Mosca: nuove basi militari in risposta ad allargamento Nato

Kiev: “siamo nella fase più sanguinosa”.
Draghi: da Putin solo risposte negative alle richieste di pace. È vero?

La guerra in Ucraina entra nel suo 86esimo giorno, con l’offensiva russa che prosegue la sua corsa. Mosca annuncia che risponderà con nuove basi militari all’allargamento dell’Alleanza Atlantica, mentre Zelensky accusa Mosca di aver trasformato la regione del Donbass in un “inferno” e rende noto che nella notte le truppe del Cremlino hanno colpito il villaggio di Desna (vicino al confine con la Bielorussia) provocando “molti morti“.

Come riporta “Tgcom24”, secondo l’intelligence ucraina, la Russia “mobilita tutti, anche i disabili”. Draghi dice che da Putin ha avuto solo “risposte negative” alle sue richieste di pace e di cessate il fuoco, ma dal Cremlino arriva qualche segnale di apertura.

Il più significativo riguarda il primo colloquio dall’inizio dell’invasione tra il suo capo di Stato maggiore, il generale Valery Gerasimov, e l’omologo americano Mark Milley. E c’è anche una disponibilità a riprendere i negoziati con Kiev.

Al contrario, però, va segnalato che Russia ed Ucraina si sono già sedute al tavole delle trattative più di una volta (sia in Bielorussia che in Turchia) e proprio quando si pareva essere vicini ad un accordo che portasse al cessate il fuoco, è intervenuta la Nato imponendo all’Ucraina di non firmare i concordati di pace e di proseguire nel conflitto, inviando ulteriori aiuti economici e militari.

Duma propone denazificazione della Polonia

Morozov: spinti dalle parole delle autorità polacche.
Offese alla Russia e finanziamenti all’Ucraina le cause.

Le dichiarazioni della leadership polacca che hanno definito la Russia come un “tumore canceroso” e le ripetute decisioni di inviare indennizzi all’Ucraina sia economici che sotto forma di armi, spingono la Federazione Russa a “metterla in linea per la denazificazione“.

È quanto affermato da Oleg Morozov, presidente del Comitato per il controllo della Duma di Stato.

La notizia è stata riportata da Ria Novosti, citando come fonte il canale Telegram di Morozov; più nel dettaglio, le sue parole sarebbero state le seguenti:

Con le sue dichiarazioni sulla Russia come “tumore canceroso” e sull'”indennità” che dobbiamo pagare all’Ucraina, la Polonia ci incoraggia a metterla al primo posto nella coda per la denazificazione dopo l’Ucraina“.

In precedenza, il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki aveva dichiarato in una colonna del Telegraph di considerare il mondo russo “un cancro che rappresenta una minaccia mortale per l’intera Europa” e che, a suo avviso, deve essere “sradicato“.

Inoltre, il presidente polacco Andrzej Duda ha affermato che la Russia sarà costretta a pagare un’indennità all’Ucraina.

Che sia stato varcato un punto di non ritorno e che ci sia da aspettarsi il peggio?

Ucraina: porti chiusi bloccano 10% commercio mondiale grano

La strategia russa di bloccare mette in crisi le economie mondiali.
Problemi principalmente per grano e mais.

La Russia blocca i porti ucraini e mette in difficoltà le economie a livello internazionale.

La strategia di Putin sta avendo pesanti conseguenze sugli approvvigionamenti in particolar modo di frumento e mais, facendo mancare percentuali superiori al 10% dei fabbisogni mondiali.

L’Ucraina, infatti, esporta nel mondo il 10% del frumento tenero destinato alla panificazione per un totale di oltre 18 milioni di tonnellate ed oltre al 15% del mais per oltre 27 milioni di tonnellate.

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti, ripresa da “Tgcom24”, sugli effetti del blocco russo dei porti del Paese ucraino.

Grano, mais ed altri prodotti sono bloccati nei magazzini, con un impatto devastante sugli approvvigionamenti di numerosi Paesi in via di sviluppo ma anche su quelli ricchi.

La felpa di Zelensky venduta a 90mila sterline

L’invito di Josnhon durante l’asta: “Spendete alla grande”.
Il suo partito però tracrolla alle amministrative.

La famosa felpa di pile color kaki del presidente Volodymyr Zelensky è stata venduta per 90mila sterline (circa 105.000 euro) in un’asta da Christie’s di raccolta fondi per l’Ucraina a Londra.

Lo scrivono i media internazionali, ripresi da “Ansa”, riportando le parole del premier britannico Boris Johnson che durante l’asta ha invitato i presenti a “spendere alla grande“.

Non solo. Johnson, che alle amministrative ha subìto un vero e proprio tracollo perdendo complessivamente quasi 400 seggi comprese roccaforti storiche come Londra (controllata dal 1964) e Wandsworth a favore dei laburisti, ha anche definito il presidente ucraino “uno dei leader più incredibili dei tempi moderni“.

Tra i lotti presentati all’asta anche la brocca a forma di gallo regalata a Johnson durante la passeggiata dei giorni scorsi con Zelensky nella capitale ucraina.

La Russia ritira le truppe da Kiev

Usa: Mosca riequipaggia esercito per ridistribuzione.
Movimenti inerenti alle ultime 24 ore.

Secondo gli Stati Uniti, la Russia ha completato il ritiro dai dintorni di Kiev e starebbe riequipaggiando e rifornendo i militari per ridistribuire le forze in Ucraina.

Lo riporta “Reuters” citando un funzionario statunitense alla Difesa che ha parlato in condizione di anonimato:

Stiamo rilevando che tutti i russi sono andati via – la valutazione riguarda solamente le ultime 24 ore“.