Auto elettriche: in Europa crollano le immatricolazioni

In Germania crollo del 28%.
Poco richieste anche le vetture Plug-in.

Il mercato auto in Europa sta attraversando un periodo di profondo cambiamento e a risentirne, dopo uno slancio notevole nei primi due mesi dell’anno, sono le immatricolazioni.

Se da Bruxelles arrivano segnali incoraggianti sul caro e vecchio motore endotermico, il mercato auto nel mese di marzo 2024 è calato del 5,2%.

Le immatricolazioni, se si include anche il Regno Unito e i Paesi EFTA, superano di poco le 1,383 milioni di unità contro le oltre 1,42 milioni di unità dello scorso anno.

In Europa, in quasi tutti i mercati principali, il calo è il seguente -1,5% in Francia, -3,7% in Italia, -6,7% in Germania e -4,7% in Spagna.

Se le auto con alimentazione ibrida leggera continuano ad essere le più gettonate in Europa, le elettriche in tutta Europa, registrano un calo sensibile.

Come riporta Adnkronos, in Belgio e Francia le BEV sono molto richieste, mentre in Germania il crollo è considerevole, con oltre il 28% in meno di richieste.

Anche le Plug-in sembrano non essere gradite dagli automobilisti europei, nel mese di marzo ne sono state vendute poco più di 73.000 unità.

Robinho in carcere, Dani Alves potrebbe pagare la cauzione

I due giocatori brasiliani sono entrambi accusati di stupro.
Dani Alves potrebbe pagare 1 milione di euro; per Robinho chiesti 9 anni.

L’ex calciatore brasiliano Dani Alves potrebbe lasciare a breve il carcere di Brians 2, a Barcellona, dov’è detenuto dal 20 gennaio 2023, dopo il pagamento di un milione di euro di cauzione, segnalano fonti della difesa citate dai media iberici, fra cui La Vanguardia, poi ripresa anche da Leggo.

All’ex giocatore di Barcellona, Juve e Psg, condannato a 4 anni e mezzo di carcere per lo stupro di una ragazza di 23 anni nella discoteca Sutton di Barcellona nella notte fra il 30 e il 31 dicembre 2022, il Tribunale di Barcellona aveva disposto lo scorso 20 marzo la libertà provvisoria, in attesa della sentenza definitiva del processo a suo carico, dietro pagamento della cauzione di 1 milione di euro.

Per lui il tribunale ha disposto la consegna dei suoi due passaporti, brasiliano e spagnolo e all’obbligo di firma settimanale, per attenuare il rischio di fuga, e il divieto di avvicinarsi ad almeno 1.000 metri dalla vittima.

Episodi differenti ma stessa accusa per quanto riguarda il connazionale Robinho, per il quale si apriranno le porte di un carcere brasiliano.

L’ex calciatore della nazionale e del Milan è stato arrestato dalla polizia federale dopo che il giudice della Corte suprema (Stf) Luiz Fux ha rigettato la richiesta della difesa dell’atleta di sospendere l’esecuzione della condanna a nove anni per stupro, comminata dal tribunale di Milano nel 2017 e che per decisione della magistratura brasiliana sarà scontata nel Paese sudamericano.

L’atleta si trovava con la famiglia nella sua villa di Guaruja, sul litorale paulista, quando è stato raggiunto dagli agenti per esser condotto prima presso la sede della polizia federale di Santos e poi, dopo delle formalità di rito, essere trasferito in un penitenziario che sarà indicato dalle autorità.

Nel suo caso la difesa sostiene che la decisione dei giudici del Supremo tribunale di giustizia (Stj) di omologare la sentenza italiana sia incostituzionale e, per questo, confidando in una possibile revisione dal provvedimento da parte del Stf – ultimo possibile ricorso giudiziario – aveva chiesto di rinviare il momento del trasferimento in carcere, come riporta Ansa:

È plausibile che la Corte suprema ci dia ragione, ma per poter presentare il ricorso dobbiamo aspettare di leggere le motivazioni della sentenza e non sappiamo quando sarà possibile“.

Per questo, considerato che il calciatore “non ha intenzione di sottrarsi alla giustizia” è giusto che aspetti in libertà la decisione inappellabile della Corte, aveva dichiarato alla stampa l’avvocato José Eduardo de Alckmin.

L’istanza, presentata con “urgenza“, è stata però affidata alla valutazione del giudice di turno Fux, che in poche ore si è espresso contro la richiesta.

I magistrati del Stj avevano deciso per l’immediata carcerazione considerati i lunghi anni che Robinho ha trascorso in libertà dopo la condanna definitiva in Italia, a cui si era sottratto trasferendosi in Brasile, sapendo che la legge del Paese sudamericano impedisce l’estradizione dei suoi cittadini.

Il calciatore era stato condannato in via definitiva in Italia per lo stupro di gruppo di una giovane albanese avvenuto nel 2013 in una discoteca di Milano.

La vittima era “incosciente” a causa dell’abuso di alcol; Robinho ed i cinque complici hanno sempre affermato che la vittima fosse consenziente.

Stellantis: fine produzione Fiat 500 e Lancia Y a combustione

L’azienda verso lo stop produttivo dei modelli in Polonia.
La nuova Lancia Y completamente elettrica sarà prodotta in Spagna.

Si avvicina la fine della possibilità di omologazione, e quindi di produzione, delle piccole auto Fiat nello stabilimento di Tychy, in Polonia.

Di conseguenza, l’azienda dovrebbe ottenere nuovamente l’omologazione, il che, alla luce dei mutevoli requisiti di sicurezza dell’UE e dei piani di Stellantis per la produzione esclusivamente di auto elettriche, sembra poco conveniente.

