Gallo agli artisti: piantiamo i semi della Felicità e dell’Abbondanza

L’appello del 1°fagotto dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo ai colleghi, perché aiutino con le loro armi in questo momento difficile.

In questo momento difficile, ognuno di noi deve aiutare con le armi che possiede.

Questa è l’idea di Vitaliano Gallo (in foto con Lewis Capaldi), da 40 anni 1° fagotto dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo, che lancia un appello ai suoi colleghi artisti e musicisti:

“In questo periodo dove siamo stati tutti messi alla prova, invito gli operatori del mio settore musica, e nell’arte in genere (in molti lo stiamo già facendo e Li ringrazio), a continuare a pubblicare scritti, poesie, video, così da poter piantare da ora i semi della Felicità e dell’Abbondanza.”

Gallo poi continua, citandole parole di Henry World Bitcher, nelle quali dichiara di trovare molta speranza.

Un’opera di bene può arrivare in forme diverse, la grandezza, non risiede nell’essere forti, ma nel giusto uso della forza. E’ il più grande, colui la cui grandezza, trascina il maggior numero di cuori, grazie all’attrazione del proprio.”

Da parte sua, infine, nel lanciare l’appello il musicista vuole dare il suo contributo con “S-COMPOSIZIONE – Area Sanremo“, che descrive così:

“Memoria e composizione si legano in senso narrativo in giochi della mente, finzioni tracce di melodie, frammenti di opere celebri qui immersi in un linguaggio musicale nuovo e complesso. Riferimenti mnemonici, dalla citazione riconoscibile, allo smembramento del materiale tematico noto, che diviene così non riconoscibile, sino alla ricostruzione di un ambiente sonoro evocato solo dalla suggestione timbrica di uno strumento.”

Coronavirus, Mancuso: indipendentemente dall’origine, servono strutture sovranazionali interconnesse

Si è data priorità al bene comune rispetto al bene particolare.
La sfida è riuscire a costruire un’architettura cooperativa a livello internazionale per affrontare i problemi.

Il coronavirus ha forse causato la pandemia più grande che conosciamo, almeno nella storia recente, perché non vi è continente che non ne sia rimasto toccato; un virus che ha interessato il mondo intero e che ci ha visti alle prese con qualcosa che non conoscevamo, almeno fino in fondo.

Una situazione che ci vede ancora pieni di dubbi e di domande, completamenti contrastati tra le diverse tesi, teorie ed interpretazioni.

Ne abbiamo parlato con il filosofo e teologo Vito Mancuso, già professore presso l’Università degli Studi di Padova e l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, oltre che già collaboratore de “La Repubblica”.

Prof. Mancuso, l’epidemia di Covid19, con il lockdown, ha bloccato anche le attività religiose, dalle messe ai funerali passando per il sacramento dell’estrema unzione. Come valuta il comportamento adottato da Papa Francesco durante questo particolare momento storico?

Sa, sono in molti a ritenere che la civiltà umana sia nata quando abbiamo iniziato a prenderci cura dei defunti tramite il funerale e la sepoltura, atti non biologici ma culturali, che hanno segnato il passaggio dalla natura alla cultura. Il cattolicesimo conosce inoltre il Sacramento dell’unzione dei malati, un rito fondamentale per le esigenze spirituali e religiose di molti credenti. E nella popolare preghiera dell’Ave Maria si ricorda “l’ora della nostra morte”.

Con il blocco di tutte le attività, anche queste funzioni sono venute a mancare ed è normale che questo crei un senso di vuoto, che può essere letto anche come un diritto che non è stato riconosciuto. Tuttavia ritengo che Papa Francesco abbia preferito il bene comune rispetto al bene particolare, ovvero abbia privilegiato la tutela di tutti rispetto alla necessità di alcuni nel celebrare questi Sacramenti.”

Secondo lei, come hanno reagito i credenti?

“Abbiamo assistito a reazioni diverse. Sia dentro che fuori dalla Chiesa.

