Nato: si accelera su ingresso Svezia e Finlandia

Vertice a Madrid e nuovo pacchetto di aiuti all’Ucraina.
Biden chiama Erdogan per sbloccare la situazione.

Un vertice Nato incentrato sull’accelerazione dell’ingresso di Svezia e Finlandia.

Questo è il tema sul tavolo a Madrid; più precisamente, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, insieme al primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, ha dichiarato quanto di seguito:

Il vertice di Madrid è fondamentale e segnerà un cambiamento epocale dando vita a un nuovo concetto strategico in questo mondo meno prevedibile”.

Non solo. Stoltenberg ha anche aggiunto che nel vertice di Madrid ci sarà un accordo su “un pacchetto di aiuti completo” per l’Ucraina e “l’auspicio è che ci siano progressi” nel dossier di adesione di Svezia e Finlandia.

Inoltre, come riporta “La Stampa”, Joe Biden è impegnato personalmente per superare le resistenze della Turchia, che sta solo cercando di alzare il prezzo dell’adesione.

Il presidente degli Stati Uniti ha avuto una conversazione telefonica con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, prima dell’apertura dei lavori del vertice Nato di Madrid, a margine del quale i due leader avranno un incontro bilaterale. Lo riferisce la Casa Bianca.

Il premier spagnolo Pedro Sanchez, aprendo il summit di Madrid della Nato, ha sottolineato come l’Ue sia un “partner complementare” dell’Alleanza Atlantica e dei Paesi dell’Indopacifico, che per la prima volta parteciperanno ad un vertice Nato.

Le democrazie si uniscono per difendere la democrazia e l’ordine basato sul diritto internazionale, ovvero la carta dei diritti dell’Onu”, ha continuato Sanchez, che ha poi così concluso:

“La strategia a 360 gradi della Nato comprende anche l’attenzione per il fianco sud, dunque il Mediterraneo e il Sahel, sul quale dobbiamo concentrarci per i prossimi mesi e anni.

Nato, Turchia: sì a Svezia e Finlandia se ci ascoltano

Erdogan detta legge.
Vincolante togliere il sostegno a gruppi curdi.

La Turchia apre il fianco a Svezia e Finlandia per il loro ingresso nella Nato.

La condizione, però, è quella che in cambio i due Paesi scandinavi tolgano il sostegno a gruppi curdi, considerati terroristi dalla Turchia.

Più nel dettaglio, le parole del ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu durante un’intervista con l’agenzia Anadolu sono state le seguenti:

La Turchia potrebbe vedere l’ingresso di Svezia e Finlandia in modo relativamente più favorevole ma entrambi i Paesi devono soddisfare le aspettative“.

Come riporta “Ansa”, il vincolo per avere l’ok turco all’ingresso nella Nato (è necessaria l’unanimità) è proprio quello che i Paesi nordici garantiscano di togliere il sostegno a gruppi curdi.

Mosca: nuove basi militari in risposta ad allargamento Nato

Kiev: “siamo nella fase più sanguinosa”.
Draghi: da Putin solo risposte negative alle richieste di pace. È vero?

La guerra in Ucraina entra nel suo 86esimo giorno, con l’offensiva russa che prosegue la sua corsa. Mosca annuncia che risponderà con nuove basi militari all’allargamento dell’Alleanza Atlantica, mentre Zelensky accusa Mosca di aver trasformato la regione del Donbass in un “inferno” e rende noto che nella notte le truppe del Cremlino hanno colpito il villaggio di Desna (vicino al confine con la Bielorussia) provocando “molti morti“.

Come riporta “Tgcom24”, secondo l’intelligence ucraina, la Russia “mobilita tutti, anche i disabili”. Draghi dice che da Putin ha avuto solo “risposte negative” alle sue richieste di pace e di cessate il fuoco, ma dal Cremlino arriva qualche segnale di apertura.

Il più significativo riguarda il primo colloquio dall’inizio dell’invasione tra il suo capo di Stato maggiore, il generale Valery Gerasimov, e l’omologo americano Mark Milley. E c’è anche una disponibilità a riprendere i negoziati con Kiev.

Al contrario, però, va segnalato che Russia ed Ucraina si sono già sedute al tavole delle trattative più di una volta (sia in Bielorussia che in Turchia) e proprio quando si pareva essere vicini ad un accordo che portasse al cessate il fuoco, è intervenuta la Nato imponendo all’Ucraina di non firmare i concordati di pace e di proseguire nel conflitto, inviando ulteriori aiuti economici e militari.

Turchia: no a Svezia e Finlandia nella Nato

Probabile il veto di Erdogan.
“Ospitano terroristi del Pkk; non ripetere l’errore della Grecia”.

Probabilmente la Turchia metterà il veto all’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato.

Ospitano terroristi del Pkk, sarebbe un errore come fu l’ingresso della Grecia nel patto atlantico; queste, infatti, le parole del presidente Erdogan.

“La Turchia ha seguito da vicino gli sviluppi riguardanti la possibile adesione alla Nato di Finlandia e Svezia, ma non ha un’opinione favorevole al riguardo”.

Il virgolettato è del quotidiano turco filogovernativo “Daily Sabah“. Insomma, Ankara non accoglierebbe positivamente Finlandia e Svezia nell’Alleanza: il presidente turco ha descritto come “un errore” lo storico passo fatto ieri da Helsinki verso l’ingresso nella Nato, quando il presidente ed il primo ministro del paese scandinavo hanno annunciato di essere favorevoli all’adesione al patto atlantico.

Domani sabato 14 maggio, a Berlino, si terrà la riunione informale dei ministri degli Esteri della Nato: un’occasione per Svezia e Finlandia di discutere della loro adesione con la Turchia.

Il leader turco ha detto ai giornalisti che “non vuole che si ripeta lo stesso errore commesso con l’adesione della Grecia“, accusando Stoccolma ed Helsinkidi ospitare terroristi del Pkk“, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, che da decenni conduce un’insurrezione armata contro lo stato turco e che è classificato come organizzazione terroristica da Turchia, Stati Uniti ed Ue.

Più nel dettaglio, Erdogan ha dichiarato ai giornalisti quanto di seguito:

I paesi scandinavi sono come una specie di pensione per le organizzazioni terroristiche, che sono anche in parlamento.”

Gli fa eco un funzionario svedese citato dal “Financial Times“:

“Ci sono molti curdi in Svezia e ci sono molti parlamentari con origini curde, la Svezia è stata attiva sulla questione curda: temo che potrebbe esserci un contraccolpo”.

Erdogan va ventilando dunque l’ipotesi che la Turchia utilizzi il suo potere di veto contro l’ingresso dei due paesi nordici.

Per accedere alla Nato, la procedura prevede che l’alleanza inviti il paese aspirante a diventarne membro, con una risoluzione votata all’unanimità da tutti i trenta paesi del patto.

Una posizione contraria della Turchia impedirebbe quindi l’ingresso dei Paesi, le cui domande di adesione alla Nato non sono comunque ancora state formalizzate.