Anche se l’auto sarebbe soggetta a un aggiornamento, la presentazione della nuova Lancia Ypsilon, completamente elettrica e prodotta in Spagna, fa immaginare la chiusura della produzione in Polonia.

Ciò significa che le Fiat 500 e le Lancia Ypsilon a combustione prodotte a Tychy passeranno alla storia, almeno in Europa.

Come riporta Polonia Oggi, possono ancora essere prodotte per altri mercati, ad esempio per l’Africa, dove vengono già inviate in forma di kit di montaggio SKD.

La produzione di vari modelli Fiat avviene ora nello stabilimento in Algeria, dove Stellantis ha investito 200 milioni di euro (approfondimento al link).

Cosa succederà ai terreni lasciati liberi dalle Fiat 500 e dalle Lancia Ypsilon a combustione? Al momento non ci sono informazioni chiare.

Una delle opzioni è il trasferimento di parte della produzione in Italia o un aumento della collaborazione con la società cinese produttrice di auto elettriche, Leapmotor.

La produzione di auto elettriche cinesi in Polonia potrebbe essere il primo passo verso una produzione completa di tali veicoli a Tychy.

Tuttavia, al momento sono solo speculazioni, anche se l’importanza crescente delle auto elettriche sul mercato europeo rende questa opzione sempre più probabile.

Nel frattempo, pare invece sempre più probabile lo spostamento della produzione Marelli in Polonia (approfondimento al link).

Agricoltori polacchi in protesta verso la capitale

Due richieste: ritiro delle politiche green europee e fine delle agevolazioni per i prodotti ucraini.
“Pochi giorni e la merce non arriverà più ai negozi”.

Dopo le forti manifestazioni avvenute in Germania che hanno bloccato il Paese per una settimana (approfondimento al link), anche agli agricoltori italiani, francesi e spagnoli si erano uniti alle contestazioni (approfondimento al link).

Il fronte comune è contro le fallimentari politiche europee decise da Bruxelles ed ora si aggiunge anche la Polonia.

Come riporta Polonia Oggi, infatti, proseguono le proteste degli agricoltori polacchi, con oltre 250 blocchi stradali in tutto il Paese.

Nella giornata di ieri hanno indetto un’altra protesta, prevista per il 20 febbraio, che hanno definito una “marcia sulla capitale”.

Secondo notizie non ufficiali, anche i centri di vendita al dettaglio (Biedronka, Lidl, Auchan, Carrefour) saranno oggetto di blocchi.

Un agricoltore al portale Wirtualna Polska ha dichairato:

Bastano pochi giorni e la merce non arriverà più ai negozi”.

Gli agricoltori hanno due richieste principali: il ritiro del Green Deal dell’UE e la reintroduzione delle tariffe sui prodotti agricoli provenienti dall’Ucraina.

Ecco i Paesi più tecnologicamente avanzati al mondo

Analizzati 115 Stati: ecco i migliori 30.
La prima nazione vince con enorme distacco. Italia appena sopra la Malesia.

La Euler Hermes ha stilato una classifica dei Paesi del mondo maggiormente inclini alle trasformazioni digitali, prendendo in considerazione indicatori come: regolamentazione, conoscenza, connettività, infrastrutture e dimensione del mercato.

In totale sono stati analizzati 115 nazioni, di seguito vi riportiamo la top 30.

Partendo dal fondo della classifica, troviamo la Malesia con un punteggio totale di 53,9 punti.

Appena sopra, con 54,4 punti ottenuti soprattutto grazie alle infrastrutture, ecco il Bel Paese: l’Italia, infatti si piazza al 29esimo posto.

28esima in classifica la Repubblica Ceca con 55,8 punti; seguono Spagna (27esimo posto) con 56,8 punti, Estonia (26esima in classifica) a 57,5 punti ed Israele (25esimo posto) con 59,8 punti.

Sopra i 60 punti troviamo gli Emirati Arabi Uniti che si collocano al 24esimo posto con 61,8 punti, l’Irlanda con un punteggio di 62,4 si piazza 23esima, la Nuova Zelanda 22esima con 63,4 punti, poi il Belgio al 21esimo posto con 64 punti e poco sopra, con 64,8 punti, al 20esimo piazzamento l’Australia; 19esime e 18esime apri merito la Francia e l’Islanda con i loro 65,5 punti, Li supero di un pelo la Cina che con i suoi 65,6 punti si colloca al 17esimo posto.

Salendo ancora troviamo il Canada: 16esimo in classifica e con 65,8 punti. Ecco dunque la Norvegia a 66,7 punti (15esimo posto) ed il Lussemburgo a 67,5 punti (14esimo).

13esima l’Austria con 68,4 punti e 12esima la Danimarca che raggiunge quota 68,6 punti.

Appena fuori dalla top 10 la Finlandia che con i suoi 68,7 punti si colloca 11esima; decima in classifica la Corea del Sud (69,5 punti) alle spalle di Hong Kong (nono in classifica con 69,9 punti).

Supera i 70 punti, precisamente 70,4, Singapore che si colloca all’ottavo posto in classifica, superato dal Giappone che si classifica invece settimo grazie ai suoi 70,8 punti.

Sesta la Svezia col suo punteggio di 71,6 punti e quinto il Regno Unito con 72 punti.

Appena fuori dal podio la Svizzera che, con un punteggio pari a 74 punti, si colloca quarta in classifica.

Nel gradino più basso del podio troviamo l’Olanda con 74,3 punti mentre al secondo posto, con un punteggio di 75,3 punti, ecco la Germania.

Primi nella classifica dei Paesi più tecnologicamente avanzati al mondo, con la bellezza di 87 punti e quindi con un ampio distacco su tutti gli altri, gli Usa.