All’interno del clero troviamo chi ha approvato la scelta del Papa, ma anche chi l’ha criticata dicendo che la Chiesa doveva perseverare nei propri doveri, come se il dovere della Chiesa consistesse unicamente nell’amministrazione dei sacramenti.

Dal lato dei credenti è sostanzialmente lo stesso: troviamo chi è favorevole alla linea adottata dal Papa, ovvero come dicevamo di privilegiare il bene comune rispetto al bene particolare, mentre c’è chi si è sentito privato di alcuni diritti religiosi e spirituali come appunto il funerale e/o il Sacramento dell’estrema unzione.

Infine c’è anche chi si è fatto prendere da un senso di crociata, atteggiamento tipico dell’uomo quando ricerca un unico colpevole nel mezzo di una situazione complicata.”

Dal suo punto di vista, cosa ci ha insegnato il coronavirus?

“Direi che per rispondere alla Sua domanda in senso compiuto, innanzitutto dovremmo distinguere quattro possibili scenari, legati alla diversa natura di origine del virus.

Il primo vede come origine del virus una causa naturale; da sempre conviviamo e combattiamo con batteri e virus, quindi anche in questo caso dobbiamo cercare di fare tutto il possibile per contrastare il virus e sperare che non causi troppi danni mentre cerchiamo di sconfiggerlo.”

Il secondo scenario, invece?

“il secondo scenario riguarda l’origine economico-politica, ovvero la costruzione del virus in un laboratorio ed il suo conseguente utilizzo per fini, appunto, economici e geopolitici.

È uno scenario che rimanda a una visione complottista, fatto proprio anche da personaggi importanti come il presidente degli Usa Donald Trump ed il Segretario di Stato Mike Pompeo che hanno più volte accusato la Cina di aver creato e diffuso il virus.

Di sicuro, non è da escludere che i servizi segreti in questa situazione non se ne siano stati e non stiano oggi completamente con le mani in mano.

Il terzo?

“Altro scenario possibile è quello della volontà divina, ovvero un castigo che Dio ha voluto mandarci per farci capire che stiamo sbagliando in qualcosa o forse in più di qualcosa.

Sinceramente, però, mi sentirei di escludere un tale scenario in quanto non credo che un Dio, se volesse punirci per qualcosa di sbagliato, si accanirebbe in questo modo colpendo le persone senza distinzione.”

Il quarto ed ultimo scenario?

“Infine c’è l’origine ecologica, quella cioè inerente al fatto che il pianeta si stia ribellando a come lo stiamo trattando.

Questa ipotesi, se la sommiamo a tutti i recenti e sempre più frequenti episodi di calamità naturali, dal mio punto di vista ha delle fondamenta.

È innegabile che stiamo sfruttando, usando e trattando la Terra in modo assolutamente non appropriato e rispettoso, insostenibile da un punto di vista ecologico.”

Secondo lei, c’è qualcosa che si potrebbe fare per evitare di ritrovarci in futuro in altre situazioni simili?

“Guardi, credo che, indipendentemente dall’origine del virus, quello che possiamo imparare da questa situazione è che ci servono strutture più coese e cooperative, che superino i confini geografici ed ideologici al fine di lavorare assieme nel coordinare i comportamenti e le azioni.

La sfida sarà riuscire a creare un’architettura organizzativa sovranazionale che collabori per il bene comune, dove ognuno fa e rispetta la propria parte: solo così potremo prevenire o almeno affrontare problemi di questo genere e portata.”

Francia e Germania: Recovery fund da 500 miliardi

Accordo sull’asse franco-tedesco per attivare uno strumento anti-crisi a livello europeo.
Ancora una volta, però, le regole le fanno loro mettendo bene in chiaro chi comanda in Europa.

Un Recovery fund da 500 miliardi di euro.

Questo è l’accordo trovato da Francia e Germania al fine di trovare strumenti in grado di dare un aiuto contro la crisi da Covid19, ovvero “la più grave crisi della storia dell’ue”, come l’ha definita Angela Merkel.

