Siria: base Usa sotto attacco da milizie filo-Iran

Altro attacco alle basi Usa in Siria a distanza di poco tempo.
Prima attaccata anche la base in Iraq.

Combattenti filo-iraniani presenti in Siria hanno annunciato poco fa di aver preso di mira la base militare statunitense di Tell Baydar, nella Siria nord-orientale.

Stando a quanto riporta Ansa, lo si apprende da un comunicato diffuso sugli account social della Resistenza islamica in Iraq, sigla che raccoglie una serie di gruppi armati operativi in Siria e in Iraq e sostenuti da Teheran.

Non è la prima negli ultimi tempi che accade qualcosa simile, dati i recenti attacchi via drone alle basi Usa sempre in Siria (approfondimento al link) e quelli precedenti in Iraq (approfondimento al link).

Attaccata base militare Usa in Iraq

Due razzi; lanciarazzi trovato a circa 50 km di distanza.
Il premier iracheno condanno l’attacco.

Una base militare aerea che ospita forze statunitensi e altre forze internazionali a ovest di Baghdad, in Iraq, è stata attaccata con due razzi.

Le forze di sicurezza irachene hanno riferito che il lanciarazzi è stato trovato a circa 50 km a sud-est della base.

Come riporta Tgcom24, il segretario di Stato Antony Blinken ha ringraziato il premier Mohammed Shiaa al-Sudan per aver condannato l’attacco, probabilmente lanciato dal gruppo fondamentalista della “Resistenza islamica”.

Iran: mondo islamico si unisca contro Israele

Raisi chiama al-Assad.
Avviati rapporti anche con Iraq e Libano per fare un fronte comune.

Oggi tutti i Paesi islamici e arabi, come anche le popolazioni che vogliono la libertà nel mondo, devono trovare un accordo e raggiungere una cooperazione in un percorso per fermare i crimini del regime sionista contro la nazione palestinese oppressa“.

Lo ha affermato il presidente iraniano Ebrahim Raisi durante una telefonata con l’omologo siriano Bashar al-Assad, come riporta Mehr citato a sua volta da Ansa. Raisi ha poi aggiunto:

Di conseguenza, la Repubblica islamica dell’Iran tenterà di trovare questa convergenza il prima possibile, mettendosi in contatto con i Paesi islamici“.

L’Iran aveva già annunciato risposte distruttive contro chi la accusasse (approfondimento al link) ed ha minacciato Israele di attaccarla nel caso in cui non cessi immediatamente il fuoco ed ha avviato colloqui con gli altri Paesi islamici per fare un fronte comune (approfondimento al link).

Iran: risponderemo ad Israele se continuerà a bombardare

Minacce iraniane di un attacco ad Israele.
Incontri con Iraq e Libano per fare un fronte unito.

Tensione alta tra Iran ed Israele.

Dopo il recente botta e risposta mediatico in cui si sollevavano dubbi in merito alla presenza dell’Iran dietro all’attacco di Hamas con la pronta reazione iraniana a minacciare una risposta distruttiva (approfondimento al link), ora arriva un altro avviso da parte iraniana verso Israele:

Se Israele non ferma i suoi attacchi contro i civili a Gaza, la regione si troverà ad affrontare nuove situazioni. Israele non può imporre un assedio completo a Gaza, bombardare i civili e commettere crimini di guerra senza una risposta“.

Stando a quando riferisce Al Jazeera poi citato anche da Ansa, ad affermarlo è stato il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian; lo stesso, ha poi aggiunto che è necessario porre fine “all’uccisione di bambini e civili in Palestina!”.

Amirabdollahian ha incontrato a Baghdad il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani ed è ora atteso a Beirut.

Germania: 3.400 stranieri illegali arrivati dalla Polonia

Perlopiù georgiani, iracheni e ceceni che non rispettano le procedure.
495 sono già stati rimandati indietro.

Il portavoce della Guardia di Frontiera, il tenente Anna Michalska, ha comunicato che la Germania ha 3.400 stranieri da rimandare in Polonia, il maggior numero di tutti i paesi membri dell’Unione Europea, e di questi finora ne sono stati rimandati 495.

Gli stranieri denunciati sono per lo più persone che sono arrivate illegalmente in Germania attraverso la Polonia, come riporta Polonia Oggi.

Alcuni hanno lasciato i centri aperti agli stranieri in Polonia prima della conclusione delle necessarie procedure legali e hanno attraversato illegalmente il confine con la Germania, altri abusano delle procedure richiedendo la protezione internazionale e partono dalla Polonia senza aspettare la decisione.

Si tratta di persone che hanno attraversato illegalmente il confine polacco arrivando da Bielorussia, Lituania o Lettonia e poi dalla Polonia hanno proseguito per la Germania, dove sono state arrestate.

La maggior parte degli stranieri rimandati dalla Germania in Polonia sono cittadini di Georgia (89 persone), russi di nazionalità cecena (86 persone) e iracheni (51 persone).