Australia: parlamento invaso da studi inventati dall’IA

Studi, ricerche e lavori mai condotte ed attribuite a persone reali.
Downie: i documenti sono arrivati anche in parlamento e vi è il rischio di decidere su prove mai esistite.

Studi accademici mai pubblicati, ricerche che nessuno ha mai condotto e perfino lavori inesistenti attribuiti a studiosi in carne e ossa. L’intelligenza artificiale generativa sta creando un problema inatteso per il Parlamento australiano, dove il sistema di consultazione pubblica rischia di trasformarsi in una porta d’ingresso per informazioni apparentemente autorevoli ma completamente inventate.

Il meccanismo nasce con uno scopo preciso: permettere a cittadini, associazioni ed esperti di presentare osservazioni e documenti alle commissioni parlamentari, offrendo ai deputati una base più ampia di informazioni su cui valutare leggi e politiche pubbliche. Ma un’inchiesta di Guardian Australia ha scoperto che tra questi contributi stanno aumentando quelli realizzati con l’IA e corredati da fonti che, a un controllo più attento, semplicemente non esistono.

In alcuni documenti esaminati, la maggior parte dei riferimenti bibliografici sarebbe costituita da allucinazioni” dell’intelligenza artificiale: titoli, studi e pubblicazioni costruiti dai modelli linguistici in modo abbastanza credibile da sembrare autentici. Ed alcuni di questi materiali, come riporta Agi, sono arrivati fino ai rapporti delle commissioni parlamentari. Il rischio, avverte Christian Downie, professore alla School of Regulation and Global Governance dell’Australian National University, è che il problema finisca per superare il semplice pasticcio bibliografico: i parlamentari potrebbero trovarsi a prendere decisioni sulla base di prove che, in realtà, non sono mai esistite.

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Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove, dopo aver agio come Lead Finance Controlling, ricopre il ruolo di Project Manager per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici. Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".

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