Trump: potrei dover scegliere tra Groenlandia e Nato

Il presidente americano: Cina e Russia non hanno paura della Nato senza gli Usa. L’Europa deve adattarsi.

Il presidente americano, Donald Trump, potrebbe trovarsi a dover scegliere tra la Groenlandia e preservare la Nato.

Lo ha dichiarato lo stesso Trump al New York Times, come si legge nella trascrizione dell’intervista rilasciata nei giorni scorsi e pubblicata integralmente sul sito del giornale, poi ripresa da Adnkronos.

Trump continua a rivendicare la Groenlandia per questioni di interesse nazionale dinanzi alle “minacce” di Russia e Cina (approfondimento al link).

Beh, non vorrei dirvelo, ma potrei dover fare una scelta”, ha detto Trump rispondendo a una domanda.

Dovete capire. La Russia non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi. La Cina non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi”, ha poi affermato il tycoon.

L’Europa sta diventando un posto molto diverso e devono davvero adattarsi. Voglio che si adattino”, ha aggiunto ancora il presidente americano.

Trump: abbiamo bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale

Il presidente americano: non ci serve per i minerali, abbiamo più petrolio di qualsiasi altro Paese.
Ecco le sue ragioni.

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che gli Usa hanno bisogno della Groenlandia per “motivi di sicurezza nazionale“.

Trump, come riporta Giubbe Rosse, ha poi aggiunto quanto di seguito:

Non ci serve per i minerali, abbiamo più petrolio di qualsiasi altro Paese. Ne abbiamo bisogno per motivi di sicurezza nazionale: se guardate la Groenlandia, vedrete che è piena di navi russe e cinesi“.

Trump ritira gli Usa da 66 organizzazioni internazionali

La Casa Bianca annuncia un memorandum del Presidente.
Di queste, 31 organizzazioni sono legate all’Onu e 35 no.

La Casa Bianca ha annunciato un memorandum di Trump che sancisce il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali.

Di queste, 31 sono legate all’Onu e 35 non legate all’Onu, ma la scheda informativa non specifica i nomi, come riportato da Giubbe Rosse.

Sulla base delle azioni passate, potrebbe includere OMS, UNESCO, il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e l’Accordo di Parigi.

Probabilmente l’elenco completo arriverà nelle prossime ore.

Gli Usa vogliono la Groenlandia? La Francia raduna gli alleati

La Casa Bianca discute le opzioni per l’acquisizione della Groenlandia.
Francia: lavoriamo ad un piano con gli alleati (ma non è chiaro quali dato che non possono essere Nato) in caso di manovra Usa.

La Francia sta lavorando con gli alleati a un piano su come rispondere nel caso in cui gli Stati Uniti dovessero effettivamente tentare di conquistare la Groenlandia come minacciato.

Lo ha detto il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot, spiegando che il piano sarà discusso durante l’incontro con i ministri degli Esteri di Germania e Polonia che si terrà in giornata.

La Casa Bianca ha detto ieri che il presidente Donald Trump sta discutendo le opzioni per l’acquisizione della Groenlandia, compreso il potenziale uso dell’esercito statunitense, in un rilancio della sua ambizione di controllare l’isola strategica nonostante le obiezioni europee.

La notizia è riportata da Reuters, anche se resta poco chiaro cosa succederebbe internamente alla Nato.

Usa: nuova strategia Trump prevede allontanamento di alcuni Stati dall’Ue

Italia, Austria, Ungheria e Polonia i Paesi su cui puntare: devono essere favorevoli alla sovranità nazionale e alla difesa dei modi di vita europei, a condizione che rimangano filoamericani.

Nella versione estesa della nuova Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti studiata dall’amministrazione Trump – non pubblicata dalla Casa Bianca ma visionata dalla rivista Defense One e poi ripresa da Adnkronos, citato dal Corriere Toscano – l’Italia, insieme ad Austria, Polonia ed Ungheria, viene indicata tra i Paesi con cui Washington dovrebbe “collaborare maggiormente” con l’obiettivo di “allontanarlidall’Unione Europea.

Al fine di “rendere l’Europa di nuovo grande”, il documento suggerisce inoltre che gli Stati Uniti dovrebbero sostenere “partiti, movimenti e figure culturalifavorevoli alla sovranità nazionale e alla difesa dei “modi di vita europei tradizionali”, a condizione che rimangano filoamericani.