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Erede impero Disney: “Congelo finanziamenti finché Biden non si ritira”
Il dibattito contro Trump ha sollevato seri interrogativi sulla salute di Biden.
Abigail Disney: “Non si tratta di mancanza di rispetto ma di realismo”.
L’erede dell’impero Disney è pronta a congelare le donazioni se Biden non si farà da parte.
Aumentano giorno dopo giorno le pressioni sul presidente degli Stati Uniti perché si ritiri dalla corsa alle elezioni di novembre, prima che sia troppo tardi.
Dopo la pessima figura al dibattito tv contro l’avversario Donald Trump, che ha sollevato seri interrogativi sulla sua salute, si moltiplicano le voci di chi chiede un passo indietro.
Non solo dei politici dem: come riporta Quotidiano.Net, l’ultima è quella di Abigail Disney, produttrice cinematografica erede del patrimonio di famiglia e una dei maggiori finanziatori del partito democratico e dei comitati legati a Biden.
Nell’intervista alla CNBC, Abigail Disney ha dichiarato quanto di seguito:
“Non si tratta di mancanza di rispetto ma di realismo. Se non si ritira i Democratici perderanno. Ne sono assolutamente certa. E le conseguenze della sconfitta saranno davvero disastrose“.
Poi, citata dal New York Times, aggiunge:
“Biden è un brav’uomo che ha servito bene il suo Paese, ma la posta in gioco è troppo alta per consentire alla timidezza di determinare la nostra linea di condotta”.
Trump: “Vieterò la vendita di auto elettriche”
L’ex presidente non ha mai nascosto di non essere favorevole alle auto elettriche.
Il cambiamento climatico? “Una bufala”.
Donald Trump non ha mai fatto mistero del suo disprezzo per le auto elettriche, ma ora minaccia persino di vietare completamente la vendita di veicoli alla spina in caso di una rielezione alla presidenza degli Stati Uniti.
Come riporta Quattroruote, rivolgendosi ai costruttori durante un comizio elettorale in Ohio il tycoon ha avrebbe dichiarato:
“Non sarete in grado di vendere quelle macchine“.
Si conferma, dunque, la sua decisa ostilità nei confronti delle politiche dell’attuale amministrazione Biden: già nei mesi scorsi, infatti, Trump ha messo all’indice le Bev perché a sua detta “non funzionano“, ha promesso di distruggere le normative varate dalla Casa Bianca per promuovere la mobilità a batteria, ha anticipato l’imposizione di dazi al 100% sulle importazioni dal Messico, messo in dubbio gli effetti del cambiamento climatico (“una bufala“) e le relative politiche di contrasto.
Allo stesso tempo, ha corteggiato l’industria petrolifera pur di ottenerne l’appoggio nella sua nuova corsa alla Casa Bianca.
Il social di Trump debutta a Wall Street: +40%
La piattaforma è Truth Social.
Trump ne detiene circa il 70%.
Le azioni della società di social media di Donald Trump sono balzate del 40% nel primo giorno di contrattazioni al Nasdaq, facendo aumentare il valore della grande partecipazione dell’ex presidente nella società.
Trump Media & Technology Group gestisce la piattaforma di social media Truth Social.
Prima dell’inizio delle contrattazioni, il valore di mercato di Trump Media era di circa 6,8 miliardi di dollari, cifra destinata a salire notevolmente se i primi guadagni delle azioni si confermeranno.
Le azioni sono quotate con il simbolo «DJT», come riporta Il Sole 24 Ore, e Trump detiene quasi il 70% della società.
Il titolo di Trump Media & Technology Group era già in netto rialzo nel premercato, dopo che era stata finalizzata la sua fusione con Digital World Acquisition (Dwac), che oggi la ha portata Borsa.
L’accordo dà al gruppo mediatico di Trump, che comprende la piattaforma Truth Social, il capitale necessario per affrontare anche una serie di problemi legali e finanziari che coinvolgono l’ex presidente degli Stati Uniti.
In suo aiuto anche la decisione di migliaia di azionisti di Dwac, circa cinquemila, di rifiutare la fusione con il gruppo di Trump, accettando 10,87 dollari per ogni azione posseduta, per una perdita del 75% rispetto alla chiusura di mercoledì scorso – l’ultimo giorno disponibile – a 42,90 dollari.
Ieri, il titolo di Dwac ha guadagnato il 35,22%, chiudendo a 49,95 dollari, prima del passaggio del ticker a DJT, ovvero le iniziali dell’ex presidente.
Trump avrà oltre 78 milioni di azioni della nuova società, quasi il 70% del totale, per un valore che solo ieri è aumentato di 1,02 miliardi di dollari, per un totale – alla chiusura di ieri – di 3,93 miliardi.
Tecnicamente Trump, per la terza volta consecutiva candidato repubblicano alla Casa Bianca, non potrà vendere le azioni per almeno sei mesi, ma potrebbe chiedere agli azionisti che gli sia concessa la possibilità di farlo subito, in modo da avere contante disponibile.
In questo momento, il titolo guadagna nel premercato il 25,7% a 62,79 dollari.
Orban: se Trump vince le elezioni, non più un centesimo all’Ucraina
Il premier ungherese aggiunge che Trump ha un piano dettagliato per porre fine alla guerra.
Donald Trump “non darà un centesimo” all’Ucraina se verrà rieletto presidente degli Stati Uniti.
Lo ha riferito il premier ungherese Viktor Orbán, alla stampa di Budapest, dopo l’incontro che ha avuto con il tycoon in Florida:
“Non darà un centesimo nella guerra Ucraina-Russia. Pertanto, la guerra finirà, perché è ovvio che l’Ucraina non può reggersi sulle proprie gambe“.
Orban, stando a quanto riportato da Ansa, ha anche aggiunto che Trump ha “un piano dettagliato” per porre fine alla guerra in Ucraina.