Australia: parlamento invaso da studi inventati dall’IA

Studi, ricerche e lavori mai condotte ed attribuite a persone reali.
Downie: i documenti sono arrivati anche in parlamento e vi è il rischio di decidere su prove mai esistite.

Studi accademici mai pubblicati, ricerche che nessuno ha mai condotto e perfino lavori inesistenti attribuiti a studiosi in carne e ossa. L’intelligenza artificiale generativa sta creando un problema inatteso per il Parlamento australiano, dove il sistema di consultazione pubblica rischia di trasformarsi in una porta d’ingresso per informazioni apparentemente autorevoli ma completamente inventate.

Il meccanismo nasce con uno scopo preciso: permettere a cittadini, associazioni ed esperti di presentare osservazioni e documenti alle commissioni parlamentari, offrendo ai deputati una base più ampia di informazioni su cui valutare leggi e politiche pubbliche. Ma un’inchiesta di Guardian Australia ha scoperto che tra questi contributi stanno aumentando quelli realizzati con l’IA e corredati da fonti che, a un controllo più attento, semplicemente non esistono.

In alcuni documenti esaminati, la maggior parte dei riferimenti bibliografici sarebbe costituita da allucinazioni” dell’intelligenza artificiale: titoli, studi e pubblicazioni costruiti dai modelli linguistici in modo abbastanza credibile da sembrare autentici. Ed alcuni di questi materiali, come riporta Agi, sono arrivati fino ai rapporti delle commissioni parlamentari. Il rischio, avverte Christian Downie, professore alla School of Regulation and Global Governance dell’Australian National University, è che il problema finisca per superare il semplice pasticcio bibliografico: i parlamentari potrebbero trovarsi a prendere decisioni sulla base di prove che, in realtà, non sono mai esistite.