Coronavirus, Mancuso: indipendentemente dall’origine, servono strutture sovranazionali interconnesse

Si è data priorità al bene comune rispetto al bene particolare.
La sfida è riuscire a costruire un’architettura cooperativa a livello internazionale per affrontare i problemi.

Il coronavirus ha forse causato la pandemia più grande che conosciamo, almeno nella storia recente, perché non vi è continente che non ne sia rimasto toccato; un virus che ha interessato il mondo intero e che ci ha visti alle prese con qualcosa che non conoscevamo, almeno fino in fondo.

Una situazione che ci vede ancora pieni di dubbi e di domande, completamenti contrastati tra le diverse tesi, teorie ed interpretazioni.

Ne abbiamo parlato con il filosofo e teologo Vito Mancuso, già professore presso l’Università degli Studi di Padova e l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, oltre che già collaboratore de “La Repubblica”.

Prof. Mancuso, l’epidemia di Covid19, con il lockdown, ha bloccato anche le attività religiose, dalle messe ai funerali passando per il sacramento dell’estrema unzione. Come valuta il comportamento adottato da Papa Francesco durante questo particolare momento storico?

Sa, sono in molti a ritenere che la civiltà umana sia nata quando abbiamo iniziato a prenderci cura dei defunti tramite il funerale e la sepoltura, atti non biologici ma culturali, che hanno segnato il passaggio dalla natura alla cultura. Il cattolicesimo conosce inoltre il Sacramento dell’unzione dei malati, un rito fondamentale per le esigenze spirituali e religiose di molti credenti. E nella popolare preghiera dell’Ave Maria si ricorda “l’ora della nostra morte”.

Con il blocco di tutte le attività, anche queste funzioni sono venute a mancare ed è normale che questo crei un senso di vuoto, che può essere letto anche come un diritto che non è stato riconosciuto. Tuttavia ritengo che Papa Francesco abbia preferito il bene comune rispetto al bene particolare, ovvero abbia privilegiato la tutela di tutti rispetto alla necessità di alcuni nel celebrare questi Sacramenti.”

Secondo lei, come hanno reagito i credenti?

“Abbiamo assistito a reazioni diverse. Sia dentro che fuori dalla Chiesa.

All’interno del clero troviamo chi ha approvato la scelta del Papa, ma anche chi l’ha criticata dicendo che la Chiesa doveva perseverare nei propri doveri, come se il dovere della Chiesa consistesse unicamente nell’amministrazione dei sacramenti.

Dal lato dei credenti è sostanzialmente lo stesso: troviamo chi è favorevole alla linea adottata dal Papa, ovvero come dicevamo di privilegiare il bene comune rispetto al bene particolare, mentre c’è chi si è sentito privato di alcuni diritti religiosi e spirituali come appunto il funerale e/o il Sacramento dell’estrema unzione.

Infine c’è anche chi si è fatto prendere da un senso di crociata, atteggiamento tipico dell’uomo quando ricerca un unico colpevole nel mezzo di una situazione complicata.”

Dal suo punto di vista, cosa ci ha insegnato il coronavirus?

“Direi che per rispondere alla Sua domanda in senso compiuto, innanzitutto dovremmo distinguere quattro possibili scenari, legati alla diversa natura di origine del virus.

Il primo vede come origine del virus una causa naturale; da sempre conviviamo e combattiamo con batteri e virus, quindi anche in questo caso dobbiamo cercare di fare tutto il possibile per contrastare il virus e sperare che non causi troppi danni mentre cerchiamo di sconfiggerlo.”

Il secondo scenario, invece?

“il secondo scenario riguarda l’origine economico-politica, ovvero la costruzione del virus in un laboratorio ed il suo conseguente utilizzo per fini, appunto, economici e geopolitici.

È uno scenario che rimanda a una visione complottista, fatto proprio anche da personaggi importanti come il presidente degli Usa Donald Trump ed il Segretario di Stato Mike Pompeo che hanno più volte accusato la Cina di aver creato e diffuso il virus.

Di sicuro, non è da escludere che i servizi segreti in questa situazione non se ne siano stati e non stiano oggi completamente con le mani in mano.

Il terzo?

“Altro scenario possibile è quello della volontà divina, ovvero un castigo che Dio ha voluto mandarci per farci capire che stiamo sbagliando in qualcosa o forse in più di qualcosa.

Sinceramente, però, mi sentirei di escludere un tale scenario in quanto non credo che un Dio, se volesse punirci per qualcosa di sbagliato, si accanirebbe in questo modo colpendo le persone senza distinzione.”

Il quarto ed ultimo scenario?

“Infine c’è l’origine ecologica, quella cioè inerente al fatto che il pianeta si stia ribellando a come lo stiamo trattando.

Questa ipotesi, se la sommiamo a tutti i recenti e sempre più frequenti episodi di calamità naturali, dal mio punto di vista ha delle fondamenta.

È innegabile che stiamo sfruttando, usando e trattando la Terra in modo assolutamente non appropriato e rispettoso, insostenibile da un punto di vista ecologico.”

Secondo lei, c’è qualcosa che si potrebbe fare per evitare di ritrovarci in futuro in altre situazioni simili?

“Guardi, credo che, indipendentemente dall’origine del virus, quello che possiamo imparare da questa situazione è che ci servono strutture più coese e cooperative, che superino i confini geografici ed ideologici al fine di lavorare assieme nel coordinare i comportamenti e le azioni.

La sfida sarà riuscire a creare un’architettura organizzativa sovranazionale che collabori per il bene comune, dove ognuno fa e rispetta la propria parte: solo così potremo prevenire o almeno affrontare problemi di questo genere e portata.”

Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove ricopre il ruolo di Plants Controller per Rosa Europe; parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha precedentemente lavorato nel dipartimento finanziario della Holding Orange1. Laureato in Economia Aziendale con indirizzo in Management ed Organizzazione presso l'Università degli Studi di Udine, ha anche un Master in "Gestione delle Risorse Umane ed Organizzazione del Lavoro" conseguito presso lo stesso ateneo. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroiundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina" e "Gazzetta Italia". Founder di "General Magazine", ha ottenuto, tra gli altri, il patentino Bloomberg, l'Europass Mobilità e l'ECDL.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.