Pfitzer: si dimette il responsabile scientifico

Mikael Dolsten lascia dopo 15 anni.
Al colosso farmaceutico serviranno diversi mesi per individuare il suo successore.

Pfizer ha dichiarato che il suo direttore scientifico Mikael Dolsten, figura chiave nello sviluppo del vaccino anti-COVID-19 dell’azienda, si dimetterà dopo oltre 15 anni di carriera presso la casa farmaceutica.

Come riporta Investing.com, l’azienda sta cercando di identificare un successore per Dolsten, un processo che dovrebbe durare diversi mesi.

Dolsten è entrato a far parte di Pfizer nel 2009, quando è stato nominato presidente della divisione Worldwide Research and Development con la responsabilità di guidare tutta la ricerca della società e lo sviluppo di tutti i suoi trattamenti attraverso studi di fase intermedia.

Pfizer è la più grande società del mondo operante nel settore della ricerca, della produzione e della commercializzazione di farmaci ed ha sede a New York.

Diritto del lavoro in sanità dalla A alla Z

Nasce il Dizionario del lavoro a cura di COSTANTINO&partners.
Unico nel suo genere, il glossario rappresenta una novità assoluta rispetto ad altri strumenti simili presenti in rete.

Si delinea come strumento di consultazione quotidiana che consente una informazione costante sui diversi argomenti che afferiscono al complesso e vasto mondo del diritto del lavoro e del diritto sanitario. Un mezzo agile nel quale le voci che lo compongono – dalla A alla Z – sono presentate rispettando le normative di carattere generale che le regolano, e illustrandone in sintesi e con chiarezza i vari istituti secondo quanto previsto dalle disposizioni di carattere generale.

L’intento è quello di offrire un’ulteriore forma di supporto all’attività di tutti gli attori che, a vario titolo, si occupano di gestione delle risorse umane, dei modelli organizzativi del lavoro in settori peculiari come quelli della sanità, ma anche per giovani studenti o dipendenti che ricerchino informazioni in materia di lavoro, di sanità e di socioassistenziale.

Il linguaggio scelto, non rigorosamente tecnico, non ne penalizza la completezza e la scientificità.

La consultazione, all’insegna dell’immediatezza, fa sì che ad ogni lettera dell’alfabeto corrispondano vocaboli o espressioni di cui viene fornita una breve sintesi della relativa disciplina giuridica.

Sebbene volutamente scevro da riferimenti giurisprudenziali e legislativi, il dizionario rimanda alle disposizioni contenute nei CCNL dell’ambito sanitario, invitando i fruitori ai necessari approfondimenti.

Consultabile dal prossimo mese di luglio sul sito di C&p, il glossario, curato con la collaborazione dell’ex sindacalista Antonio Marchini, sarà aggiornato periodicamente per rispondere al meglio all’evoluzione del diritto del lavoro in tutte le sue declinazioni del settore sanitario.

Usa: Corte Suprema blocca patteggiamento Purdue Pharma

Sono morte oltre mezzo milione di persone; vi è dedicata anche una serie tv.
A rischo 6 miliardi di dollari di risarcimenti.

Tra il 1999 ed il 2017 negli Stati Uniti sono morte almeno 500.000 persone per overdose da OxyContin, di fatto pillole di eroina prodotte dalla Purdue Pharma come trattamento per il “dolore cronico.

La vicenda fu tanto grossa e drammatica che ad essa venne dedicata anche la serie tv “Dopesick – Dichiarazione di dipendneza”.

Ora, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bloccato l’accordo con il produttore di oppioidi Purdue Pharma, che proteggeva la famiglia Sackler, proprietaria del gigante farmaceutico.

Nell’ambito dell’intesa, come riporta Ansa, la famiglia si era impegnata a pagare 6 miliardi di dollari alle famiglie delle vittime di overdose ma solo in cambio di un completo esonero da qualsiasi responsabilità in casi futuri.

La sentenza del massimo tribunale americano ora mette in pericolo i risarcimenti.

