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Storia a lieto fine per un bambino speciale

Scena drammatica per gli agenti della Polizia Locale di Modena: notano di notte la sagoma di un bambino di 6 anni che vaga da solo sulla tangenziale.

Come riportato dal quotidiano “Il Resto del Carlino“, una pattuglia della Polizia Locale di Modena, di ritorno dalla città gemellata di Pontremoli, presso la quale si era recata come delegazione per partecipare alle celebrazioni di San Geminiano, ha tratto in salvo un bambino di 6 anni che vagava senza meta ai bordi della tangenziale Neruda.

Il piccolo camminava intorno alla mezzanotte di sabato scorso sul ciglio della strada, scalzo e senza pantaloni. Dopo aver notato il bambino, l’auto della Polizia Locale ha attivato il lampeggiante e quindi fatto inversione di carreggiata, raggiungendo il piccolo. Fortunatamente, però, il bambino era già stato tratto in salvo da un automobilista che aveva assistito alla stessa, incredibile scena.

Una volta sul posto, gli agenti hanno fatto salire il bambino sulla propria auto e quindi hanno cercato di chiarire l’incredibile vicenda. Cosa che si è rivelata non semplice, poichè è apparso subito chiaro che la comunicazione con il piccolo protagonista di questa disavventura era molto difficile. Si trattava, infatti, di un bambino che soffre dei disturbi dello spettro di autismo.

Tuttavia, dopo pochi minuti il mistero è stato risolto dal padre del bambino, il quale è giunto sul posto ovviamente molto agitato, dichiarando che in un momento di distrazione, il figlio era improvvisamente scappato dalla propria abitazione. Una volta ricongiunto con il proprio genitore, il piccolo è stato quindi accompagnato presso la propria abitazione.

Una vicenda che si è chiusa a lieto fine per questo bambino speciale, ma che poteva finire in modo tragico, qualora la pattuglia della Polizia Locale e l’automobilista che si trovavano a passare per caso sulla tangenziale non fossero prontamente intervenuti.

Colombia: Petro vola da Trump

Storico incontro tra i due presidenti.
Al centro dei colloqui ci saranno la lotta al narcotraffico e la crisi migratoria.

Il presidente colombiano Gustavo Petro è partito alla volta di Washington per un incontro con Donald Trump, definito “una pietra miliare” dalla presidenza di Bogotà.

La visita, prevista fino al 5 febbraio, rappresenta un tentativo di ricucire i rapporti tra i due Paesi, logorati da mesi di scontri verbali e profonde divergenze ideologiche.

Il vertice avviene in un clima di estrema tensione regionale, segnato dalla recente operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro in Venezuela e dalle minacce di dazi e interventi armati rivolte in passato da Trump alla Colombia.

Abbiamo molte ragioni per ottenere un patto per la vita nelle Americhe“, ha dichiarato Petro prima della partenza, come riportato da Ansa, sottolineando la volontà di cercare punti di incontro nonostante le distanze.

Al centro dei colloqui ci saranno la lotta al narcotraffico e la gestione della crisi migratoria.

L’incontro, nato da un inaspettato invito telefonico a gennaio, costringe il leader colombiano a un delicato equilibrismo diplomatico: mantenere la cooperazione con la Casa Bianca senza tradire la propria linea politica, il tutto a pochi mesi dalle elezioni presidenziali in Colombia.

Usa all’Iran: pronti a negoziare un accordo

Trump: aperto a soluzione diplomatica.
Turchia, Egitto e Qatar lavorano ad un incontro con Witkoff e funzionari iraniani ad Ankara.

Gli Stati Uniti hanno detto all’Irantramite canali multipli” di essere pronti a un incontro per negoziare un accordo.

Lo riporta Ansa, citando Axios che a sua volta cita un funzionario americano.

La Turchia, l’Egitto e il Qatar stanno lavorando a un incontro fra l’inviato Steve Witkoff e alti funzionari iraniani ad Ankara alla fine della prossima settimana.

Un funzionario della Casa Bianca ha ribadito che Trump non ha ancora preso una soluzione definitiva sull’Iran e resta aperto a una soluzione diplomatica.

Venezuela: via libera del Parlamentare per aprire il petrolio ai privati

Storica inversione di marcia rispetto al rigido controllo statale promosso dal chavismo.
Si aspetta solo la firma del presidente ad interim Delcy Rodriguez.

Il Parlamento venezuelano ha approvato una riforma che apre il vasto settore petrolifero alla partecipazione di capitali privati, segnando un’inversione storica rispetto alla linea di rigido controllo statale promossa dal chavismo, al potere nel Paese sudamericano da oltre 25 anni.

Il provvedimento, come riporta Ansa citando i principali media venezuelani, è stato approvato in seconda lettura dall’Assemblea nazionale a maggioranza Psuv, il Partito socialista unito del Venezuela fondato da Hugo Chávez, attende ora la firma esecutiva della presidente de facto ad interim Delcy Rodríguez per entrare formalmente in vigore.