Proprio la cancelliera tedesca ha concordato con Emmanuel Macron di arricchire il bilancio europeo pluriennale con i sopracitati 500 miliardi di euro.

Gli aiuti verranno dati ai Paesi più in crisi sotto forma di trasferimenti, non di prestiti, e la loro raccolta verrà effettuata dalla Commissione Ue sul mercato tramite dei bond.

I medesimi trasferimenti, come precisato dal premier francese, non verranno direttamente restituiti dagli Stati che li riceveranno, ma dai Paesi membri nel complesso. Gli ha fatto eco la Merkel, tenendo a sottolineare che la Germania si farà carico della parte più sostanziosa del contributo (27%).

L’importo del fondo è stato ridotto rispetto alle richieste iniziali di Paesi come l’Italia, che pare riceverà circa 100 miliardi, ma la cosa era necessaria per ottenere il nullaosta da parte dei Paesi più ostili a manovre di questo genere come Olanda ed Austria. Ancora una volta, anche se la proposta dovrà essere accettata all’unanimità in Parlamento europeo per poi essere ratificata dai vari Parlamenti nazionali, è tuttavia palese chi comandi in Europa, decidendo tempistiche, portata e modalità di ogni manovra.

Evitare il Mes: ecco perché si può e si deve

Pochi giorni fa Fitch li classificava quasi come spazzatura, ora i titoli di Stato italiani hanno una richiesta tripla rispetto all’offerta.
Costi praticamente uguali, entrate maggiori e rischi minori: i titoli di Stato convengono.

Non è passato molto tempo, circa 10 giorni, da quando l’agenzia di rating Fitch ha anticipato un giudizio atteso per luglio declassando i titoli di Stato italiani a BBB-, ovvero un gradino sopra il livello “junk” o “spazzatura” (approfondimento al link).

Aveva fatto seguito un esposto da parte di Cadacons alla Procura di Roma per possibile manipolazione di mercato.

Pochi giorni fa, esattamente il 13 maggio, invece, la Banca d’Italia comunicava i risultati relativi alle aste di collocamento dei BOT (Buoni Ordinari del Tesoro con scadenza annua), in cui si evince una richiesta sostanzialmente doppia rispetto all’offerta: l’offerta italiana è stata pari a 700 milioni di euro, mentre la domanda ha superato i 2 miliardi (si veda l’immagine in fonda all’articolo).

Nello stesso giorno, la Banca d’Italia ha emesso 9 miliardi di euro in BTP (Buoni del Tesoro Pluriennali) con scadenza a 3, 7, 15 e 20 anni. La domanda, anche in questo caso, è stata maggiore dell’offerta attestandosi ad oltre 13 miliardi.

Non solo. Il rendimento medio ponderato che lo Stato dovrà riconoscere alla scadenza dei titoli, è molto vicino a quello proposto dall’Ue nell’utilizzo del Mes: 0,248%.

Mentre il Mes darebbe accesso a tranches mensili da 5 miliardi di euro l’una fino ad un importo di 37 miliardi, sarebbe invece possibile collocare molti più titoli di Stato raccogliendo liquidità vitale in questo momento; va inoltre ricordati che 14 di quei 37 miliardi derivanti da un’eventuale attivazione del Mes, sono soldi italiani ovvero che l’Italia ha già versato in quel fondo e che si vedrebbe restituire sotto forma di prestito, dovendoci pagare gli interessi.

Il 18 marzo 2020 la BCE lanciava il PEPP (Pandemic Emergency Purchaser Program): un piano di acquisto titoli da 750 miliardi di euro, attivo fino al 31 dicembre 2020, da aggiungere agli altri programmi già attivi e che vedeva una quota pari a 103 miliardi di acquisti riservata all’Italia.

Ad oggi, gli acquisti da parte della BCE di titoli di Stato italiani equivalgono a circa 23 miliardi; sarebbe dunque opportuno procedere a vendere i restanti 80 miliardi prima di attivare vincoli come quelli legati al Mes.

