La Danimarca alza l’età pensionabile a 70 anni

La legge lega l’età di pensionamento all’aspettativa di vita, crescendo di 1 anno ogni 5.
Proteste dei sindacati contro il governo.

Giovedì il parlamento unicamerale della Danimarca ha approvato una legge che alza a partire dal 2040 l’età di pensionamento a 70 anni, la più alta in Europa.

Il cambiamento, come riporta Giubbe Rosse, sarà applicato a tutte le persone nate dopo il 31 dicembre 1970.

Dal 2006 la Danimarca ha legato l’età in cui le persone vanno in pensione all’aspettativa di vita e da allora il parlamento ha rivisto la misura ogni cinque anni: al momento l’età di pensionamento è 67 anni (come in Italia e come in diversi altri paesi europei) ma secondo la nuova legge salirà a 68 nel 2030 e a 69 nel 2035.

Nelle ultime settimane i sindacati hanno organizzato delle manifestazioni per protestare contro la misura, e sono stati espressi dubbi sulla fattibilità di far lavorare le persone fino a 70 anni anche da alcuni sindaci del Partito Socialdemocratico, a cui appartiene la prima ministra Mette Frederiksen.

La stessa Frederiksen l’anno scorso aveva detto che secondo lei prima o poi la legge del 2006 avrebbe dovuto essere rivista, dato che era diventato ormai impossibile continuare ad alzare l’età pensionabile.

Germania: istituita in Lituania la prima brigata permanente d’oltremare

Arriverà ad avere circa 5.000 unità entro il 2027.
Lo scopo è rafforzare il fianco orientale della NATO tra le preoccupazioni per l’aggressione russa.

La Germania ha istituito la sua prima brigata militare permanente d’oltremare in Lituania dalla seconda guerra mondiale. La 45ª Brigata Corazzata, nota anche come “Litauenbrigade“, è stata ufficialmente inaugurata il 22 maggio 2025 a Vilnius, in Lituania.

Questa, come riporta Associated Press, è la prima volta dalla seconda guerra mondiale che la Germania ha stanziato permanentemente una brigata militare completa al di fuori dei suoi confini.

Il dispiegamento è iniziato con l’arrivo delle truppe iniziali nell’aprile 2024 e si prevede che crescerà fino a circa 5.000 soldati e personale civile entro il 2027, quando la brigata raggiungerà la piena capacità operativa.

La brigata ha lo scopo di rafforzare il fianco orientale della NATO tra le preoccupazioni per l’aggressione russa.

Avrà sede principalmente in un nuovo complesso militare a Rūdninkai, a circa 30 chilometri a sud di Vilnius, con alcune unità di stanza a Rukla e personale con famiglie che vivono a Vilnius e Kaunas.

Ceto medio italiano: il 45% ha ridotto i consumi, il 51% spinge i figli ad andare all’estero

Più delle metà crede i propri figli staranno peggio.
Più dell’80% denuncia che il merito non viene riconosciuto.

Colpito dal fisco, escluso dal welfare, ignorato nei riconoscimenti. Eppure, è un ceto medio che resiste: investe nei figli, tiene in piedi famiglie e territori con una generosità silenziosa.

Ma quanto può sopportare ancora? Come riporta Il Sole 24 Ore, senza girarci troppo intorno il ceto medio vive un paradosso insostenibile: “È il punto di tenuta del Paese. È troppo ricco per ricevere aiuti, troppo povero per costruire futuro“, ha aggiunto Cuzzilla, appena confermato alla guida della Cida.

Due italiani su tre si sentono ceto medio, ma più della metà teme che i propri figli staranno peggio. Più di otto su dieci non vedono riconosciuto il valore delle proprie competenze nel reddito. E oltre il 70% chiede meno tasse sui redditi lordi.

La contraddizione centrale che emerge dal rapporto è questa: il ceto medio italiano non si definisce attraverso il reddito, ma attraverso l’identità culturale.

