Russia: Usa dovrebbero fermare i raid nello Yemen

Lavrov: “Più Usa e Gran Bretagna bombardano, meno gli Houthi desiderano dialogare”.

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha dichiarato che Usa e Gran Bretagna dovrebbero fermare i raid nello Yemen.

Più precisamente, come riporta Ansa citando la Tass, le parole del capo della diplomazia di Mosca nel corso della sua conferenza stampa annuale sono state le seguenti:

La cosa più importante adesso è fermare l’aggressione contro lo Yemen perché più americani e britannici bombardano e meno gli Houthi desiderano dialogare“.

Lavrov: Israele non può fare ciò che vuole causa Olocausto

Le parole del ministro degli Esteri in merito a quanto sta succedendo a Gaza.

Gli israelianinon possono pensare che a causa di quello che hanno subito nella Seconda guerra mondiale ora possono fare tutto quello che vogliono“.

Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in una conferenza stampa a Mosca parlando dei bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza.

Come riporta Ansa, Lavrov ha poi aggiunto quanto di seguito:

Anche il popolo russo ha sofferto enormemente durante il secondo conflitto mondiale”.

Ucraina: non abbiamo piano B. Necessari aiuti Usa ed Ue

Lo ammette Kuleba, ministro degli Esteri ucraino.
Donazioni all’Ucraina sono a “tutela del popolo americano e difesa della Nato”.

L’Ucraina crede nel suo ‘piano A‘ per quanto riguarda il sostegno militare occidentale e non ha un ‘piano B‘ nel caso in cui questo venisse a mancare: lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in un’intervista alla Cnn.

Alla domanda su quale sia il ‘piano B‘ di Kiev per compensare la mancanza di armi che non può ottenere dai Paesi occidentali, Kuleba ha risposto: “Non abbiamo un ‘piano B’. Confidiamo nel ‘piano A'”.

Stando a quanto riporta Ansa, il ministro ha poi aggiunto quanto di seguito:

L’Ucraina lotterà sempre con le risorse a sua disposizione. E come ha giustamente detto il Segretario generale (della Nato, ndr), ciò che viene dato all’Ucraina non è carità. È un investimento nella difesa della Nato, così come nella tutela della prosperità del popolo americano“.

Il ministro ha poi spiegato che in caso di “vittoria teorica” di Mosca, “altri leader nel mondo saranno tentati di seguire le orme della Russia“, e ciò comporterà un “prezzo molto più alto” per gli Stati Uniti.

Coloro che, nei loro calcoli di politica estera, credono che Putin non oserà attaccare un Paese della Nato se vede che può avere successo in Ucraina, commettono un grave errore e dovrebbero cambiare lavoro“, ha concluso.

Usa-Nato: sospeso trattato del 1990. Ora nessun limite alle forze schierate

Via libera alla schieramento libero di truppe vicino alla Russia.
La sospensione scatterà dal 7 dicembre.

Gli Usa e i loro alleati della Nato hanno notificato che sospenderanno formalmente la loro partecipazione a un trattato del 1990 che limita le forze convenzionali in Europa, segnando la fine di un altro storico accordo sul controllo degli armamenti.

Lo scrive il Wall Street Journal, poi ripreso da Ansa, aggiungendo che la mossa dell’Alleanza fa seguito al ritiro formale della Russia dallo stesso accordo ed alle lamentele occidentali di lunga data secondo cui Mosca non stava onorando i termini del trattato.

La sospensione scatterà il 7 dicembre per gli Stati Uniti; più precisamente, l’organo di governo della Nato, il Consiglio Nord Atlantico, ha affermato in una nota quanto di seguito:

Il ritiro della Russia è l’ultima di una serie di azioni che mina sistematicamente la sicurezza euro-atlantica“.

La sospensione della partecipazione al trattato, che ha continuato ad essere rispettato anche dopo lo scioglimento del Patto di Varsavia e dell’Unione Sovietica, darà agli Stati Uniti maggiore flessibilità nello schierare forze sui fianchi settentrionale e meridionale della Nato, comprese la Romania e la Bulgaria, vicino all’Ucraina.

Consentirà, inoltre, agli alleati occidentali dell’Ucraina di evitare di condividere informazioni sullo schieramento delle loro forze con le nazioni vicine alla Russia.

Ucraina verso il bando alla chiesa ortodossa russa

Il parlamento approva in prima lettura il disegno di legge.
Porrebbe il divieto delle attività della Chiesa ortodossa del Patriarcato di Mosca.

La Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, ha approvato in prima lettura il disegno di legge che vieta le attività delle organizzazioni religiose legate alla Russia in Ucraina.

Lo riporta Ukrainska Pravda citando alcuni post su Telegram di deputati ucraini, poi citati da Ansa.

Secondo quanto riferito, 267 parlamentari hanno votato a favore del progetto normativo che se approvato definitivamente potrebbe portare al divieto delle attività della Chiesa ortodossa del Patriarcato di Mosca nel Paese.