Mosca: rinunciando al gas russo l’Ue rinuncia alla libertà

Approvato il divieto dal 2027: contrarie Ungheria e Slovacchia, astenuta la Bulgaria.
Zakharova: il tempo dirà se sono felici vassalli o infelici schiavi.

I Paesi della Uehanno rinunciato alla libertà” approvando oggi in via definitiva lo stop alle importazioni di gas russo dal 2027.

Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova: “Per ora – ha affermato Zakharova in una intervista con il canale tv Zvezda ripresa dalla Tassè difficile prevedere con precisione se si tratta di felici vassalli o di infelici schiavi, il tempo lo dimostrerà. Ma in ogni caso hanno rinunciato alla libertà“.

Secondo la Tass, poi ripresa da Ansa, le espressioni di ‘vassallo soddisfatto‘ e ‘infelice schiavo‘ sono state usate dal primo ministro belga Bart de Wever al forum di Davos, ponendo la questione della dignità dei Paesi europei di fronte alle minacce di annessione della Groenlandia da parte del presidente Usa Donald Trump.

La Ue ha adottato definitivamente il regolamento che imporrà lo stop graduale alle importazioni di gas e gnl dalla Russia; la stretta prevede un divieto totale da fine 2026 per il gas naturale liquefatto e dall’autunno 2027 per il gas da gasdotto.

L’intesa con l’Eurocamera è stata sostenuta da tutti i Paesi membri, fatta eccezione per Ungheria e Slovacchia, che hanno votato contro e la Bulgaria, che si è invece astenuta.

Putin: la questione Groenlandia non ci riguarda

Il presidente russo: se confrontiamo il caso della Groenlandia con quando gli Usa comprarono l’Alaska dalla Russia, il prezzo dovrebbe essere di circa 200-250 milioni di dollari.

Putin ha dichiarato che alla Russia non riguarda ciò che accadrà in merito alla questione della Groenlandia.

Poi, come riportato da Giubbe Rosse, il presidente russo ha aggiunto quanto di seguito:

La questione Groenlandia non riguarda la Russia, ma abbiamo esperienza nella risoluzione di problemi simili con gli Stati Uniti: nel XIX secolo, credo nel 1867, la Russia vendette l’Alaska e gli Usa; se la memoria non mi inganna, l’Alaska è di circa 1.717.000 chilometri quadrati, forse anche di più, e gli Usa la pagarono 7,2 milioni di dollari.
Ai prezzi odierni, tenendo conto dell’inflazione registrata in tutti questi decenni, tale importo ammonterebbe a circa 158 milioni di dollari.
La superficie della Groenlandia è leggermente più grande, circa 2.166.000 chilometri quadrati, si tratta di una differenza di circa 450.000 chilometri quadrati quindi, se si confronta questo con il costo dell’acquisto dell’Alaska il prezzo della Groenlandia si aggirerebbe tra i 200 ed i 250 milioni di dollari.

Russia pronta a stanziare 1 miliardo per il Consiglio di pace in Palestina

I soldi arriverebbero dai fondi congelati negli Stati Uniti.
Sarà discusso con Abbas e gli inviati americani.

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia è pronta a stanziare 1 miliardo di dollari per il Consiglio di pace in Palestina.

Come riportano CGTN Europe e Giubbe Rosse, Putin ha dichiarato che i soldi provengono dai fondi congelati negli Stai Uniti ed ha affermato che discuterà la questione del possibile utilizzo con il presidente dell’autorità palestinese Abbas e con gli inviati statunitensi.

Trump: leader europei non opporranno troppa resistenza sulla Groenlandia

Il presidente americano minaccia anche una tassa del 200% su vini e champagne francesi.
Poi invita Putin ad entrare nel Consiglio di pace per Gaza.

I leader europei non opporranno troppa resistenza” al suo tentativo di acquistare la Groenlandia.

Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti parlando con i giornalisti in Florida, minacciando inoltre una tassa del 200% sui vini e gli champagne francesi.

Trump, come riportato da Ansa, ha poi confermato di aver invitato Putin a entrare nel “Consiglio di pace” per Gaza.

Cuba: approvati piani e misure per transizione a stato di guerra

Aumentano le tensioni con gli Usa: nell’operazione per arrestare di Maduro sono stati uccise decine di soldati cubani.

Il Consiglio di difesa nazionale di Cuba (formato dai vertici del ‘castrismo’ al potere) ha annunciato l’approvazione di “piani e misure per la transizione allo stato di guerra” in caso di conflitto con un altro Paese, secondo quanto riportato dai media ufficiali.

La riunione dell’organismo avviene nel pieno delle tensioni con gli Stati Uniti, aumentate dopo la cattura del presidente de facto venezuelano Nicolás Maduro.

Tra gli obiettivi della seduta, quello “di aumentare e migliorare il livello di preparazione e coesione della leadership e del personale“, afferma un comunicato senza fornire dettagli.

È stata la prima volta che il Consiglio, guidato dal presidente Miguel Díaz-Canel, si è riunito dall’operazione militare americana a Caracas.

Come riporta Ansa, tra le decine di vittime del raid c’erano 32 soldati cubani, alcuni dei quali assegnati alla sicurezza di Maduro.