Il 66% degli italiani si riconosce nel ceto medio, e per oltre il 90% ciò che conta davvero è il sapere, il livello di istruzione, le competenze acquisite. Ma questi valori non trovano più riscontro nella realtà economica. L’82% degli italiani che si autodefinisce di ceto medio denuncia che il merito non viene riconosciuto, che il capitale culturale non si traduce in una giusta retribuzione. È qui che si apre una frattura decisiva: tra capitale umano e capitale economico. E quando il riconoscimento non arriva, il motore si spegne: ciò che era spinta verso l’alto diventa semplice sopravvivenza.

Il 50% dei genitori appartenenti al cuore produttivo del Paese ritiene che i figli staranno economicamente peggio, e il 51% auspica che cerchino opportunità all’estero, segnando il sorpasso definitivo del “mito dell’altrove” sul sogno di mobilità sociale interna. Nonostante ciò, il ceto medio continua a investire: il 67% delle famiglie di ceto medio con figli conviventi sostiene spese straordinarie per garantire un futuro ai figli, mentre oltre il 41% aiuta economicamente figli e nipoti, confermandosi come primo ammortizzatore sociale del Paese.

Tra i pensionati della fascia di riferimento del rapporto, il 47% aiuta regolarmente figli o nipoti, e il 66% ha finanziato o finanzierà almeno una spesa straordinaria.

Questa “generosità silenziosa” è sempre più sotto pressione. Solo il 52% si sente protetto da reti di welfare; gli altri oscillano tra ansia, incertezza e vera e propria insicurezza. E il risparmio, da sempre uno dei tratti distintivi del ceto medio, si erode: il 46% ha ridotto la capacità di accantonare risorse, e il 44% prevede un peggioramento nei prossimi tre anni.

Quando la fiducia nel futuro si incrina, cresce il bisogno di protezione: ma è proprio qui che il sistema mostra le sue crepe più profonde.

Trump vieta iscrizione ad Harvard a studenti stranieri

La segretaria all’istruzione: lo stop potrebbe essere esteso ad altri atenei.
L’università: l’azione del governo è illegale.

L’amministrazione Trump ha revocato la possibilità per l’Università di Harvard di iscrivere studenti internazionali.

L’ordine di revocare la certificazione del Programma per Studenti e Visitatori di Scambio (SEVP) è stato dato dal Segretario per la Sicurezza Interna, Kristi Noem, che in un’intervista a Fox ha poi aggiunto come questo sia “un avvertimento a tutte le università“, lasciando intendere che la revoca potrebbe essere estesa ad altri atenei.

Come riporta Il Sole 24 Ore, anche gli studenti stranieri già iscritti dovranno trasferirsi o perdere il loro status legale.

Da parte sua, Harvard ha dichiarato quanto di seguito:

“L’azione del governo è illegale. Siamo pienamente impegnati a garantire ad Harvard la possibilità di ospitare studenti e studiosi internazionali, provenienti da oltre 140 Paesi, che arricchiscono l’università – e questa nazione – in modo incommensurabile.“

Kiev: Paesi Ue destinino parte PIL a finanziamento forze armate ucraine

La proposta arriva dal ministro delle Finanze Marchenko.
La destinazione dei fondi inizierebbe dal 2026.

Il ministro delle Finanze ucraino Serhiy Marchenko ha proposto che i Paesi europei destinino una parte del loro PIL al finanziamento delle forze armate ucraine a partire dal 2026.

A suo dire, come riporta Ukrainska Pravda, ciò aiuterebbe l’Ucraina a coprire le sue esigenze finanziarie e rafforzerebbe le capacità di difesa dell’Europa.

In buona sostanza il concetto sarebbe “dateci i soldi, poi ci pensiamo noi a proteggervi”; ovvero, chiede all’Europa di finanziare una guerra permanente alla Russia lasciando che sia l’Ucraina stessa a gestire i fondi.