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Quando Mattarella chiedeva l’intervento di Putin in Ucraina
Nel 2017 il PdR invitava la Russia ad intervenire per il cessate il fuoco.
Si appellava agli accordi di Minsk che oggi dimentica.
Da bianco a nero nel giro di poco tempo.
Questo è il passaggio della posizione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che oggi condanna fermamente Putin di aver invaso l’Ucraina, ma nel 2017 lo invitava ad intervenire (insieme agli altri attori politici) per un cessate il fuoco in Ucraina, dove il governo ucraino bombardava ripetutamente i territori del Donbas.
Nel farlo, Mattarella parla espressamente degli accordi di Minsk (approfondimento al link), gli stessi che sono stati violati per diversi anni da parte dell’Ucraina e che hanno portato la Russia ad accogliere la richiesta ufficiale di aiuto partita dal Donbas, decidendo di intervenire.
Il video è facilmente reperibile in rete e condiviso da diverse fonti (qui una sintesi focalizzata – un minuto di video che potete trovare anche in fondo all’articolo).
Oggi, invece, sembrano tutti essersi scordati dei due protocolli firmati (appunto gli accordi di Minsk I e Minsk II) anche in presenza dell’OSCE, indicando Putin come unico colpevole.
Stellantis: sempre meno made in Italy
Il baricentro della produzione è ormai in Polonia.
Elettrico in Spagna. Investimenti in Algeria e Turchia.
C’è sempre meno made in Italy nei piani di Stellantis.
Come riporta Il Sole 24 Ore, il numero di vetture prodotte nel Bel Paese dal megagruppo franco-italo-americano è, purtroppo, in costante calo.
Tychy, in Polonia, sarà la sede dove prenderà vita la Fiat 600, ovvero l’auto che Fiat non può permettersi di sbagliare.
E lo stesso vale per il prossimo suv compatto firmato Alfa Romeo, che verrà appunto prodotto in Polonia, Paese ormai diventato il nuovo baricentro produttivo e nel quale sta andando in scena anche la produzione della nuova Jeep Jeepster elettrica, anche nota come JJ o 516 per il nome del progetto interno.
Come visto poco tempo fa, Stellantis ha investito 200 milioni in Algeria (approfondimento al link) mentre la Fiat Tipo, una di quelle che insieme all’Alfa Romeo Giulia di rappresentanza (approfondimento al link) il Governo Meloni ha scelto nella svolta del parco macchine delle auto blu (approfondimento al link) cercando di usare solo marchi Made in Italy, sarà prodotta in Turchia.
Nel 2024, invece, sarà lanciata la nuova generazione elettrificata nella fabbrica ex Opel di Saragozza, in Spagna.
Sempre in merito al futuro dell’elettrico, a Melfi saranno costruite le medie di domani dei marchi Opel, Ds e Lancia: tutti però considerati modelli di nicchia, non quindi produzioni in grande scala.
A restare in Italia saranno inoltre la Fiat 500 elettrica, prodotta a Mirafiori, l’Alfa Romeo Tonale e la gemella Dodge Hornet, entrambe prodotte a Pomigliano.
Resta poi la produzione di vetture datate come la Jeep Renegade, superata dalla Jeep Avenger che verrà prodotta sempre a Tychy, in Polonia.
La Vignetta di Alfio Krancic
Fincantieri: Marina Usa ordina quarta fregata. Contratto da mezzo miliardo
Contratto assegnato alla controllata americana.
Progetto ritenuto il migliore al mondo.
Il Dipartimento della Difesa statunitense ha assegnato alla controllata americana di Fincantieri, Marinette Marine (FMM), il contratto per la costruzione della quarta fregata della classe “Constellation”, che ha un valore di circa 526 milioni di dollari, destinata alla US Navy.
Come riporta Il Sole 24 Ore, asd annunciarlo è lo stesso gruppo.
Il contratto per la prima fregata e l’opzione per 9 ulteriori navi, siglato nel 2020, ha un valore complessivo di circa 5,5 miliardi di dollari e comprende il supporto postvendita e l’addestramento degli equipaggi.
In questa gara Fincantieri è riuscita a imporsi sui competitor statunitensi grazie a un progetto giudicato come il più avanzato e innovativo.
La proposta del Gruppo, infatti, è basata sulla piattaforma delle fregate FREMM, ritenuta la migliore al mondo sotto il profilo tecnologico, su cui si fonda un programma di dieci unità per la Marina Militare Italiana.
La costruzione della prima fregata è iniziata alla fine di agosto dello scorso anno a Marinette, Wisconsin, e FMM consegnerà la nave, la futura USS Constellation, nel 2026.
Sul tema è intervenuto l’Amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero:
“Il nostro impegno è di supportare la più grande Marina al mondo con una nave che rappresenti il massimo grado possibile di innovazione. Guardiamo in particolar modo al profilo digitale delle unità, in termini di cybersecurity e data analytics, due fronti fondamentali per la competizione industriale del futuro“.