Reddito di Cittadinanza, Zaia: così non serve

Lo strumento non è una novità, ma va cambiato.
La strada è la defiscalizzazione delle assunzioni.

(Foto da internet)

Il Reddito di Cittadinanza è stato introdotto in modo errato, con tutte le conseguenze del caso.

Così, in estrema sintesi, il Governatore del Veneto Luca Zaia, in un’intervista rilasciata a Il Corriere delle Sera:

Non è una novità italiana, in altri paesi esiste. Però, abbiamo capito che così come è stato introdotto, ha consentito ad alcuni di lucrare a carico della comunità senza effetti vistosi sull’occupazione: difficile trovare lavoro guardando la tv.

Proprio recentemente l’Italia ha registrato il record negativo di Neet (Not in Education, Employement or Trainig – ovvero persone che non lavorano, non studiano e non stanno seguendo corsi di formazione) in Europa: 2 milioni di giovani (approfondimento al link).

Zaia, da parte sua, avanza un’idea come possibile soluzione a questo problema o, se non altro, uno strumento per ridurlo:

La strada era la defiscalizzazione delle assunzioni con qualche misura per evitare i turn over di opportunità.

Infine, il Governatore, in merito agli ammortizzatori sociali interviene come di seguito:

Credo che questa sia una riforma delle riforme, deve essere di buon senso e di modernità”.

Pfizer e Moderna aumentano i prezzi dei vaccini

Sale il prezzo per il mercato europeo negli ultimi accordi firmati con l’Ue.
Silenzio stampa dalle case farmaceutiche.

Sale il costo dei vaccini.

Stando a quanto riporta Reuters, che a sua volta cita il Financial Times, il nuovo prezzo per i vaccini contro il Covid-19 prodotti da Pfizer e Moderna e stipulati negli ultimi accordi con l’Ue è aumentato.

Più precisamente, il vaccino Pfizer è passato da un costo unitario di 15,50 euro agli attuali 19,50 euro con un aumento netto di 4 euro che corrisponde al 25,80%, mentre quello prodotto da Moderna è passato dai 19 euro a dose agli attuali 25,50 dollari (ovvero circa 21,50 euro).

Il prezzo del vaccino Moderna sarebbe costato 28,50 dollari a dose (all’incirca 24,00 euro) ma, grazie al volume ordinato, il prezzo unitario è stato ridotto.

Il Financial Times cita alcuni passaggi del contratto ed un funzionario a conoscenza della situazione.

Per quanto riguarda le case farmaceutiche, invece, nessun commento. Se per Moderna non è stato immediatamente possibile avere un commento, Pfizer si è barricata dietro questioni di riservatezza:

Al di là del contratto o dei contratti redatti pubblicati dalla Ce (Commissione europea), il contenuto rimane riservato e quindi non commenteremo.

Svizzera, sondaggio: l’80% non vuole entrare nell’Ue

Schiacciante presa di posizione del popolo elvetico.
La “piccola” nazione preferisce rimanere autonoma e sovrana.

Decisione netta, quella dei cittadini svizzeri che hanno partecipato al sondaggio inerente ad un eventuale ingresso della Svizzera nell’Ue.

Alla domanda, l’80% di coloro che hanno risposto ha espresso parere negativo, preferendo che la nazione rimanga allo stato attualo.

Di seguito, l’immagine del sondaggio:

Recovery: fondi a rischio per norme su dissesto

Il Recovery fund è legato al rispetto di centinaia di clausole.
I fondi per il dissesto potrebbero essere bloccati per le modifiche introdotte alla Camera.

Si fa presto a dire Recovery fund. Si fa meno presto a riceverlo.

Sono centinaia le clausole da rispettare per poterlo utilizzare e, per quanto riguarda i fondi inerenti al dissesto idrogeologico, potrebbe già esserci qualcosa che blocca l’erogazione per il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

L’imprevisto sarebbe rappresentato dalle modifiche introdotte alla Camera che chiedono un passaggio con le Regioni per individuare gli interventi da effettuare.

A dirlo è il ministro della Transizione ecologica che, stando a quanto riporta Tgcom24, teme un rallentamento della programmazione degli interventi e la conseguente perdita delle risorse a causa del subemendamento approvato nonostante il no del governo.

Addestramento Ue in Libia fermo dal 2020

Pressioni turche impediscono l’avvio dell’operazione Ue Irini.
La Turchia avvia il proprio addestramento alla guardia costiera libica.

L’operazione Ue Irini, inerente all’addestramento della guardia costiera libica da parte dell’Ue, è stata lanciata il 31 marzo 2020. Ma da allora non è mai iniziata.

Stando a quanto riporta l’Ansa, infatti, vi sono resistenze dalla parte libica che dipenderebbero da pressioni turche.

Proprio la Turchia, invece, ha iniziato il suo addestramento, tramite le proprie forze sul campo, nei confronti della guardia di costiera libica.

L’Ue sostiene di essere impegnata nel tentativo di risolvere la questione, ma la vera speranza è il tutto si sblocchi dopo le elezioni, a seguito delle quali potrebbero arrivare gli appelli per il ritiro delle forze straniere.

Ancora una volta, dunque, l’Ue si dimostra un carrozzone burocratico, macchinoso, lento, costoso ed inefficace.