agli ascolti, quelli in streaming nell’ultimo quinquennio sono aumentati del 463% arrivando a sfiorare quota 2 miliardi contro i 352,8 milioni del 2020.

Di per sè, Sanremo vale il 2,1% del mercato discografico italiano, crescendo del 163% negli ultimi 5 anni.