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Amazon impone la fine dello smart working: si torna in ufficio

Il CEO: Amazon posto non adatto per coloro che vogliono lo smart working.
Il ritorno in ufficio dal 2 gennaio 2025.

Con una nota inviata ai dipendenti, il CEO di Amazon Andy Jassy ha annunciato la fine dello smart working, introdotto dall’azienda durante il Covid e successivamente prolungato con un piano di presenza in ufficio per tre giorni alla settimana.

Già negli anni della pandemia si era capito che il lavoro a distanza sarebbe stata una soluzione temporanea, prima con l’introduzione dello schema del lavoro ibrido, poi con le dichiarazioni dello stesso CEO che aveva definito Amazon il posto non adatto per coloro che vogliono lo smart working.

Si torna dunque allo stile pre-pandemia, con il lavoro da remoto che resta un’opzione ma che non deve essere considerato una cosa scontata; come riporta HD blog, infatti, le dichiarazioni dell’azienda sono state le seguenti:

Prima della pandemia non era scontato che le persone potessero lavorare da remoto due giorni alla settimana, e questo sarà vero anche in futuro: ci aspettiamo che le persone siano in ufficio al di fuori di circostanze attenuanti o se avete già un’eccezione di lavoro da remoto approvata tramite il vostro responsabile del team“.

Il ritorno in ufficio per tutta la settimana scatterà il 2 gennaio 2025, così che i dipendenti possano organizzarsi per tempo.

L’Olanda chiede l’esenzione dalla politica migratoria Ue

Ufficiale la richiesta di opt-out in materia di immigrazione.
Il ministro per l’Asilo: dobbiamo occuparci della nostra politica di asilo.

I Paesi Bassi hanno inviato a Bruxelles la richiesta di esenzione dalla politica comune d’asilo e migrazione.

Come riporta Ansa, lo ha annunciato la ministra per l’Asilo, Marjolein Faber su X:

Ho appena informato la Commissione europea che desidero l’opt-out in materia di migrazione per i Paesi Bassi. Dobbiamo nuovamente occuparci della nostra politica di asilo“.

Tupperware dichiara il fallimento

Il colosso dei contenitori per alimenti è in difficoltà da anni.
Laurie Ann Goldman: vagliate diverse opzioni, dichiarare fallimento era la migliore.

Il colosso dei contenitori per alimenti Tupperware potrebbe scomparire.

In difficoltà da anni, la multinazionale americana produttrice dei celebri contenitori di plastica per il cibo che sono ormai parte della vita quotidiana di molti, ha annunciato di aver avviato una procedura fallimentare.

Come riportato da Agi, Laurie Ann Goldman, ceo dell’azienda, ha affermato quanto di seguito:

Per diversi anni, la situazione finanziaria della società è stata gravemente colpita da un difficile contesto macroeconomico. Abbiamo quindi esplorato diverse opzioni strategiche e considerato che assoggettarsi alla legge sulla tutela dai fallimenti fosse il risultato migliore perchè avrebbe dovuto fornirci la flessibilità essenziale per la trasformazione digitale e tecnologica della nostra società“.

Volkswagen: possibili 15.000 licenziamenti

Il gruppo starebbe vagliando la possibilità di chiudere 2-3 stabilimenti in Germania.
I vertici: “non esiste un piano B”. I sindacati contestano gli investimenti per l’elettrico.

Volkswagen sta valutando il licenziamento di 15.000 dipendenti e la chiusura di 2-3 stabilimenti in Germania, secondo quanto riferito dagli analisti di Jefferies dopo un incontro con i vertici del gruppo automobilistico tedesco.

Il piano potrebbe essere annunciato entro fine anno e rappresenterebbe una svolta storica per l’azienda fondata nel 1937.

La drastica ristrutturazione mira a ridurre la capacità produttiva in Europa di 500.000-750.000 vetture e comporterebbe costi straordinari per 3-4 miliardi di euro.

Come riporta Tom’s Hardware Italia, i vertici Volkswagen ritengono chenon vi sia un piano B” per affrontare la crisi del mercato auto europeo, nonostante siano consapevoli che la decisione provocherà uno scontro con i potenti sindacati tedeschi.

