Le 10 città più stressanti al mondo

6 su 10 si trovano negli Usa.
Milano tra le peggiori in Europa per criminalità e costi di vita.

Secondo una ricerca condotta da Dipndive, società esperta in immersioni e snorkeling, le città più stressanti del mondo sono state identificate attraverso l’analisi di svariate metriche, tra cui il numero di turisti, l’inquinamento acustico, la qualità dell’aria, i costi dei trasporti e i tassi di criminalità. Ogni città è stata valutata su una scala da 0 a 100, e quelle con punteggi più alti risultano essere le più opprimenti.

Las Vegas domina la lista delle metropoli con più stress ma c’è anche Milano tra le peggiori in Europa per criminalità e costi di vita.

Ecco la classifica delle 10 città più stressanti, come riporta A Tutto Net:

10 – Parigi
9 – Portland
8 – Milano
7 – San Diego
6 – Zurigo
5 – Los Angeles
4 – Londra
3 – New York City
2 – San Francisco
1 – Las Vegas

Infermiere positivo al Covid19 dopo il vaccino

Un 45enne infermiere americano è risultato positivo al coronavirus 8 giorni dopo aver fatto il vaccino.
Gli esperti: “Non è un evento inaspettato”.

Matthew W., infermiere americano di 45 anni, è risultato positivo al Covid 19 8 giorni dopo la somministrazione del vaccino.

La notizia arriva dopo i casi di un’altra infermiera spagnola risultata positiva dopo aver fatto il vaccino e quello di Khalila Mitchell, che dichiara di aver avuto una paralisi al volto dopo che le era appunto stato somministrato il vaccino.

Ovviamente, anche in questo caso, non mancano le accuse di “bufala”, ma vediamo più nel dettaglio l’accaduto.

L’infermiere della California si è sottoposto al vaccino il 18 dicembre ed il primo effetto collaterale era inerente ad un dolore al braccio. Proprio su questo, lo stesso Matthew scherzava su Instagram dicendo “Ho il mio vaccino Covid! Riferirò se comincio a far crescere un terzo braccio”.

Ecco però che, sei giorni dopo, l’infermiere termina il turno nell’unità Covid di uno dei diversi ospedali di San Diego in cui lavora e comincia a sentirsi male.

I sintomi, dopo il dolore al braccio, sono stati: dolori muscolari, affaticamento e brividi. Così l’infermiere ha deciso di sottoporsi al tampone, al quale è risultato positivo.

È così che Matthew, stando a quanto riporta “Il Messaggero.it”, scopre che l’immunità da Covid19 arriva 7 giorni dopo aver ricevuto la seconda dose, la quale, a sua volta, viene somministrata tre settimane dopo la prima.

L’immunità, dunque, non vi è fino a circa un mese dopo la somministrazione della prima dose.

Questo pare non aver sorpreso gli esperti; il dottor Christian Ramers, specialista in malattie infettive del Family Health Centers di San Diego, infatti ha affermato quanto di seguito in tv:

Non è affatto inaspettato. Se analizzi i numeri, questo è esattamente quello che ci aspettiamo.

Nel frattempo, però, rimane da chiedersi se il vaccino possa funzionare anche per la variante inglese recentemente scoperta e per altre eventuali mutazioni del virus.