Mosca: “Usa parte del conflitto”

Ryabkov mette in guardia dal fare provocazioni e premette che aiuti militari all’Ucraina non rimarranno impuniti.

Il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov sostiene che “ormai c’è solo una sottilissima linea a separare gli Stati Uniti dal diventare una parte in conflitto” nella guerra in Ucraina.

Come riporta “Tgcom24“, Ryabkov ha voluto “mettere in guardia gli Usa dal fare passi provocatori, compresa la fornitura di armi di sempre più a lunga gittata e più distruttive” perché le “sfacciate forze anti-russe non possono illudersi che tutto rimarrà immutato“. 

G7, Russia: niente petrolio a Paesi che mettono tetto a prezzi

L’avviso arriva direttamente dal Cremlino.
Destabilizzazione mercati petroliferi dietro l’angolo?

La Russia tuona al G7 sui prezzi del petrolio e sulle sue forniture.

Si alza, dunque, il livello di scontro tra la Russia e l’Europa in teme energia, con il Cremlino che ha avvertito che smetterà di vendere petrolio ai Paesi che impongono limiti di prezzo alle risorse energetiche russe.

Come riporta “Milano Finanza”, il portavoce Dmitry Peskov ha spiegato che se i leader del G7 nella riunione odierna decideranno di imporre limiti di prezzo al petrolio russo, ciò porterà a una significativa destabilizzazione del mercato petrolifero globale; più nel dettaglio, le parole sono state le seguenti:

Le aziende che impongono un limite di prezzo non saranno tra i destinatari del petrolio russo. Semplicemente non coopereremo con loro su principi non di mercato. Una cosa si può dire con sicurezza: una tale mossa porterà a una significativa destabilizzazione dei mercati petroliferi“.

I ministri delle Finanza del G7 si incontrano virtualmente per definire i piani per imporre un tetto ai prezzi del petrolio russo, con l’obiettivo di ridurre i ricavi di Mosca.

Tensioni Serbia-Kosovo: NATO pronta ad intervenire

Lo dichiara Stoltenberg dopo il colloquio con Vucic.
Truppe della missione Kfor già schierate.

La forza di pace della Nato in Kosovo è pronta a intervenire nel caso in cui la stabilità tra Serbia e Kosovo fosse a rischio.

Lo ha dichiarato il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, dopo i colloqui con il presidente serbo Aleksandar Vucic sulle recenti tensioni tra i due paesi dei Balcani occidentali.

I due, come riporta “Reuters”, in una conferenza stampa congiunta con Vucic a Bruxelles hanno dichiarato quanto di seguito:

Sebbene la situazione sul campo sia migliorata, è responsabilità di tutte le parti, in particolare dei funzionari di Belgrado e Pristina, evitare una nuova escalation. Invito tutte le parti a dare prova di moderazione e a evitare la violenza. La Nato continua a monitorare da vicino la situazione sul campo. La nostra missione di pace Kfor rimane focalizzata sul mandato delle Nazioni Unite. Se la stabilità dovesse essere messa a rischio, la Kfor è pronta a intervenire“.

Regno Unito, Truss: pronta a premere pulsante nucleare

La risposta durante il dibattito pre-elettorale.
Sfida a Sunak per la leadership del Partito Conservatore.

Il ministro degli Esteri britannico e candidata alla leadership conservatrice Liz Truss ha dichiarato martedì sera di essere “pronta” a premere il pulsante nucleare nel caso in cui venisse scelta per sostituire Boris Johnson, caduto in disgrazia dopo i recenti scandali.

Durante il dibattito pre-elettorale che l’ha contrapposta all’ex ministro delle Finanze Rishi Sunak, con il quale è in lizza per la nuova leadership del Partito Conservatore, Liz Truss ha risposto:

Penso che sia un dovere importante come primo ministro. Sono pronta“.

All’inizio di luglio, il primo ministro britannico Boris Johnson è stato costretto a dimettersi da leader del partito conservatore dopo una cascata di dimissioni all’interno del suo governo a causa degli scandali in cui è stato coinvolto, il più noto dei quali è stato il “partygate“.

In attesa di un successore, chiunque lo sostituisca potrà agire come primo ministro grazie alla comoda maggioranza che i Tories hanno alla Camera dei Comuni, quindi in linea di principio non sono previste elezioni anticipate.

Come riporta “News 360”, le prossime elezioni generali dovrebbero tenersi nel gennaio 2025.

Medvedev: alle urne punite i governi per loro stupidità

“Una democrazia, la vostra, fatta di pazzi”.
Dalla Russia fiducia nel il voto degli elettori europei.

Dmitri Medvedev attacca i governi europei ed invita i cittadini che si recheranno prossimamente alle urne a punirli.

Il vicepresidente del consiglio di sicurezza nazionale russo, dal suo canale telegram, scrive quanto di seguito:

Vorremmo vedere gli europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei loro governi, ma anche dire qualcosa di più coerente. Ad esempio, che li chiamino a rendere conto, punendoli per la loro evidente stupidità. i voti degli elettori sono una potente leva di influenza“.

Come riporta “Tgcom24”, Medvedev poi continua:

Una democrazia, la vostra, fatta di pazzi. Naturalmente, noi vogliamo una cooperazione pacifica, commercio, scambi e altre cose che sono normali. Non ci chiudiamo a nessuno, sosteniamo qualsiasi proposta ragionevole. Se il prezzo per la democrazia europea è il freddo negli appartamenti e i frigoriferi vuoti, questa democrazia è per i pazzi. Ecco perché quattro governi europei si sono già dimessi in breve tempo. Ma questa chiaramente non è la fine. I voti degli elettori sono una potente leva di influenza anche sui politici più congelati”.