L’azienda è convinta di poter procedere senza l’autorizzazione del consiglio di sorveglianza, dove siedono i rappresentanti dei lavoratori, e che i sindacati non abbiano legalmente diritto di scioperare contro la chiusura degli stabilimenti.

I sindacati hanno già criticato la gestione del gruppo, ricordando gli ingenti investimenti in software ed elettrico con risultati deludenti ed i 4,5 miliardi di dividendi distribuiti agli azionisti nell’ultimo anno.

Il governo tedesco è intervenuto sulla questione con il cancelliere Olaf Scholz che ha dichiarato che la priorità è “garantire i posti di lavoro e gli stabilimenti“.

Il primo ministro della Bassa Sassonia Stephan Weil, rappresentante di uno degli azionisti principali di Volkswagen, ha avvertito: “Ci aspettiamo che la questione della chiusura delle sedi semplicemente non si ponga attraverso l’uso efficace di alternative“.

La vicenda mette in una posizione scomoda l’amministratore delegato Oliver Blume e resta da vedere se le autorità pubbliche riusciranno a fornire a Volkswagen un’alternativa ai drastici tagli prospettati, evitando così una svolta storica e dolorosa per il colosso automobilistico tedesco.

Pagare meno tasse grazie al Welfare Aziendale: ecco un corso gratuito

A Montegrotto Terme (Padova) esperti del settore illustreranno
come i benefit aziendali possono aiutare la fiscalità degli imprenditori.

L’aumento delle tasse e i crescenti costi del lavoro stanno mettendo in difficoltà molte aziende italiane. Con la fine dell’anno fiscale alle porte, molti imprenditori si trovano di fronte alla sfida di ottimizzare i costi e ridurre il carico fiscale. Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, le aziende che hanno adottato misure di welfare aziendale sono riuscite a ridurre il cuneo fiscale del 10%, risparmiando fino a 5mila euro annui per dipendente. Per affrontare questa situazione e cogliere le opportunità offerte dal Welfare Aziendale, a Montegrotto Terme (Padova) è stato organizzato il corso gratuito dal titolo «Premia e Risparmia», che si terrà il prossimo 26 settembre nel Salone delle Stelle. Durante l’evento, gli imprenditori avranno l’opportunità di scoprire come abbattere le tasse e migliorare la produttività aziendale grazie a piani di welfare efficaci e vantaggiosi.

Secondo le statistiche più recenti, infatti, il 15% di aumento della produttività è stato registrato dalle aziende che investono in welfare e bonus per i dipendenti, e chi presta attenzione al benessere dei propri collaboratori ha ridotto il turnover del 20% rispetto alla media di mercato. «È fondamentale che gli imprenditori comprendano che il welfare aziendale non solo aiuta a risparmiare, ma migliora anche il clima aziendale e la competitività dell’impresa», afferma Riccardo Zanon, esperto in diritto del lavoro e relatore principale dell’evento.

Durante l’evento, esperti del settore guideranno i partecipanti attraverso i seguenti temi. Tra questi, Riccardo Zanon, avvocato specializzato in diritto del lavoro e welfare aziendale, parlerà di come ridurre le tasse attraverso l’implementazione di piani di welfare aziendale, spiegando come abbattere il carico fiscale entro la fine dell’anno e trasformare i costi del lavoro in un investimento vantaggioso per l’azienda e per i dipendenti. Simone Costenaro, fondatore di “Azienda Senza Sorprese”, illustrerà come le aziende possono proteggersi dai rischi legati al turnover e aumentare la soddisfazione dei dipendenti con soluzioni di welfare innovative e personalizzate. Ospite della serata sarà Enea Dallaglio, senior advisor presso MBS Consulting e promotore del Welfare Index PMI, fornirà un’analisi dettagliata sulle ultime opportunità fiscali per ottimizzare i premi di fine anno e approfondirà le strategie di welfare che possono fare la differenza nel medio-lungo periodo per la sostenibilità delle aziende.

Per partecipare all’evento è necessario iscriversi sulla piattaforma premiodipendenti.com oppure contattando la segreteria dell’evento al numero 393.3362857.