Iraq: coalizione a guida Usa è fonte di instabilità

Altro raid americano a Baghdad.
Era già stato richieste il ritiro delle forza Usa.

Le forze armate irachene hanno affermato che la presenza in Iraq della Coalizione globale anti-Isis a guida Usa è “diventata fonte di instabilità” nel Paese e nella regione.

Lo si apprende da un comunicato diffuso dal Comando delle forze armate federali irachene, guidato dal generale Yahya Rasul Abdallah, all’indomani del nuovo raid statunitense a Baghdad e nel quale è stato ucciso, stando a quanto riporta Ansa, anche un comandante di una milizia filo-governativa, sostenuta dall’Iran.

Poco tempo fa l’Iraq aveva già apertamente richiesto il ritiro delle forze Usa (approfondimento al link).

Tensioni Usa-Israele, Blinken: non hanno diritto di disumanizzare gli altri

Duro monito del segretario di Stato Usa contro Israele.
L’attacco di Hamas non è una licenza a disumanizzare gli altri.

Gli attacchi di Hamas del 7 ottobre scorso non danno ad Israelela licenza per disumanizzare gli altri“, ha affermato il segretario di Stato americano Antony Blinken.

Come riporta Ansa, in un duro monito contro Israele durante una conferenza stampa a Tel Aviv, lo stesso Blinken ha poi sottilineato quanot di seguito:

Gli israeliani sono stati disumanizzati nel modo più orribile il 7 ottobre. Da allora gli ostaggi sono stati disumanizzati ogni giorno, ma questa non può essere una licenza per disumanizzare gli altri“.

Ue: via libera al finanziamento di 50 miliardi all’Ucraina

Approvato il pacchetto fino al 2027.
Tusk: convincere Orban è stato più facile del previsto.

Durante il vertice dell’Unione Europea a Bruxelles, dopo negoziati ristretti, è stato raggiunto un accordo per un pacchetto di sostegno all’Ucraina pari a 50 miliardi di euro nel quadro del bilancio dell’UE fino al 2027.

L’Ungheria ha ritirato definitivamente le proprie obiezioni, rendendo possibile l’accordo.

Donald Tusk, fresco primo ministro della Polonia, ha sottolineato l’importanza del mantenimento dell’unità dell’Unione su questa questione, affermando che convincere Viktor Orbán ha richiesto meno tempo del previsto.

Non solo. Come riporta Polonia Oggi, Tusk ha anche assicurato che non ci saranno premi per Orbán per aver accettato il pacchetto e che l’accordo è stato il risultato della chiara posizione della maggior parte degli Stati membri dell’UE nei colloqui con il primo ministro ungherese.

Houthi promettono passaggio a navi russe e cinesi

Passaggio sicuro per navi non collegate a determinati Paesi, in particolare ad Israele.

Gli Houthi promettono un passaggio sicuro per le navi russe e cinesi attraverso il Mar Rosso, dove il gruppo yemenita sostenuto dall’Iran ha effettuato attacchi contro navi commerciali in solidarietà con i palestinesi a Gaza.

In un’intervista pubblicata oggi da Izvestia, ripreso dal Guardian e dall’Ansa, Mohammed al-Bukhaiti ha insistito che le acque intorno allo Yemen saranno sicure finchè le navi non saranno collegate ad alcuni Paesi, in particolare Israele.

Più precisamente, ha affermato quanto di seguito:

Per tutti gli altri Paesi, comprese Russia e Cina, le loro spedizioni nella regione non sono minacciate. Inoltre, siamo pronti a garantire il passaggio sicuro delle loro navi nel Mar Rosso, perché la libera navigazione svolge un ruolo significativo per il nostro Paese“.