Colombia: Petro vola da Trump

Storico incontro tra i due presidenti.
Al centro dei colloqui ci saranno la lotta al narcotraffico e la crisi migratoria.

Il presidente colombiano Gustavo Petro è partito alla volta di Washington per un incontro con Donald Trump, definito “una pietra miliare” dalla presidenza di Bogotà.

La visita, prevista fino al 5 febbraio, rappresenta un tentativo di ricucire i rapporti tra i due Paesi, logorati da mesi di scontri verbali e profonde divergenze ideologiche.

Il vertice avviene in un clima di estrema tensione regionale, segnato dalla recente operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro in Venezuela e dalle minacce di dazi e interventi armati rivolte in passato da Trump alla Colombia.

Abbiamo molte ragioni per ottenere un patto per la vita nelle Americhe“, ha dichiarato Petro prima della partenza, come riportato da Ansa, sottolineando la volontà di cercare punti di incontro nonostante le distanze.

Al centro dei colloqui ci saranno la lotta al narcotraffico e la gestione della crisi migratoria.

L’incontro, nato da un inaspettato invito telefonico a gennaio, costringe il leader colombiano a un delicato equilibrismo diplomatico: mantenere la cooperazione con la Casa Bianca senza tradire la propria linea politica, il tutto a pochi mesi dalle elezioni presidenziali in Colombia.

Polonia: record di espulsioni di cittadini stranieri

I più espulsi sono bielorussi, georgiani, moldavi, ucraini e colombiani.
“Violazione della legge polacca e pericolo per la sicurezza dello Stato”.

Lunedì 24 marzo 2025, pubblicando i dati della polizia di frontiera, il giornale Rzeczpospolita, poi ripreso da Polonia Oggi, ha fornito l’informazione su un enorme aumento delle espulsioni dalla Polonia.

Si tratta soprattutto dei cittadini della Bielorussia e della Georgia. Dietro di loro ci sono moldavi, ma anche ucraini e colombiani.

Solo quest’anno sono state espulse 1300 persone mentre l’anno scorso al primo posto erano i russi e la quantità totale delle persone espulse era 700.

I motivi delle espulsioni sono la violazione della legge polacca e il pericolo per la sicurezza dello stato.

Secondo Monika Szpular della polizia frontiera, di solito i deportati sono dei recidivi condannati per assalto, guida sotto l’influenza di alcol o divieto di guida.

Panama: via ai rimpatri forzati dei migranti

Voli interamente finanziati dagli Usa.
Sono arrivati attraversato il Darién, la giungla più pericolosa del mondo.

Prenderanno il via da domani i voli per rimpatriare i migranti entrati nel territorio di Panama dopo aver attraversato la pericolosa giungla del Darién, al confine con la Colombia.

Lo ha annunciato il presidente panamense, José Raúl Mulino, a margine di una visita ufficiale in Repubblica Dominicana:

Me ne rammarico nel profondo dell’anima, perché so che molti di loro fuggono dalla crisi in Venezuela; ci sono famiglie dilaniate, bambini di cinque o sei anni i cui genitori sono morti durante il viaggio e ora li abbiamo nei rifugi a Panama e non sappiamo chi sono né come si chiamano“.

Il capo dello Stato, poi, ha confermato che i voli sono finanziati da Washington senza alcun costo per Panama.

Come riporta Ansa, oltre 200 mila persone hanno già attraversato quest’anno il Darièn, ovvero circa 100.000 in meno rispetto allo scorso anno dopo che il neo presidente ha disposto la costruzione di recinzioni e la chiusura dei sentieri maggiormente utilizzati dai migranti per orientarsi nella giungla più pericolosa del mondo.

Nel 2023, più di mezzo milione di persone hanno attraversato il Darién, nonostante i grandi pericoli che comporta, tra fiumi impetuosi, animali selvatici e gruppi criminali.

Petro: bandiere Israele sono plauso a genocidio

Il premier colombiano si dichiara contro tutti i genocidi.
“Chi applaude al genocidio dei palestinesi costruisce politiche di morte”.

Questo governo è contro tutti i genocidi. Quanti applaudono il genocidio dei palestinesi hanno applaudito anche quello dei colombiani. Costruiscono politiche di morte, mentre l’umanità ha bisogno di politiche di vita”.

Queste le parole del presidente colombiano, Gustavo Petro, dal suo profilo X, in merito alle numerose bandiere di Israele, comparse ieri durante i cortei di protesta contro le sue politiche.

Secondo quanto riportato da Ansa, le manifestazioni hanno raccolto migliaia di partecipanti nelle principali città del Paese.

Colombia: sospesa l’estirpazione forzata della coca

Annunciato dal nuovo presidente Petro in campagna elettorale, ufficializzato ora dal direttore della polizia.

Le forze di sicurezza colombiane non effettueranno più operazioni di sradicamento forzato delle colture di coca, secondo il direttore della polizia nazionale Henry Sanabria Cely, che ha sostenuto la necessità di concentrare gli sforzi sulla lotta alle mafie che trafficano e traggono profitto dalla vendita di droga.

La Colombia aveva già smesso di usare gli aerosol per irrorare indiscriminatamente le colture nel 2015, a causa delle preoccupazioni per la salute legate al loro uso, ma si affidava ancora ai lavoratori sotto custodia della polizia per distruggere le piantagioni a mano.

Il nuovo presidente, Gustavo Petro, aveva già annunciato al suo insediamento che avrebbe intrapreso un nuovo approccio nella lotta alla droga e questo martedì, in un’intervista al quotidiano “El Tiempo“, il capo della polizia, stando a quanto riporta “News 360”, ha confermato che le forze di sicurezza non utilizzeranno il glifosato nelle loro azioni e non ci sarà alcuna distruzione di piantagioni, in attesa che la nuova strategia globale venga finalizzata.

Le autorità opteranno per l'”eradicazione volontaria” e la “sostituzione“, un modo in cui il governo vuole incoraggiare gli agricoltori a piantare essi stessi colture legali.

Sanabria ha dichiarato quanto di seguito:

Non vogliamo concentrarci su coloro che hanno un debito minore nel traffico di droga. Cerchiamo sempre le grandi mafie che si occupano di motivare le persone a commettere questi crimini“.

La svolta di Petro nella lotta contro le droghe ha scatenato speculazioni su una possibile legalizzazione della cocaina, possibilità esclusa dal Ministro della Giustizia, Néstor Osuna, durante un’apparizione al Senato e riportata da “Radio Caracol”:

La cocaina non sarà legalizzata. Se c’è stata qualche informazione che poteva essere intesa in questo senso, deve essere chiarita“.

Il ministro ha convenuto con la polizia che è tempo di concentrarsi sulle grandi strutture che traggono vantaggio dal traffico di droga e di concentrarsi sulla salute pubblica e sulla “sopravvivenza economica” sia dei consumatori che degli agricoltori.