Hong Kong: Polizia contro attivisti pro-democrazia

Dopo gli arresti all’Apple Daily e la legge che toglie la giuria nei processi, continuano i trambusti.
Impiegato un terzo degli agenti totali.

Continuano i trambusti ad Hong Kong.

Dopo il blitz della polizia nella redazione dell’Apple Daily che ha portato a 5 arresti del giornale considerato pro-democrazia (approfondimento al link), è arrivata la nuova legge sulla giustizia voluta da Pechino e prevedente, per motivi di sicurezza nazionale, l’assenza di una giuria dai processi (approfondimento al link).

Le manifestazioni degli attivisti pro-democrazia, però, vanno avanti con l’obiettivo di impedire il passaggio dell’ex colonia britannica sotto la sovranità di Pechino, di cui oggi cade il 24esimo anniversario.

A Mong kok è stato fermato il coordinatore di Student Politicism, Wong Yat-chin e proprio per l’anniversario la polizia sta impiegando ben 10.000 agenti, ovvero un terzo della forza totale.

Dopo il fermo del loro coordinatore a Soy Street, stando ai media locali, gli attivisti studenteschi hanno aperto uno stand per strada.

Coca-Cola compra il 30% di Caffè Vergnano

Nell’accordo anche l’esclusiva sui prodotti all’estero.
La governance rimane italiana.

Accordo raggiunto tra Caffè Vergnano e Coca-Cola.

Il colosso delle bevande acquisirà il 30% della società torinese e l’esclusiva per la distribuzione dei prodotti all’estero.

La governance di Caffè Vergnano resterà comunque italiana, in mano alla famiglia che la gestisce da 135 anni.

In una nota, l’azienda del caffè comunica quanto di seguito:

“Caffè Vergnano intende rafforzare la presenza del brand fuori dall’Italia, posizionando il marchio e i suoi prodotti nel segmento premium all’interno dell’offerta di Coca-Cola.”

Vaccino ai minorenni: il nostro sondaggio

Dibattito aperto e tema affrontato diversamente in ogni Stato.
I lettori si schierano per il “No”.

È iniziata orami da un po’ la campagna vaccinale anche per i bambini, prima fino a 12 anni poi anche sotto.

Le casistiche sono le più diverse: si passa dalla Germania dove la vaccinazione è vietata ai minori di 12 anni (pena licenziamento in troco e processo per lesioni colpose – approfondimento al link), ai Paesi in cui è già partita la vaccinazione sperimentale anche ai bambini di fascia d’età compresa tra i 6 mesi ed i 12 anni (approfondimento al link).

Il dibattito, come già visto (approfondimento al link) è apertissimo ed abbiamo esteso il quesito ai nostri lettori tramite un sondaggio.

Ne è uscito un risultato schiacciante a favore del “No” alla vaccinazione ai minorenni (94%). Di seguito gli esiti completi del sondaggio lanciato su Twitter:

Mediaset come Fiat: sede legale in Olanda

Voto favorevole dell’assemblea al 95,57%.
Residenza fiscale e amministrazione centrale rimarranno in Italia.

Con una presenza pari all’81,81% del capitale, l’assemblea ha espresso un voto favorevole pari al 95,57% al trasferimento della sede legale di Mediaset in Olanda.

Esattamente come fatto da Fiat (ora FCA) qualche anno fa, anche Mediaset trasloca e porta la sede legale nei Paesi Bassi.

Le parole del presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, sono state le seguenti:

“Con assoluta convinzione e determinazione, abbiamo cercato di portare avanti il progetto MFE e siamo pronti per iniziare questo nuovo percorso europeo. La scelta dell’Olanda come sede legale è volta a collocare la sede della società in una giurisdizione che, per diversi motivi, risulta ideale allo scopo di un consolidamento su scala pan-europea come dimostrano i numerosi trasferimenti proprio in Olanda della sede di molti gruppi, anche italiani, a vocazione internazionale.”

In una nota la società ci tiene a precisare che la sede fiscale e l’amministrazione centrale rimarranno comunque in Italia; le azioni continueranno ad essere quotate sulla Borsa Italiana ed i soci che non hanno concorso all’approvazione possono esercitare diritto di recesso ottenendo un controvalore di 2,18 euro per azione rispetto ai 2,868 euro dell’attuale prezzo di Borsa, considerando però che il valore sarà ridotto in virtù del dividendo da 30 centesimi per azione approvato oggi dall’assemblea e che sarà messo in pagamento il 21 luglio prossimo.

Mediaset, dopo anni di liti presso i tribunali di tutta Europa, il 3 maggio ha siglato un’intesa che prevederà l’uscita graduale in 5 anni di Vivendi dal capitale Mediaset e un concreto patto di non belligeranza.

Il nuovo Cda Mediaset sarà composto dai seguenti nomi: Fedele Confalonieri (presidente), Pier Silvio Berlusconi, Marco Giordani, Gina Nieri, Niccolo’ Querci, Stefano Sala, Marina Berlusconi, Danilo Pellegrino, Carlo Secchi, Marina Brogi, Alessandra Piccinino, Stefania Bariatti (tratti dalla lista di maggioranza presentata dall’azionista di Fininvest) e da Giulio Gallazzi, Costanza Esclapon de Villeneuve, Raffaele Cappiello (della lista di minoranza dei fondi).

Emirati Arabi Uniti: via l’Italia dalla base militare di Al Minhad

Scelta legato all’embargo sulle armi imposto dal Governo Conte bis.
A rischio migliaia di posti di lavoro.

Sono sempre più insistenti le voci inerenti ad uno sfratto da parte degli Emirati Arabi Uniti nei confronti dell’Italia dalla base di Al Minhad.

Più precisamente, stando a quanto riportano gli analisti di Banca Akros, il tempo concesso ad aerei e personale italiano per sgomberare la base militare strategica scadrebbe il 2 luglio e le motivazioni troverebbero radici nell’embargo sulle armi imposta da Roma a gennaio di quest’anno, quando al governo c’erano il Pd ed il Movimento 5 Stelle sotto la guida di Giuseppe Conte.

I broker, nella loro disamina, aggiungono che Luigi Di Maio, in qualità di ministro degli Esteri, si prese il merito dell’embargo definendolo un “chiaro messaggio di pace inviato dal nostro Paese” e aggiungendo che “il rispetto dei diritti umani è un impegno per noi obbligatorio“.

È in corso un tentativo di intermediazione ma le speranze sembrano veramente deboli; sarebbe un brutto colpo perdere la presenza nella base. Infatti, spiegano ancora i broker:

“La base di Al Minhad a Dubai è stata cruciale per l’Italia da quando si è insediata nel 2015 per preparare i voli verso l’Iraq e come scalo sulla rotta verso le basi italiane in Afghanistan.”

Il mercato della Difesa in Medio Oriente vale circa 100 miliardi di dollari ed il cliente principale dell’Italia è il Qatar: perdere quell’indotto significherebbe perdere anche migliaia di posti di lavoro.