Il Meccanismo salva Stati, infatti, porta con sé lo strumento che si chiama “Early Warning System”, che letteralmente prevede quanto di seguito:

The ESM, as specified in the EStM Treaty, created an early warning system to detect loan repayment risks and allow for corrective actions. The Early Warning Systems (EWS) also applies to EFSF loans.
The objective is to determine a programme country’s ability to repay its loans. This requires an assessment of the country’s short-term liquidity, market access, and the medium- to long-term sustainability of public debt.
This work takes into account and complements the fiscal and debt sustainibility analysis that the European Commission and the European Central Bank perform during and after a programme.

Tradotto:

“Il Mes, come specificato nel suo trattato, ha creato un Sistema di Allarme Rapido (EWS) per individuare i rischi di rimborso dei prestiti e consentire azioni correttive. I sistemi di allarme rapido si applicano anche ai prestiti EFSF.
L’obiettivo è determinare la capacità di un paese aderente al programma di rimborsare i propri prestiti. Ciò richiede una valutazione della liquidità a breve termine del paese, dell’accesso al mercato e della sostenibilità a medio-lungo termine del debito pubblico.
Questo lavoro tiene conto e completa l’analisi di sostenibilità fiscale e del debito che la Commissione europea e la Banca centrale europea svolgono durante e dopo il programma.”

Inoltre, è bene ricordare che il Mes rappresenta un creditore privilegiato e, quindi, questo causa un aumento dei tassi di interesse verso gli altri acquisitori.

Koronawirus, Becchi: “Nawet Bóg nas nie uratuje”

W imię bezpieczeństwa zabrano nam wolność. Staramy się powstrzymać wirusa, który już wygrał: polityka, kościół i konstytucja zniknęły a z nimi wieki cywilizcji.

(Włoska wersja na link)
(Angielska wersja na link – Tłumaczenie Jolanta Micinska – Hercog)

Czasy w których żyjemy są bardzo niepewne. Niepewność króluje pod wieloma względami. Wirus nie jest w pełni znany, od tych, którzy go utożsamiają z grypą, aż do tych, którzy traktują go jako najgorszą chorobę. W związku z tym nie wiadomo, jak się zachować: czy zablokować wszystko czy żyć normalnie. Jedno jest jednak pewne: ta nagła zmiana zmienia

Rozmawialiśmy o tym z profesorem Paolo Becchi, byłym badaczem na Uniwersytecie Saary w Niemczech, stypendystą Deutscher Akademischer Austauschdienst (DAAD), a następnie Alexandre von Humboldt-Stiftung, wykładowcą na szwajcarskim Uniwersytecie w Lucernie i obecnie profesor filozofii prawa na Uniwersytecie w Genui.

Nasze nawyki i stanowi wyzwanie dla wolności, którą uważaliśmy za coś oczywistego.

Panie profesorze,  jakie są pana przemyślenia dotyczące obecnej sytacji?

Świat, który występuje w mojej ostatniej książce “Demokracja w kwarantannie” napisanej z udziałem Giuseppe Palma, która zostanie wydana na Jubileusz w przyszłym tygodniu, przedstawia mój punkt widzenia, nawiązuje do powieści ” Ślepota” napisanej przez Saramango. To historia nagłej epidemii, gdzie wszyscy stracili wzrok. I analogicznie my również w pewnym sensie staliśmy się tacy z powodu wirusa, który zainfekował naszą demokrację, wolność, sumienie oraz styl życia. Myślę, że nie ma sensu powtarzać sobie “prędziej czy później go pokonamy”, poniważ on już wygrał. Jednak nurtuje mnie, dlaczego nie mogę znaleźć odpowiedzi na to, jak to możliwe, że rząd włoski tak szybkim tempie zrezygnował z postanowień konstytucji dotyczących wolności, które wcześniej uważano za świętość w imię” przetrwania”. Widzisz, w imię bezpieczeństwa zabrano nam wolność. To jest fakt.

Myśląc o pandemii, rząd musi podjąć niekiedy trudne decyzje w celu zagwarantowania ochrony życia ludzkiego, nie uważa Pan?

