Quando Mattarella chiedeva l’intervento di Putin in Ucraina

Nel 2017 il PdR invitava la Russia ad intervenire per il cessate il fuoco.
Si appellava agli accordi di Minsk che oggi dimentica.

Da bianco a nero nel giro di poco tempo.

Questo è il passaggio della posizione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che oggi condanna fermamente Putin di aver invaso l’Ucraina, ma nel 2017 lo invitava ad intervenire (insieme agli altri attori politici) per un cessate il fuoco in Ucraina, dove il governo ucraino bombardava ripetutamente i territori del Donbas.

Nel farlo, Mattarella parla espressamente degli accordi di Minsk (approfondimento al link), gli stessi che sono stati violati per diversi anni da parte dell’Ucraina e che hanno portato la Russia ad accogliere la richiesta ufficiale di aiuto partita dal Donbas, decidendo di intervenire.

Il video è facilmente reperibile in rete e condiviso da diverse fonti (qui una sintesi focalizzata – un minuto di video che potete trovare anche in fondo all’articolo).

Oggi, invece, sembrano tutti essersi scordati dei due protocolli firmati (appunto gli accordi di Minsk I e Minsk II) anche in presenza dell’OSCE, indicando Putin come unico colpevole.

Armi nucleari russe in Bielorussia

Biden esprime il suo disappunto, ma la mossa è una reazione alle politiche Nato.

Il presidente americano Joe Biden ha detto di aver avuto una “reazione estremamente negativa” alla notizia del trasferimento di armi nucleari russe in territorio bielorusso.

A Mosca, nel quadro del Foro economico eurasiatico, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, aveva reso noto di aver avuto conferma dal suo omologo russo Vladimir Putin dell'”inizio del trasferimento“.

I ministri della Difesa dei due paesi Sergei Shoigu e Viktor Jrenin, hanno firmato giovedì a Minsk una serie di intese per stabilire la procedura da seguire.

Come riporta Adnkronos, il primo luglio è prevista la conclusione della costruzione di una serie di impianti di stoccaggio.

Mosca ha già consegnato a Minsk un sistema di difesa missilistica Iskander, che può trasportare testate nucleari.

La Russia è stata recentemente accusata di aver distrutto depositi di armi nucleari forniti dalla Nato e dall’ue, stoccati in Ucraina.

Più che incolpare la Russia di averle distrutte, c’è però da chiedersi perchè le armi nucleari fossero state inviate in Ucraina e, quindi, pronte ad essere utilizzate.

Forse, proprio per questo, le accuse inizialmente lanciate contro la Russia sono state poi parzialmente smentite dichiarando la nube tossica un fenomeno naturale dovuto a pioggia e sabbia.

Mistero Lukashenko: nessuna novità dal 9 maggio

Prima assenza in 29 anni alla festa della Bandiera.
Il rivale Latushko: “ovviamente è molto malato”.

Lukashenko è “sparito” dal 9 maggio.

Il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, non ha partecipato a Minsk alle cerimonie per la Festa della Bandiera per la prima volta in 29 anni, alimentando le speculazioni sui suoi problemi di salute.

Il 68enne è stato rappresentato dal capo del governo, Roman Golovchenko, anche se durante l’evento è stato letto il suo messaggio di congratulazioni al Paese.

Come riporta Adnkronos, da giorni la televisione di Stato non trasmette immagini attuali di Lukashenko.

Il presidente bielorusso non ha partecipato alla parata militare del 9 maggio a Mosca con cui si celebra la vittoria sovietica sulla Germania nazista, lasciando la cerimonia probabilmente per problemi di salute.

Il politico dell’opposizione Pavel Latushko, che vive in esilio in Europa, ieri ha dichiarato che Lukashenkoovviamente è molto malato“.

Le sanzioni alla Russia non includono i diamanti

Nel mirino anche le società cinesi ma non i beni di lusso.
Polemiche della Polonia sulla decisione dell’Ue.

Chiederemo alla Commissione europea perché il progetto del prossimo pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea non include i diamanti provenienti dalla Russia e le restrizioni per la Bielorussia”.

Questo è quanto ha dichiarato l’Ambasciatore permanente della Polonia presso l’UE Andrzej Sadoś.

La Commissione europea ha presentato agli Stati membri dell’UE il progetto dell’undicesimo pacchetto di sanzioni dell’UE contro la Russia e, tra le altre cose, prevede di applicare restrizioni a ulteriori persone e entità coinvolte nell’aggressione della Russia contro l’Ucraina.

Secondo il progetto, le società cinesi sarebbero sanzionate per aver aiutato la Russia nella guerra.

Come riporta Polonia Oggi, Sadoś ha dichiarato quanto di seguito:

Il progetto risponde in parte alle richieste della Polonia riguardo alle nuove sanzioni, tra cui quelle contro le persone responsabili delle deportazioni illegali di bambini ucraini in Russia”.

Lo stesso ha aggiunto che la Polonia intende chiedere non solo le sanzioni sui diamanti russi, ma anche il meccanismo del prezzo massimo per il petrolio russo, il cui prezzo massimo sarebbe stato abbassato, ma ciò non è avvenuto.

Verrà anche sollevata la questione dell’importazione di prodotti agricoli russi e delle sanzioni contro la Bielorussia.

L’ambasciatore ha poi continuato:

È attualmente la più grande lacuna nel sistema di sanzioni. Le sanzioni contro la Bielorussia sono state imposte per le elezioni falsate, le repressioni, il sequestro dell’aereo, ma finora, nonostante gli appelli polacchi ripetuti, l’UE non ha imposto sanzioni a Minsk per il suo coinvolgimento diretto e indiretto all’aggressione russa in Ucraina”.

Ha aggiunto che la Polonia non accetterà alcun allentamento delle sanzioni verso la Bielorussia attualmente vigenti:

Oggi non c’è carenza di fertilizzanti potassici in nessun luogo del mondo. Il potassio bielorusso è stato sostituito dalla produzione in Paesi africani o in Canada. Non possiamo accettare, sotto il pretesto della sicurezza alimentare, il disgelo dei beni degli oligarchi coinvolti nel commercio di alimenti o fertilizzanti”.

I colloqui a Bruxelles in merito si terranno mercoledì.

Russia: inaccetabili richieste ucraine di ritirarsi dal Paese

Grushko: “negoziati devono tenere conto della situazione sul campo”.
“Addestramento intensivo al combattimento” in Bielorussia.

Il governo russo ha definito “inaccettabile” la richiesta di un ritiro delle truppe dall’Ucraina al fine di avviare colloqui di pace per porre fine alla guerra.

Il vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko, più precisamente, ha dichiarato quanto di seguito:

Tali condizioni sono inaccettabili. Il nostro presidente ha ripetuto più volte che siamo pronti a negoziare, ma questi negoziati devono tenere conto della situazione sul campo”.

Inoltre, stando all’agenzia di stampa russa “Interfax“, il ministero della Difesa ha confermato che le truppe dislocate in Bielorussia stanno conducendo un “addestramento intensivo al combattimento” presso le strutture delle forze armate bielorusse.

La nota, infatti, riporta:

Le lezioni sull’addestramento e sul coordinamento delle unità di combattimento si tengono giorno e notte. Nelle strutture di addestramento, i militari del Distretto Militare Occidentale migliorano il tiro, la guida di veicoli militari, seguono un corso di psicologia e studiano le abilità mediche e altre discipline“.