Lukashenko: riprendere i rapporti con la Polonia

Il leader della Bielorussia dà l’ordine al suo governo: “siamo vicini e i vicini non si scelgono”.

Il leader bielorusso Alexander Lukashenko ha dichiarato di aver ordinato al suo governo di “contattare” la vicina Polonia, affermando di essere pronto a parlare mentre aumentano le tensioni di confine tra il paese polacco, membro della Nato e dell’Ue, e l’alleato di Mosca.

Più precisamente, stando a quanto riporta Ansa citando l’agenzia di stampa statale Belta, Lukashenko avrebbe dichiarato quanto di seguito:

Dobbiamo parlare con i polacchi. Ho ordinato al primo ministro di contattarli. Siamo vicini e non si scelgono i propri vicini“.

La Polonia acquista 22 elicotteri multiruolo dall’Italia

Sostituiranno gli apparecchi post-sovietici.
Pronti a schierare 10.000 uomini alla frontiera con la Bielorussia.

La Polonia acquisterà dall’Italia 22 elicotteri multiruolo.

Ad annunciarlo è il ministro polacco della Difesa che ha confermato l’intenzione di comprare da Leonardo 22 elicotteri Aw-101.

Come riporta Il Messaggero, si tratta di un nuovo acquisto nell’ambito di una lunga serie di acquisizioni realizzate di recente dal governo polacco.

Giovedì abbiamo inviato un invito a negoziare la consegna di 22 elicotteri multiruolo AW-101, che sostituiranno presto degli apparecchi post-sovietici, ha scritto il ministro Mariusz Blaszczak su X (ovvero il “nuovo” Twitter).

Il ministro non ha fornito dettagli sulle modalità di acquisto, nè sul prezzo degli elicotteri prodotti dal gruppo italiano Leonardo.

In passato la Polonia aveva già ordinato quattro Aw-101 per la marina del paese e la consegna è attesa nel prossimo autunno.

Varsavia ha poi in programma il dispiegamento di 10.000 soldati per “proteggere a titolo dissuasivo” la frontiera con la Bielorussia.

Il ministro Blaszczak ha spiegato che 4.000 uomini saranno impegnati direttamente in operazioni di sostegno alla polizia di frontiera mentre gli altri 6.000 avranno funzione di rinforzo.

Polonia: elezioni fissate per il 15 ottobre

Tusk, ex presidente Consiglio europeo, principale competitor per l’attuale governo.
Campagne elettorali basate sulla guerra in Ucraina.

Il presidente polacco Andrzej Duda ha fissato al prossimo 15 ottobre le nuove elezioni parlamentari, in conformità con le scadenze costituzionali.

I cittadini polacchi dovranno eleggere 460 deputati, e 100 senatori che avranno mandato quadriennale.

Segnato ufficialmente l’inizio di una campagna elettorale che da mesi sta ponendo le sue basi sui risvolti della guerra russa in Ucraina.

I sondaggi indicano Diritto e Giustizia come il partito favorito ma i conservatori, che governano la Polonia dal 2015, difficilmente raggiungeranno la maggioranza assoluta in Parlamento: minimo il vantaggio sul blocco centrista Coalizione Civica, guidato da Donald Tusk, ex primo ministro polacco ed ex presidente del Consiglio europeo.

Diritto e Giustizia continua a presentarsi forte in materia di difesa nazionale, cercando di guadagnare consensi sfruttando il tema della sicurezza verso i confini esterni, visti i disordini al fronte orientale dovuti alla presenza della Wagner, e ordinando un maggior numero di soldati per rafforzare la sicurezza al confine con la Bielorussia dopo i fatti dei giorni scorsi.

Il sostegno al partito di Tusk, invece, sembra essere cresciuto nelle scorse settimane, dopo le accuse alla maggioranza di governo, di sfruttare la presenza della Wagner in Bielorussia per creare allarmismo tra i cittadini, stando a quanto riporta Il Riformista.

Percentuali sotto al 10% per i centristi di Terza Via, mentre la sinistra di Lewica viene data all’8,8%.

Forte potrebbe infine essere la crescita, come sta succedendo in altri Paesi europei l’estrema destra che in Polonia si identifica nel partito di Konfederacja.

Gran Bretagna: sanzioni ad aziende turche, svizzere e arabe

Causa le forniture di componenti per uso militare alla Russia.
Rafforzate le sanzioni a Iran e Bielorussia.

Il governo britannico di Rishi Sunak ha annunciato nuove sanzioni contro l’asserita fornitura di componenti per uso militare alla Russia, nell’ambito di un’iniziativa definita dal ministro degli Esteri, James Cleverly, “senza precedenti” nei confronti della macchina bellica “di Vladimir Putin“.

Lo riporta Ansa citando il Foreign Office in una nota e precisando che le misure riguardano altri 22 soggetti fra società e individui, comprese due aziende turche, una svizzera ed una di Dubai (Emirati Arabi Uniti, o Eau).

Inoltre, la Gran Bretagna ha rafforzato le sanzioni contro Iran e Bielorussia, sotto tiro da tempo per la cooperazione militare con Mosca.

Quando Mattarella chiedeva l’intervento di Putin in Ucraina

Nel 2017 il PdR invitava la Russia ad intervenire per il cessate il fuoco.
Si appellava agli accordi di Minsk che oggi dimentica.

Da bianco a nero nel giro di poco tempo.

Questo è il passaggio della posizione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che oggi condanna fermamente Putin di aver invaso l’Ucraina, ma nel 2017 lo invitava ad intervenire (insieme agli altri attori politici) per un cessate il fuoco in Ucraina, dove il governo ucraino bombardava ripetutamente i territori del Donbas.

Nel farlo, Mattarella parla espressamente degli accordi di Minsk (approfondimento al link), gli stessi che sono stati violati per diversi anni da parte dell’Ucraina e che hanno portato la Russia ad accogliere la richiesta ufficiale di aiuto partita dal Donbas, decidendo di intervenire.

Il video è facilmente reperibile in rete e condiviso da diverse fonti (qui una sintesi focalizzata – un minuto di video che potete trovare anche in fondo all’articolo).

Oggi, invece, sembrano tutti essersi scordati dei due protocolli firmati (appunto gli accordi di Minsk I e Minsk II) anche in presenza dell’OSCE, indicando Putin come unico colpevole.