Bugiardo, ignorante”. Fornero attacca Salvini

Forte botta e risposta tra i due.
Acceso scambio di accuse da campagna elettorale.

Salvini? “Non conosce il valore dell’educazione e della cultura“.

Da una parte accusano il leader della Lega di utilizzare toni acrimoniosi, dall’altra gli replicano con offensiva ostilità.

Niente male come contraddizione. Ai toni accesi da campagna elettorale ha ceduto anche Elsa Fornero, che in tv si è scagliata contro il segretario federale del Carroccio sul tema delle pensioni:

Salvini dice ogni giorno bugie e purtroppo ci sono persone che ci credono e applaudono“.

Questo in seguito a alle dichiarazioni di pochi giorni prima fatte dal leader leghista:

Gli anziani devono lavorare un po’ di più. Chi lavora ed è in buona salute, perché non dovrebbe lavorare qualche anno in più? La signora Fornero dovrebbe solo vergognarsi e stare zitta… Probabilmente parla così perché non ha mai lavorato nella sua vita. Vorrei che la Fornero non parlasse a me, mi insulta… Ma dovrebbe dire questa filastrocca a una donna che lavora in una casa di riposo da quarant’anni e ha la schiena rotta o a un operaio metalmeccanico“.

Prima di addentrarsi nella difesa delle proprie ragioni, l’ex ministra è andata allo scontro frontale con Salvini. Come riporta “Il Giornale”, Elsa Fornero è scattata con un attacco personale:

È evidente che non considera l’insegnamento e la ricerca un lavoro. Non conosce il valore dell’educazione, il valore sociale della cultura. Lo dimostra in maniera papale ogni volta che parla. Quella è stata la mia attività lavorativa per più di quarant’anni“.

Poi, l’ulteriore frecciata a chi contesta la sua riforma del lavoro:

Questi slogan sono anche basati su un’ignoranza dei dati di fatto“.

Politica: ecco gli stipendi di deputati e senatori

Le cifre dei politici italiani.
Forse per questo la crisi non fa paura ai politici?

A poche settimane dal giorno in cui gli italiani dovranno tornare a votare, in rete spuntano dettagli e classifiche sugli stipendi dei politici italiani.

Così, mentre ci prepariamo per tornare alle urne il 25 settembre, diamo uno sguardo a quanto guadagnano i deputati ed i senatori italiani.

Stando ai dati più aggiornati reperibili in rete, come riporta “Fun Week”, i deputati italiani guadagnerebbero circa 13.971 euro al mese, così ripartito:

  • Indennità di circa 5.000 euro al mese
  • Diaria di 3.503 euro
  • Rimborsi e spese di mandato, pari a 3.690 euro
  • Rimborsi telefonici annuali, di circa 1.200 euro
  • Rimborso trasporti (trimestrali) variabili, dai 3.323,70 ai 3.995,10 euro

Per quanto riguarda i senatori italiani, invece, lo stipendio mensile si aggirerebbe intorno ai 14.634 euro, così suddiviso:

  • Indennità pari a 11.555 euro lordi al mese (circa 5.304 netti al mese)
  • Diaria di 3.500 euro
  • Rimborsi per spese di mandato di circa 4.180 euro al mese
  • Rimborsi telefonici e rimborsi sul trasporto di circa 1.650 euro al mese.

Con uno stipendio del genere, saresti così preoccupati della crisi?

Medvedev: alle urne punite i governi per loro stupidità

“Una democrazia, la vostra, fatta di pazzi”.
Dalla Russia fiducia nel il voto degli elettori europei.

Dmitri Medvedev attacca i governi europei ed invita i cittadini che si recheranno prossimamente alle urne a punirli.

Il vicepresidente del consiglio di sicurezza nazionale russo, dal suo canale telegram, scrive quanto di seguito:

Vorremmo vedere gli europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei loro governi, ma anche dire qualcosa di più coerente. Ad esempio, che li chiamino a rendere conto, punendoli per la loro evidente stupidità. i voti degli elettori sono una potente leva di influenza“.

Come riporta “Tgcom24”, Medvedev poi continua:

Una democrazia, la vostra, fatta di pazzi. Naturalmente, noi vogliamo una cooperazione pacifica, commercio, scambi e altre cose che sono normali. Non ci chiudiamo a nessuno, sosteniamo qualsiasi proposta ragionevole. Se il prezzo per la democrazia europea è il freddo negli appartamenti e i frigoriferi vuoti, questa democrazia è per i pazzi. Ecco perché quattro governi europei si sono già dimessi in breve tempo. Ma questa chiaramente non è la fine. I voti degli elettori sono una potente leva di influenza anche sui politici più congelati”.

Schroeder fa causa al parlamento tedesco

L’intenzione è di riavere ufficio e privilegi vari.
La conferma arriva dal suo avvocato.

Schroeder fa causa al parlamento tedesco e rivuole quanto ritiene gli spetti.

In primavera la Commissione per il bilancio del Bundestag gli aveva tolto il suo diritto ad un ufficio, a un team di assistenti ed altri privilegi che sono solitamente riservati agli ex capi del governo.

Ora Schroeder ha intrapreso le vie legali, come ha confermato il suo avvocato a Dpa.

La decisione della Commissione parlamentare è dovuta al fatto che Schroeder non rispetterebbe più correttamente i ruoli e le mansioni ufficiali di un ex cancelliere e i relativi obblighi richiesti.

L’anno scorso erano stati spesi più di 400.000 euro per il personale dell’ufficio di Schröder, mentre la sua pensione personale di 8.300 euro non è stata comunque sospesa.

Stando a quanto riporta “Ansa”, da tempo l’ex leader socialdemocratico è fortemente criticato per le sue posizioni dirigenziali all’interno delle aziende di stato russe, così come per la sua stretta amicizia con il presidente russo Vladimir Putin.

Pochi giorni fa, una prima decisione di una commissione locale della Spd ha intanto respinto le richieste di espellere Schroeder dal partito socialdemocratico.

Ungheria contro enbargo a petrolio russo

Telefonata tra Orban e Macron sulla sicurezza energetica.
Von del Leyen rassicura.

Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha discusso in una telefonata con il presidente francese Emmanuel Macron di questioni relative alla sicurezza energetica dell’Europa.

Come riporta “Reuters”, a rendere nota la notizia è stato il responsabile stampa di Orban all’agenzia di stampa statale Mti, senza fornire ulteriori dettagli.

L’Ungheria aveva già espresso le critiche più aspre alla proposta di embargo sul petrolio russo.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha detto ieri di aver compiuto progressi nei colloqui con Orban sulla questione, dopo che qualche giorno aveva già annunciato delle concessioni per prolungare la data sull’embargo del petrolio russo proprio ad Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca (approfondimento al link).