Wszystko rozumiem, ale są różne sposoby. Wystraczy porównać naszych sąsiadów. Nie mam na myśli Szwecji, gdzie filozofia działania jest zupełnie inna, spójrzmy na Niemcy, gdzie ustanowiono jasne prawa i sankcje, bez ogranczania przemieszczenia się. To co u nas jest tylko wyjątkiem, dla Niemców to norma. W Korei Południowej zastosowano system smart tracking, który nie odbiera wolności 60 mln społeczeństwu w przeciwieństwie do tego zastosowanego we Włoszech. Podobny system zaaplikował Zaia w Veneto, który dał bardzo dobre wyniki. Niepokojące jest również, że we Włoszech funkcjonuje cenzura. Task force ma za zadanie eliminację informacji, które władze uznają za niewiarygodne.

W związku z tym według Pana wina jest po stronie politycznej?

Oczywiście i nie tylko.

Brakuje demokracji. Państwo funkcjonuje na dekretach premiera, jako aktów administracyjnych które nie przechodzą głosowania parlamentu ani akceptacji prezydenta. Nie ma również relacji Państwo- Regiony. W Niemczech, Angela Merkel sukcesywnie organizowała spotkania z reprezentantami Landów, na których podejmowano decyzje co do poszczególnych regionów, zawsze biorąc pod uwagę równowagę między wolnością i bezpieczeństwem. W naszym Państwie wina leży również po stronie opozycji, która paradoksalnie odrzucała piłeczkę po przeciwnej stronie, na niekorzyść obywateli. Ponadto poważne decyzje podejmowane są na podstawie opinii techniczno-naukowych ” ekspertów”, którzy nie mają jednogłośnej opinii. Ci naukowcy decydują o naszym życiu, nie znajądz odpowiedzi na pytanie czy wirus jest formą życia czy nie. Przeszliśmy z poziomu państwa prawa do państwa terapeutycznego. Innym problemem jest również opinia publiczna i Kościół.

W jakim sensie?

Za granicą nie są przekazywane informacje o tym jak naprawdę wygląda sytuacja we Włoszech, ponieważ zwykle czyta się prasę taką jak “La repubblica” i ” Corriere della sera”, którzy działają na zasadzie task force, o czym wyżej wspomniałem. Jesteśmy zmuszeni do kwarantanny, podczas której większość ludzi ogląda cały dzień telewizję, która emituje, która umacnia w słuszność decyzji dotyczącej ograniczeń przez włoski rząd i do tego właśnie służy kwarantanna. Sytuacja jest typowa dla reżimu autorytarnego, kreującego klimat strachu.

Mówiąc o odpowiedzialności Kościoła, co ma Pan profesor na myśli?

Ludzie umierają bez kontaktu z bliskimi, w samotności, bez możliwości godnego pożegnania, nie wspominając o uroczystościach pogrzebowych, gdzie w Niemczech są cały czas celebrowane. Mamy zmarłych potraktowanych jako odpady toksyczne. Kościół był zawsze wrażliwy na chorych i cierpiących, a dziś milczy. Św. Franciszek przytulał trędowatych, a papież Franciszek nie miał nawet odwagi wyjść naprzeciw temu co się dzieje mówiąc, walcząc o zachowanie namaszczenia chorych i godnego pochówka. Kościół zawsze był obecny na przestrzeni lat, podczas wszystkich epidemii.

Jakie są Pana prognozy na pszyszłość?

Uczestniczymy w wielkim eksperymencie społecznym, który ma na celu weryfikację jak daleko można się posunąć, aby doprowadzić do upadku całego kraju. Ten eksperyment uda się. To kraj, gdzie nie przypuszczałem, że zrezygnuje się z podstawowych wolności człowieka , kraj katolicki, który zrezygnuje z kultu zmarłych, kraj antyfaszystowski, który zrezygnował z demokracji bazującej na konstytucji. Państwo bez odporności. Limit został przekroczony, w przeciwieństwie do Heidegger myślę, że nawet Bóg nie jest w stanie nas uratować.