Guerini: incondizionato sostegno a Kiev

Ufficializzato il quarto decreto di aiuti.
Addestramento agli ucraini per l’uso delle armi.

Sostegno incondizionato all’Ucraina da parte dell’Italia.

É quanto ha dichiarato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini durante la riunione informale dei ministri della Difesa Ue.

Guerini ha ricordato l’impegno italiano, sottolineando come “nonostante la crisi di governo, si è riusciti a finalizzare il quarto decreto di aiuti, in linea con le priorità rappresentate dal ministro ucraino Oleksii Reznikov“.

In aggiunta agli equipaggiamenti, stando a quanto riporta “Ansa”, il ministro ha affermato quanto di seguito:

Stiamo provvedendo a garantire mirate attività addestrative al personale ucraino per rendere più sicuro l’impiego dell’armamento“.

Suslov: Occidente più stanco della Russia. Voto italiano cambierà conflitto

L’esperto ritiene che l’Ucraina sia ormai in bancarotta e che il voto italiano possa dare un segnale politico.

È deliberatamente una guerra di logoramento, spiega Dmitrij Suslov, direttore del Centro di studi europei e internazionali presso la Scuola superiore di Economia di Mosca, in un’intervista al Corriere della Sera alla vigilia del giorno che segna i sei mesi di invasione russa in Ucraina.

Secondo Suslov, le elezioni italiane possono costituire uno spartiacque anche per il conflitto. 

Il direttore di uno dei think tank di politica estera più vicini al Cremlino mostra grande sicurezza nella strategia russa:

“Il conflitto è diventato una guerra di logoramento. Ma nessuno dei contendenti è ancora sfinito e quando parlo dei contendenti includo l’Occidente collettivo, che fornisce armi e aiuti all’Ucraina. L’opinione prevalente in Russia è che saranno Kiev e i suoi alleati occidentali a entrare per primi in una fase di esaustione. La Russia può permettersi di continuare questo tipo di conflitto e non ci sono segnali di stanchezza. È la ragione per cui la guerra è condotta deliberatamente in modo limitato e a bassa intensità, non c’è aumento delle truppe impiegate o nella scala delle operazioni militari”. Mosca può andare avanti “ancora a lungo, tanto più che l’Occidente ha raggiunto il limite della sua capacità di pressione. È molto improbabile cioè che ci saranno nuove e più severe sanzioni contro la Russia, semplicemente perché i Paesi occidentali non possono permetterselo. Mosca si è già più o meno adeguata all’attuale livello di misure punitive, considerato ormai la nuova normalità. Grazie alle nuove regole di esportazione e ai flussi finanziari verso Cina, India, Turchia, Africa, possiamo far fronte alla situazione attuale sul piano militare e economico”.

A sbloccare questa situazione, però, secondo Suslov, possono intervenire nuovi importanti fattori; uno economico:

L’Ucraina è finanziariamente in bancarotta, la sua economia in ginocchio, le sue infrastrutture distrutte. E non ha risorse: Kiev deve scegliere se usare il carburante per i carri armati o per riscaldare le case. Intanto in Europa nessun Paese ha più sistemi d’arma da inviare all’Ucraina, quelle promesse dalla Germania non sono ancora state prodotte, la crisi energetica incombe”

Uno politico, che può arrivare dall’Italia:

Stando ai sondaggi il centro destra guidato da Fratelli d’Italia dovrebbe vincere le elezioni e probabilmente il nuovo governo aggiusterà l’approccio alla guerra e ai rapporti con Mosca. E questo potrebbe fare da laboratorio per altri Paesi dell’Ue, anche in conseguenza dell’aggravamento della crisi sociale ed economica in Europa. Ma guardando anche all’America, alle elezioni di midterm, dove i repubblicani appaiono in testa, c’è una probabilità crescente che la posizione dell’Occidente collettivo cambierà sia sull’appoggio militare che sulle sanzioni. Potrebbe accadere all’inizio del prossimo anno, in gennaio o febbraio.

Medvedev: alle urne punite i governi per loro stupidità

“Una democrazia, la vostra, fatta di pazzi”.
Dalla Russia fiducia nel il voto degli elettori europei.

Dmitri Medvedev attacca i governi europei ed invita i cittadini che si recheranno prossimamente alle urne a punirli.

Il vicepresidente del consiglio di sicurezza nazionale russo, dal suo canale telegram, scrive quanto di seguito:

Vorremmo vedere gli europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei loro governi, ma anche dire qualcosa di più coerente. Ad esempio, che li chiamino a rendere conto, punendoli per la loro evidente stupidità. i voti degli elettori sono una potente leva di influenza“.

Come riporta “Tgcom24”, Medvedev poi continua:

Una democrazia, la vostra, fatta di pazzi. Naturalmente, noi vogliamo una cooperazione pacifica, commercio, scambi e altre cose che sono normali. Non ci chiudiamo a nessuno, sosteniamo qualsiasi proposta ragionevole. Se il prezzo per la democrazia europea è il freddo negli appartamenti e i frigoriferi vuoti, questa democrazia è per i pazzi. Ecco perché quattro governi europei si sono già dimessi in breve tempo. Ma questa chiaramente non è la fine. I voti degli elettori sono una potente leva di influenza anche sui politici più congelati”.

Russia: gas in esubero

Bloccata la consegna di una turbina: Russia e Germania si scambiano accuse.
Dagli Usa ancora 1 miliardo di dollari in armi per l’Ucraina.

Mentre per molti Paesi europei si preannuncia un inverno a corto di gas, la Russia ne ha in esubero.

Stando infatti a quanto riporta “Il Giornale”, che a sua volta cita il quotidiano spagnolo “El Mundo” e la televisione finlandese “Yle”, “la Russia sta bruciando il gas in eccesso che non esporta nei paesi europei”.

Più precisamente, le immagini satellitari del sistema di monitoraggio degli incendi della NASA mostrano le fiamme nella stazione di compressione di Portovaya, di proprietà di Gazprom, dove avvengono incendi non dichiarati vicino alla stazione da metà giugno, ovvero dal momento in cui sono state limitate le consegne del Nord Stream 1.

Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha accusato la Russia di essere responsabile del blocco della consegna di una turbina per il gasdotto Nord Stream 1 che fornisce il gas all’Europa.

La turbina è attualmente in Germania e la Russia aveva già dichiarato tempo fa che la mancata riparazione della stessa era dovuta alla sanzioni (approfondimento al link).

Intanto il Pentagono ha annunciato un nuovo pacchetto di armi all’Ucraina da 1 miliardo di dollari, comprendente altri sistemi lanciarazzi Himars, che hanno aiutato le forze di Kiev ad attaccare le truppe russe molto oltre la linea di confine, missili terra-aria per la difesa contro aerei e razzi russi, armi anticarro Javelin e munizioni.

Dal suo profilo Twitter, il presidente americano Joe Biden ha dichiarato quanto di seguito:

Oggi, gli Stati Uniti hanno autorizzato il loro più grande pacchetto di assistenza alla sicurezza fino ad oggi per l’Ucraina. Questo pacchetto aggiunge ulteriori munizioni, armi e attrezzature all’Ucraina per aiutare a soddisfare le sue esigenze di sicurezza cruciali mentre difende il Paese”.