Svezia: tablet dannosi a scuola, si torna a carta e penna

Lo studio: tecnologia compromette apprendimento e memoria.
Ecco la classifica (in sintesi) dell’apprendimento nei Paesi.

La Svezia ha deciso di accogliere gli studenti a scuola in questo nuovo anno accademico con un’importante rivoluzione, che ha il sapore del ritorno al passato.

Le nuove regole per la scuola in Svezia sono state decise, a ridosso dell’inizio dell’anno accademico, dalla nuova ministra per l’Istruzione, Carlotta Edholm, e prevedono di ridurre tutti quegli strumenti tecnologici come tablet per gli studenti, computer per i docente e lavagne interattive a favore di un ritorno ai classici e tradizionali carta, penna e libro di testo.

La decisione di rendere meno tecnologica la scuola in Svezia è stata motivata da un generale calo dell’apprendimento e della capacità di leggere e ricordare informazioni, in una tendenza più o meno simile che si registra in tutto il mondo.

I bambini svedesi, infatti, secondo un ricerca chiamata Progress in International Reading Literacy Study, che analizza proprio l’abilità di lettura, hanno ottenuto un punteggio di 544, in calo rispetto ai dati precedenti dello studio, risalenti al 2016, che certificarono 555 punti.

A rigor di paragone, l’Italia ha ottenuto 537 punti, ben distanti dalla prima classificata, ovvero Singapore con 587 punti, ma comune meglio di Francia, Germania, Austria e Portogallo.

Così, per cercare di recuperare quelle abilità che i bambini in Svezia stanno perdendo, la scuola tornerà (ed è tornata) cartacea.

Orban: “Il patto sui migranti è fallito”

Il premier ungherese attacca l’Ue.
Confini sotto assedio con scontri a fuoco di notte.

Un fallimento totale.

Questo è il patto sui megranti messo in piedi dall’Unione europea secondo il premier ungherese Viktor Orban che, più precisamente, citato su X dal direttore politico e braccio destro, Balasz Orban, in un intervento all’Assemblea magiara e poi ripreso da Ansa, ha dichiarato quanto di seguito:

Il Patto sulla migrazione di Bruxelles è fallito. Al confine meridionale dell’Ungheria, la violenza è in aumento poiché i migranti illegali sparano di notte con armi automatiche. Finora l’Ungheria ha impedito 128.000 attraversamenti illegali delle frontiere, con 168 attacchi gravi contro le pattuglie di frontiera“.

Francia, Austria e Polonia hanno già espresso il loro secco “No” alle quote di ripartizione (approfondimento al link), seguite immediatamente anche dalla Germania (approfondimento al link).

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Durante la Prima Guerra Mondiale
i tedeschi lottarono per il territorio,
gli inglesi lottarono per il controllo dei mari,
i francesi lottarono per patriottismo
e gli americano lottarono per i souvenir
“.
(Byron Edgar Farewell)

Migranti, Germania: non prenderemo profughi

Dopo il no di Francia, Austria e Polonia arriva il muro tedesco.
Berlino: Italia rispetto “Dublino III” firmato da governo Letta e Ministro degli Esteri Bonino.

Dopo quelli di Francia, Austria e Polonia (approfondimento al link), arriva anche il “no” della Germania in merito alla ripartizione dei migranti.

Come riporta RaiNews, Nancy Faeser, ministra dell’Interno del governo di Berlino, nella trasmissione Maybrit illner dell’emittente tedesca Zdf ha dichiarato, infatti, quanto di seguito:

L’Italia non rispetta le regole di riammissione di Dublino. E finché l’Italia non lo farà, non accoglieremo più profughi. Nell’Unione europea è stato concordato un meccanismo di solidarietà. Roma ora deve tornare ai patti e adempiere ai suoi obblighi”.

Il Regolamento di Dublino risale al 2013, è stato recentemente definito “preistoria” da Mattarella e stabilisce che le richieste di asilo devono essere trattate dal paese dell’UE di primo ingresso, salvo diversa decisione, e che questo paese deve riammettere i richiedenti asilo trovati a presentare domanda altrove.

Successivamente, nel 2022, è stato concordato a livello europeo un meccanismo volontario di solidarietà per la ridistribuzione dei richiedenti asilo a sostegno dei Paesi in prima linea come l’Italia che accolgono la stragrande maggioranza degli arrivi, soprattutto via mare. In quanto volontario, però, non impone obblighi per nessuno.

Il Regolamento, anche noto come “Dublino III”, fu firmato dal governo di Enrico Letta con Ministro degli Esteri Emma Bonino e Ministro dell’Intenro Angelino Alfano; Berlino, ora, dice all’Italia di rispettare quanto richiesto e sottoscritto proprio dall’allora govenro italiano.