La Polonia vuole estendere il muro al confine con la Bielorussia

Kaczyński: rafforzare ed estendere. Siamo sotto una guerra ibrida.

Jarosław Kaczyński, al convegno provinciale del PiS a Gorzów Wielkopolski, ha parlato, tra le altre cose, del muro al confine con la Bielorussia.

Stando a quanto riporta Polonia Oggi, secondo Kaczyński ciò che sta accadendo sul confine orientale è una classica guerra ibrida:

Questa è una situazione in cui non c’è una guerra diretta, dove le armi non vengono usate, almeno molto raramente, ma abbiamo a che fare con un atto di aggressione, violando i diritti di un altro stato, violando i suoi confini, cercando di costringerlo a fare qualcosa che questo paese non vuole”.

Il presidente del PiS ha stimato che questo tentativo è in corso da molto tempo e viene costantemente ripetuto:

Non è stato interrotto, ma molto limitato dal muro che è stato costruito lì“.

Secondo lui, il muro al confine con la Bielorussia (approfondimento al link) dovrebbe essere rafforzato ed esteso.

Ha anche menzionato la necessità di una seconda barriera, sottolineando che l’attuale muro al confine è un serio aiuto per le forze dell’ordine.

Ue: divieto di ingresso per auto con targhe russe

Vietato l’ingresso per tutti i tipi di veicoli ed indipendentemente dalla nazionalità del proprietario.
L’Ue ora riscopre i tanto odiati confini, mentre dal Mediterraneo entra la qualunque.

Le auto con targa russa non potranno più entrare nei confini dell’Unione europea.

Sabato scorso al valico di frontiera con la Bielorussia a Terespol si è tenuta una conferenza stampa con la partecipazione del Ministro degli Affari Interni e dell’Amministrazione (MSWiA) Mariusz Kamiński ed alla conferenza, come riporta Polonia Oggi, è stato annunciato il divieto di ingresso in Polonia, in quanto confine dell’Ue, per le macchine registrate in Russia.

Ciò significa che nessuna macchina registrata in Russia potrà entrare nel territorio dello stato polacco e, quindi, nei confini dell’Ue.

Questo vale per tutte le macchine, sia quelle commerciali che quelle private, indipendentemente dal fatto che il proprietario dell’auto sia russo o di altra nazionalità.

L’introduzione del divieto è legata alla pubblicazione delle direttive della Commissione Europea sul divieto di ingresso nell’Unione Europea per le macchine registrate in Russia.

Il divieto è entrato in vigore sabato scorso a mezzanotte ed è valido da ieri.

Di colpo l’Ue, che tanto predica la rimozione dei confini etichettandoli come populismo, ci tiene ad alzare i muri contro la Russia, mentre nel mar Mediterraneo stanno entrando immigrati irregolari senza sosta.

Parlamento europeo chiede l’arresto di Lukashenko

Accusa basata su presunti crimini di guerra.
Chieste per la Bielorussia le stesse sanzione applicate alla Russia.

l Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che riconosce ufficialmente il regime del presidente bielorusso Alexander Lukashenko come “complice dei crimini di guerra” dell’omologo russo Vladimir Putin.

Lukashenko ha consentito “l’ingiustificata guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina” e quindi è responsabile “della distruzione e dei danni causati” al Paese attaccato da Mosca, si legge nel documento.

Un futuro tribunale internazionale sui crimini di aggressione russi dovrà quindi indagare anche sulla leadership di Minsk, afferma il documento di Strasburgo invitando gli stati dell’Unione a “intraprendere tutte le azioni necessarie” affinché i funzionari bielorussi possano essere perseguiti.

Il Parlamento europeo, come riporta Euronews, ha inoltre denunciato la deportazione di 2.150 bambini ucraini in Bielorussia e ha condannato la Croce rossa bielorussa per il suo coinvolgimento. Dal lato bielorusso si tratta, invece, di operazioni umanitarie.

La risoluzione definisce poi la Bielorussia uno “stato satellite della Russia” e chiede all’Ue di applicare contro Minsk le stesse sanzioni che attualmente applica contro Mosca.

Il documento del Pe afferma infine che Russia e Bielorussia dovrebbero essere inseriti nell’elenco Ue dei paesi terzi ad alto rischio di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo.

Germania: 3.400 stranieri illegali arrivati dalla Polonia

Perlopiù georgiani, iracheni e ceceni che non rispettano le procedure.
495 sono già stati rimandati indietro.

Il portavoce della Guardia di Frontiera, il tenente Anna Michalska, ha comunicato che la Germania ha 3.400 stranieri da rimandare in Polonia, il maggior numero di tutti i paesi membri dell’Unione Europea, e di questi finora ne sono stati rimandati 495.

Gli stranieri denunciati sono per lo più persone che sono arrivate illegalmente in Germania attraverso la Polonia, come riporta Polonia Oggi.

Alcuni hanno lasciato i centri aperti agli stranieri in Polonia prima della conclusione delle necessarie procedure legali e hanno attraversato illegalmente il confine con la Germania, altri abusano delle procedure richiedendo la protezione internazionale e partono dalla Polonia senza aspettare la decisione.

Si tratta di persone che hanno attraversato illegalmente il confine polacco arrivando da Bielorussia, Lituania o Lettonia e poi dalla Polonia hanno proseguito per la Germania, dove sono state arrestate.

La maggior parte degli stranieri rimandati dalla Germania in Polonia sono cittadini di Georgia (89 persone), russi di nazionalità cecena (86 persone) e iracheni (51 persone).

Lukashenko: guerra poteva essere evitata, ora può essere fermata

“Sedersi e stilare l’agenda”.
La Bielorussia non parteciperà a guerra, a meno che Ucraina non superi il confine.

La guerra in Ucraina si poteva evitare e ora si può fermare“.

A dirlo è il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, che ha anche auspicato l’avvio di negoziati “senza precondizioni“.

Lukashenko, in un’intervista alla giornalista ucraina Diana Panchenko, ripresa dalle agenzie russe poi citata anche da Quotidiano.net, continua come di seguito:

Penso che questo sia un principio classico della diplomazia. C’è il bisogno di sedersi al tavolo negoziale e discutere di tutto, compresi la Crimea, Kherson, Zaporizhzhia, Donetsk e Lugansk. Tutto deve essere discusso. Ci sediamo e mettiamo a punto un’agenda“.

Il presidente bielorusso ha poi aggiunto che la Bielorussia non parteciperà mai a una guerra vera e propria a meno che l’Ucraina non superi il confine.