Sud Corea: ampi accordi militari tra Kim e Putin

Seul divulga i dettagli dell’incontro tra Russia e Nord Corea.

Il leader nordcoreano Kim Jong-un e il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, nel faccia a faccia di luglio a Pyongyang, hanno raggiunto “un ampio quadro” di accordi sulla cooperazione militare.

Lo riporta la Yonhap, citando il deputato Yoo Sang-bum, dopo l’audizione parlamentare a porte chiuse del National Intelligence Service (Nis).

Più precisamente, come indicato da Ansa, Yoo avrebbe dichiarato quanto di seguito:

La Russia sembra aver richiesto la vendita di proiettili e missili e la conduzione di un’esercitazione militare congiunta, mentre il Nord probabilmente ha richiesto il noleggio di armi prodotte in Occidente e l’assistenza tecnica, comprese le riparazioni di attrezzature fatiscenti“.

La Russia multa Google

Multa da 3 milioni di rubli per non aver cancellato informazioni false sull’operazione militare speciale in Ucraina.

La Russia ha multato Google per 3 milioni di rubli per non aver cancellato quelle che ritiene essere informazioni false sulla sua “operazione militare speciale” in Ucraina.

Lo ha riferito l’agenzia di stampa Tass, poi citata da Reuters.

Una serie di siti sono sotto osservazione russa per non aver rimosso contenuti che il Cremlino ritiene illegali ed il social network Reddit ha ricevuto una multa per la prima volta martedì.

Grano: come la Russia aggira le sanzioni

Il grano arriva da altri Paesi, ma questi lo comprano dalla Russia e lo rivendono rincarato.
Esattamente come accadeva per il gas.

Le esportazioni di grano e frumento del Kazakistan sono aumentate di quasi il 17%.

Secondo quanto riportato da EnergyProm.kz, il Kazakistan ha esportato 3,3 milioni di tonnellate di grano e frumento per un valore di 876,7 milioni di dollari nei primi cinque mesi di quest’anno.

Tale risultato è stato trainato da un forte incremento nell’esportazioni verso altri paesi CSI (+25,5%), in particolare Uzbekistan (1,7 milioni di tonnellate) e Tagikistan (325.100 tonnellate).

Sono invece rimaste relativamente stabili le esportazioni di grano verso altri paesi (974.600 tonnellate), tra cui spiccano l’Afghanistan (318.500 tonnellate) e l’Italia (214.500 tonnellate).

Sotto diversi aspetti l’importante incremento nell’esportazione di grano e frumento dal Kazakistan è legato alle correnti vicende geopolitiche internazionale, tra cui le incertezze legate alle forniture d’esportazione di grano dall’Ucraina con l’opposizione polacca da un lato (approfondimento al link) e l’apertura della Lituania dall’altro (approfondimento al link), la negoziazione delle forniture di grano dalla Russia verso l’India (approfondimento al link) e la decisione russa di ritirarsi dalla Black Sea Grain Initiative, come riporta Ansa.

Il fatto principale rimane quello che, spesso, a fornire i Paesi che aumentano le esportazioni di grano è la Russia, eludendo quindi le sanzioni ed i blocchi di mercato imposti da molti Stati.

Inutile dire che il grano venga rivenduto con un rincaro del prezzo, penalizzando come clienti ultimi gli Stati importatori.

Insomma, in buona sostanza, lo stesso giochetto usato per il gas quando per esempio l’allora Premier Draghi vantava fieramente che l’Algeria era diventata il primo fornitore di gas per l’Italia al posto della Russia, ma era proprio quest’ultima a venderlo all’Algeria che poi lo rivendeva all’Italia maggiorando il Prezzo (approfondimento al link).

India tratta import grano russo

Mentre il grano ucraino trova difficoltà ad essere piazzato in Ue, l’India negozia con la Russia.

L’India è in trattative con la Russia per l’importazione di grano a prezzi scontati rispetto a quelli globali, in una rara mossa che punta ad aumentare le forniture e frenare l’inflazione dei generi alimentari in vista delle elezioni generali e negli stati del prossimo anno.

Lo hanno riferito quattro fonti, riportate da Reuters.

Le forniture consentirebbero a Nuova Delhi di intervenire più efficacemente sul mercato per far diminuire i prezzi del grano, che a luglio hanno portato l’inflazione ai massimi di 15 mesi.

Più precisamente, Reuters riporta quanto di seguito:

Il governo sta esplorando la possibilità di importare attraverso il commercio privato e gli accordi tra governi. La decisione sarà presa con cautela“.

Da anni l’India non utilizza accordi diplomatici per importare grano: l’ultima volta che l’India ha importato una quantità significativa di grano è stato nel 2017, quando sono stati spediti 5,3 milioni di tonnellate attraverso i commercianti privati.

Il piano del governo di ricevere il grano russo è una delle misure prese in considerazione, rispetto all’offerta, per abbassare i prezzi di beni fondamentali come il carburante, i cereali e i legumi, insieme all’estensione di programmi nelle aree rurali per alleviare l’impatto dell’inflazione sulle fasce povere, hanno detto due delle fonti a conoscenza della questione.

Nel frattempo, la Polonia si è opposta all’importazione del grano ucraino perché penalizzerebbe la propria economia (approfondimento al link) mentre la Lituania ha aperto alla possibilità di gestirlo (approfondimento al link).

Polonia-Ucraina: si incrinano i rapporti

Varsavia: “difendiamo i nostri interessi”.
Invece che ringraziare per il supporto, Kiev convoca l’ambasciatore polacco.

Si incrina l’asse fra Polonia e Ucraina che si è consolidato con l’inizio della guerra.

Il presidente della Polonia Andrzej Duda ha confermato che il suo Paese continuerà a sostenere l’Ucraina per tutta la durata del conflitto con la Russia ma, ha puntualizzato, le autorità di Kiev devono capire che anche la Polonia ha i propri “interessi.

Come riporta Adnkronos, citando quanto detto durante un’intervista al settimanale Sieci, il presidente polacco ha sostenuto quanto di seguito:

Sosteniamo costantemente l’Ucraina nella sua difesa contro l’aggressione russa, ma il nostro dovere più importante è quello di curare gli interessi del nostro Paese. Pertanto, per proteggere il mercato interno e il mercato dell’Ue, dobbiamo iniziare da noi“.

Il presidente della Polonia ha ammesso che la situazione che stanno vivendo gli ucraini è “particolare” e per questo a volte è necessario ricordare loro che, sebbene si capisca che stanno combattendo, anche la Polonia ha i suoi obblighi nei confronti del suo popolo.

Il motivo originario degli attriti tra Varsavia e Kiev è legato all’embargo sul grano ucraino introdotto da Varsavia e alla decisione della Polonia di mantenere il blocco nonostante Bruxelles intenda revocarlo a partire dal 15 settembre.

Alle rimostranze di Kiev per la decisione di Varsavia ha risposto Marcin Przydacz, Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri, il quale ha dichiarato che gli ucraini “dovrebbero iniziare ad apprezzare il ruolo che la Polonia ha svolto negli ultimi mesi“.

Frase che non è piaciuta a Kiev, che ha prontamente convocato l’ambasciatore polacco, Bartosz Cichocki, provvedimento replicato allo stesso modo da Varsavia, che ha citato il suo omologo ucraino, Vasil Zvaric.