Media israeliani: ecco le colpe di Netanyahu

Accusato di aver promosso la crescita di Hamas per frammentare la Palestina: “Ha sostenuto per anni Hamas, ora questo ci è esploso in faccia”.

Netanyahu ha grosse colpe su quanto sta accadendo.

Questa è l’opinione dei media israeliani, ripresa anche da Il Sole 24 Ore; più precisamente, l’accusa sarebbe quella di aver utilizzato la strategia del “Dividi et impera.

Per attuare questa strategia, Netanyahu avrebbe alimentato gli islamisti per dividere il fronte palestinese, promuovendo la crescita di Hamas (considerata organizzazione terroristica) ed accentuare la frammentazione dei palestinesi, indebolendo il consolidamento al potere della Cisgiordania dell’Autorità nazionale palestinese, espressione dei tentativi di interlocuzione con Israele consacrati dagli accordi di Oslo del 1993.

Il Times of Israel ricorda l’accusa, nata anni fa, di come Netanyahu abbia consentito, almeno dal 2018, l’ingresso di valigette di denaro qatarino dentro la Striscia di gaza, cosa considerata un approccio ben diverso rispetto alla linea offensiva esercitata sulla Cisgiordania.

Secondo il Jerusalem Post, Israele avrebbe fatto arrivare i soldi del Qatar ad Hamas con l’obiettivo ufficiale di controllare meglio i fondi.

I critici, ora, contestano un esito diverso: Netanyahuha sostenuto per anni Hamas, ora questo ci è esploso in faccia“.

Erdogan: gli Usa infiammano il conflitto

Il leader turco: mettono navi da guerra invece di trattative.
Poi su Israele: non rispetta i dirtti umani.

Altra benzina sul fuoco.

Dopo le recenti dichiarazioni iraniane che minacciano un attacco verso Israele cercando di formando un fronte comune tra Paeis islamici (approfondimento al link), anche il leader turco Erdogan dice la sua puntando il dito contro gli Usa:

Invece di abbassare la tensione, gli Usa gettano benzina sul fuoco mandando navi da guerra nel Mediterraneo“.

Le affermazioni del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, sono state riportate da Sabah e poi ripresa da Ansa, parlando del conflitto in Israele e Palestina.

Parlando della mancanza di acqua ed elettricità nella Striscia di Gaza, il leader turco ha poi aggiunto quanto di seguito:

Gli Stati sono vincolati a difendere i diritti umani dalle leggi di guerra, purtroppo stiamo assistendo alla graduale erosione di questo impegno fondamentale da parte di Israele“.

Iran: mondo islamico si unisca contro Israele

Raisi chiama al-Assad.
Avviati rapporti anche con Iraq e Libano per fare un fronte comune.

Oggi tutti i Paesi islamici e arabi, come anche le popolazioni che vogliono la libertà nel mondo, devono trovare un accordo e raggiungere una cooperazione in un percorso per fermare i crimini del regime sionista contro la nazione palestinese oppressa“.

Lo ha affermato il presidente iraniano Ebrahim Raisi durante una telefonata con l’omologo siriano Bashar al-Assad, come riporta Mehr citato a sua volta da Ansa. Raisi ha poi aggiunto:

Di conseguenza, la Repubblica islamica dell’Iran tenterà di trovare questa convergenza il prima possibile, mettendosi in contatto con i Paesi islamici“.

L’Iran aveva già annunciato risposte distruttive contro chi la accusasse (approfondimento al link) ed ha minacciato Israele di attaccarla nel caso in cui non cessi immediatamente il fuoco ed ha avviato colloqui con gli altri Paesi islamici per fare un fronte comune (approfondimento al link).

Fico e Pellegrini espulsi dal Pse

Linee slovacche su Ucraina, immigrazione e Lgbt non ritenute in linea con la politica progressista.

Il Partito Socialista Europeo (Pse) ha deciso l’espulsione dei partiti degli ex premier slovacchi Robert Fico (Smer) e Peter Pellegrini (Hlas) dopo che hanno concordato la formazione di un nuovo governo a Bratislava con il Partito nazionale slovacco (Sns), formazione filorussa di estrema destra.

Come riporta Adnkronos, il comunicato riporta quanto di seguito:

Il gruppo dei Socialisti e i Democratici nel Parlamento Europeo saluta e sostiene la decisione unanime della presidenza del Pse di sospendere i partiti slovacchi Smer e Hlas. Tale passo arriva come reazione alla formazione di un governo di coalizione in Slovacchia con il partito di estrema destra Sns. Il memorandum d’intesa firmato dai tre partiti non è compatibile con i valori progressisti e i principi della famiglia europea dei Socialisti e Socialdemocratici. I recenti commenti pubblici e le posizioni adottate dai leader di Smer e Hlas sulla guerra russa contro l’Ucraina, i migranti, lo stato di diritto e la comunità Lgbt hanno sollevato serie preoccupazioni e non hanno posto in una famiglia progressista“.

Di conseguenza, spiega il comunicato, vengono sospesi dal gruppo S&D dell’europarlamento i tre slovacchi che ne facevano parte.