Volkswagen valuta la delocalizzazione della produzione di ID.Buzz in Polonia

Chiusura di 3 stabilimenti in Germania e migliaia di licenziamenti.
Tagli a stipendi e bonus e produzione delocalizzata.

Volkswagen, come tutto il settore automotive europeo, sta affrontando problemi finanziari.

Avendo meno profitti, stando a quanto riporta Polonia Oggi, ha annunciato la chiusura di tre stabilimenti in Germania ed il licenziamento di migliaia di lavoratori.

La dirigenza dell’azienda vuole anche tagliare gli stipendi del 10% e ridurre il numero di bonus assegnati.

Queste riduzioni dovrebbero portare 17 miliardi di euro di risparmi.

L’IG Metall (il maggiore sindacato nella Germania) annuncia scioperi e si batte per migliorare le condizioni dei lavoratori nelle fabbriche ma ora pare ci siano le intenzioni di trasferire la produzione dell’autobus elettrico ID.Buzz da Hannover in Polonia, a Poznań.

Questo modello d’autobus stava suscitando un grande interesse già da prima dell’inizio della produzione; tuttavia l’obiettivo di produzione di 130 000 veicoli non è ancora stato raggiunto.

Come riporta Deutsche Welle (media tedesco) il portavoce del Volkswagen Nutzfahrzeuge (VWN) ha affermato che esistono diversi piani per quanto riguarda la produzione del ID.Buzz nel futuro ma le decisioni definitive non sono ancora state prese. 

Proma Group acquista Recaro

L’azienda italiana salva quella tedesca dal fallimento.
Parte della produzione sarà trasferita in Italia.

A luglio, la storica azienda tedesca Recaro, leader nella produzione di sedili per automobili, ha dichiarato fallimento, ma un’importante svolta è arrivata dall’Italia: il gruppo Proma, con sede in provincia di Caserta, ha annunciato un accordo per rilevare le attività della Recaro, avviando un piano di rilancio operativo a partire da gennaio 2025.

Questo piano prevede la continuità operativa dei reparti Vendite e Tecnologia, che rimarranno nella regione di Stoccarda, mentre la produzione OEM sarà trasferita in Italia, dove inizieranno le prime linee produttive.

Nel frattempo, come riporta Mondo Motori, le attività della Recaro in Nord America e Giappone continueranno senza interruzioni, garantendo i tradizionali standard di qualità.

Il Proma Group, forte di un fatturato di 1,1 miliardi di euro e una presenza globale con 25 impianti in 3 continenti, si prepara a portare nuova linfa alla Recaro.

Questo investimento rappresenta una pietra miliare per Proma, che intende ampliare il suo portafoglio con prodotti di seduta premium e abbracciare soluzioni all’avanguardia per il settore automotive.

La reputazione della Recaro come simbolo della tecnologia tedesca si unisce ora alla capacità manifatturiera italiana, in un sodalizio che promette di creare un nuovo standard di eccellenza sul mercato globale.

Secondo il CEO di Proma, Luca Pino, questa unione rafforzerà ulteriormente l’impegno dell’azienda verso l’innovazione e la qualità.

L’investimento di Proma non rappresenta solo un’opportunità per rilanciare il marchio Recaro, ma anche un significativo passo avanti per l’industria italiana.

Il trasferimento della produzione nel nostro Paese evidenzia l’importanza della capacità manifatturiera italiana e il suo ruolo strategico nel mercato automotive europeo.

Questa transizione punta a garantire continuità operativa e innovazione tecnologica, ponendo le basi per un successo sostenibile nel lungo termine.

L’unione di Proma e Recaro segna così l’inizio di una nuova era per entrambe le aziende.

Merkel: dissi “No” a Ucraina nella Nato. Sarebbe stata dichiarazione di guerra

L’ex cancelliera: “l’ingresso nella Natro deve portare protezione non solo a chi entra ma a tutta l’Alleanza”.
Poi continua: “Sarebbe stata una dichiarazione di guerra a Putin”.

Il quotidiano tedesco die Zeit, nel pubblicare un ampio stralcio del libro di Angela Merkel in uscita martedì prossimo in 30 lingue, svela la posizione dell’ex cancelliera tedesca in merito all’ingresso nella Nato dell’Ucraina.

Ecco, infatti, la sua risposta al perché negò l’ingresso a Kiev nella Nato nel 2008:

Perché l’adesione di un nuovo membro deve portare più sicurezza non solo a lui ma anche all’Alleanza”.

Ed Angela Merkel già all’epoca ebbe timore della reazione dello zar russo, che non sarebbe certo rimasto a guardare:

Io ritenni illusorio immaginare che lo status di candidato per l’ingresso nella Nato potesse costituire una protezione dall’aggressione di Putin e che questo status potesse agire a tal punto da deterrente da lasciare che Putin lo accettasse rimanendo inerte. Il fatto che la Georgia e l’Ucraina non abbiano ricevuto lo status di candidati per l’ingresso nella Nato fu un “no” alle loro speranze. Il fatto che la Nato abbia offerto loro la prospettiva di un impegno generale per l’adesione è stato, per Putin, un sì all’adesione alla Nato per entrambi i Paesi, una dichiarazione di guerra”.

L’angolo della Poesia – di Barbara Tascone

Dachau oggi.

Tutto appare sepolto
i binari della vergogna
si intravedono
nella terra e nell’erba verde.

Il cancello ferma il tempo.

Tutto all’inizio appare diverso…
ma quando i passi toccano il campo
lo spazio si allarga
il cielo sparisce
e il grigio ricopre ogni pensiero.

Le baracche fredde e allineate
sembrano rimandare
alle voci del passato.

I muri sembrano vivi
ti trafiggono con lo sguardo.

E pensi… mai più l’uomo
oserà tanto.
Mai più resteranno tracce
così potenti…

Ma la storia si ripete
continuamente e quei binari
riaffiorano in terre lontane
con lo stesso grido
di stupore e di terrore.

Elon Musk: “Scholz è uno stupido”

L’attacco arriva tramite il proprio profilo X.
Il tweet è anche stato scritto in tedesco.

Elon Musk interviene sulla crisi politica in Germania (approfondimento al link) ed attacca il cancelliere Scholz.

Come riporta Ansa, infatti, il ceo di Tesla e Space X sul suo account di X ha scritto in tedesco commentando la notizia della fine della coalizione semaforo e delle possibili elezioni anticipate:

Olaf è uno stupido”.

Alla domanda di una utente che gli chiedeva se si riferisse al cancelliere Scholz, Musk ha quindi confermato:

100%“, con un’emoji che ride.