Carenza di infermieri: bene soluzioni tampone ma occorre visione prospettica

Costantino: necessari quadro normativo nazionale e percorsi formativi adeguati che coinvolgano Federazione infermieri e enti specializzati.
È tempo di porre le basi per un futuro in cui ridare smalto a questa professione.

L’allarme è stato lanciato da tempo, in Italia mancano circa 70 mila infermieri.

Un dato che preoccupa Governo e Regioni, che intanto guardano all’estero per far fronte alla carenza. Il Ministro Schillaci ammicca all’India, mentre Regione Lombardia si sta rivolgendo al Sud America e – secondo quanto riportato da organi di stampa- l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, reputa ormai imminente un accordo con il Paraguay per acquisire tra i 2.500 e i 3.000 infermieri.

«Bene attivare i canali internazionali – commenta l’avv. Giovanni Costantino – per far fronte a quella che è una vera e propria emergenza, ma non basta solo portare gli infermieri in Italia. Già nell’immediato, infatti, occorre fornireun quadro normativo chiaro su tutto il territorio nazionale, sbloccando l’iter in corso in Conferenza Stato-Regioni e risolvendo le criticità ancora esistenti».

«Mi sembra inoltre ineludibile – continua – attivare percorsi formativi e di accoglienza adeguati per garantire la qualità delle cure e l’ambientazione dei professionisti, con il coinvolgimento della FNOPI e di altri enti specializzati come la Fondazione Samaritanus, recentemente costituita da ARIS ed UNEBA sotto l’egida della CEI».

Secondo il giuslavorista «È comunque indispensabile ragionare in un’ottica prospettica, preoccupandosi sin da subito del futuro dei professionisti stranieri che, salvo proroghe, dovranno ottenere il riconoscimento del titolo entro il 2025».

Infine, pensando al futuro della sanità, conclude Costantino «Non ci si può esimere dal risolvere alla radice le criticità che da troppo tempo scoraggiano le giovani generazioni dallo svolgere la professione infermieristica in Italia, creando le condizione per garantire loro un trattamento, economico e non solo, adeguato alla loro professionalità».

Emergenze e prospettive settore sociosanitario: sessione tematica Convegno nazionale di pastorale della salute a Verona

È allarme: senza infermieri impossibili le cure.
Costantino: “La professione infermieristica sta perdendo attrattività. Occorre intervenire”.

“Per rendere nuovamente attrattiva la professione infermieristica è necessario migliorare il trattamento di tali figure così da invertire la drammatica situazione di carenza che, qualora non si trovasse una soluzione, potrebbe minare alla base la capacità del SSN di rispondere alle esigenze dei cittadini”.

Questa la considerazione di esordio dell’intervento di Giovanni Costantino nella sessione tematica (ST9) sulle Emergenze e prospettive nel settore sociosanitario del XXV Convegno nazionale di pastorale della salute, organizzato in questi giorni a Verona dal corrispondente Ufficio della Cei diretto da Don Massimo Angelelli.

Il Capodelegazione Aris ha sottolineato come “anche nel comparto pubblico i livelli retributivi siano cresciuti troppo poco, in misura inferiore all’inflazione”.

Se si guarda alle strutture private, inoltre, il dato è ancora più evidente, soprattutto nell’area della territorialità, anche se “l’attuale situazione – prosegue Costantino – non può addebitarsi alle singole strutture, le cui condizioni economiche, a causa del mancato adeguamento di rette e tariffe, non hanno sinora consentito di incrementare le retribuzioni”.

Per cambiare un simile quadro, secondo il giuslavorista, è necessario “uniformare quanto più possibile i ccnl del settore privato, che dovranno tendere a quelli pubblici, così da evitare disparità di trattamento e da consentire peraltro alle strutture una maggiore forza di contrattazione con il SSN”.

Non si può, inoltre, eludere il problema della sostenibilità. “A tal fine – ribadisce – è necessario chiedere al SSN di fornire al settore privato le risorse necessarie per i rinnovi contrattuali, adottando metodi che premino le strutture più virtuose e, quindi, differenzino la copertura in funzione alla qualità e quantità di tali servizi”.