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Corea del Nord: 100.000 volontari per combattere in Ucraina

Il New York Post cita la stampa russa.
Pyongyang combatterebbe al fianco della Russia.

Oltre 100.00 volontari della Corea del Nord pronti a combattere in Ucraina al fianco delle forze russe.

In quella che è una flash news, il “The Daily Digest” riporta la notizia del “New York Post” secondo cui i media statali russi avrebbero rivelato che la Corea del Nord si è offerta di inviare oltre 100.000 volontari per combattere contro le forze ucraine.

Cambia il codice della strada: nuove regole per gli autovelox

Previste entro la fine di agosto dopo 12 anni di attesa.
L’attuale utilizzo è più finalizzato a fare cassa che a perseguire la sicurezza stradale.

Cambiano le regole della strada e, con loro, quelle inerenti agli autovelox.

Un’attesa durata 12 anni che ora potrebbe terminare.

Come riporta “Il Giornale”, infatti, le nuove regole per l’utilizzo degli autovelox dovrebbero arrivare entro la fine di agosto: il governo si è impegnato a depositare il provvedimento entro questa data.

Con il decreto si dovrebbe mettere fine alla pratica degli autovelox selvaggi e alla pratica di alcuni enti locali di utilizzare i dispositivi di rilevazione della velocità sulle strade per fare cassa.

Il governo, come annunciato dal presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla Tutela dei consumatori Simone Baldelli, ha accolto un ordine del governo al dl Trasporti: l’esecutivo si impegna a inviare entro fine agosto il provvedimento alla Conferenza Stato-città-autonomie locali.

L’obiettivo di questo decreto sarà quello di mettere fine alle abitudini dei comuni che usano gli autovelox più per far cassa che per perseguire la sicurezza sulle strade.

Il governo è al lavoro sulla bozza da mesi, ma non è mai stata depositata; il decreto è atteso dal lontano 2010.

Con le nuove regole, che potrebbero entrare in vigore prima dell’autunno, non sarà più possibile per gli enti locali utilizzare gli autovelox per fare cassa, per esempio nascondendo i dispositivi per comminare multe facili.

L’unico obiettivo dei dispositivi per la rilevazione della velocità sarà quello di garantire la sicurezza sulle strade.

I 25 Paesi più a rischio default

La classifica di Bloomberg per il 2022.
Punteggio basato su quattro metriche.

Il debito sovrano è uno dei problemi attualmente principali.

In particolar modo, il rischio riguarda gli Stati che non hanno sovranità monetaria e/o hanno contratto debiti agganciando la propria valuta a quella estera (come l’Argentina con il dollaro americano).

Di recente è stata la piccola nazione asiatica dello Sri Lanka ad essere entrata ufficialmente in default per non aver pagato i 78 milioni di dollari di interessi dovuti, innescando una crisi senza precedenti.

Con i dati di Bloomberg, è stata elaborata la classifica dei 25 Paesi con il più alto rischio di mancato pagamento. Nei primi posto ci sono El Salvador, il Ghana e la Tunisia.

Il punteggio di vulnerabilità del debito sovrano è una misura composita del rischio di insolvenza di un Paese.

Si basa su quattro metriche: andamento dei titoli di Stato, spread di credito a cinque anni (swap spread), interessi passivi in percentuale del Pil e debito pubblico in percentuale del Pil.

Di seguito la classifica dei 25 Paesi più a rischio default per il 2022:

Russia sospende flusso greggio per problemi nei pagamenti

L’oleodotto in questione è il Druzhba.
Problema confermato da Transneft.

La Russia ha sospeso le esportazioni di petrolio attraverso la tratta meridionale dell’oleodotto Druzhba a partire dall’inizio di agosto, a causa di problemi legati alle tariffe di transito.

Lo hanno riportato due fonti a conoscenza delle operazioni, citate da “Reuters”.

Secondo le fonti, il pagamento da parte di Transneft, gestore che detiene il monopolio russo degli oleodotti, all’operatore ucraino Ukrtransnafta non è andato a buon fine.

Secondo l’agenzia di stampa “Ria Novosti“, Transneft ha confermato la sospensione dei flussi di petrolio dalla Russia attraverso il tratto meridionale dell’oleodotto Druzhba.

Russia: gas in esubero

Bloccata la consegna di una turbina: Russia e Germania si scambiano accuse.
Dagli Usa ancora 1 miliardo di dollari in armi per l’Ucraina.

Mentre per molti Paesi europei si preannuncia un inverno a corto di gas, la Russia ne ha in esubero.

Stando infatti a quanto riporta “Il Giornale”, che a sua volta cita il quotidiano spagnolo “El Mundo” e la televisione finlandese “Yle”, “la Russia sta bruciando il gas in eccesso che non esporta nei paesi europei”.

Più precisamente, le immagini satellitari del sistema di monitoraggio degli incendi della NASA mostrano le fiamme nella stazione di compressione di Portovaya, di proprietà di Gazprom, dove avvengono incendi non dichiarati vicino alla stazione da metà giugno, ovvero dal momento in cui sono state limitate le consegne del Nord Stream 1.

Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha accusato la Russia di essere responsabile del blocco della consegna di una turbina per il gasdotto Nord Stream 1 che fornisce il gas all’Europa.

La turbina è attualmente in Germania e la Russia aveva già dichiarato tempo fa che la mancata riparazione della stessa era dovuta alla sanzioni (approfondimento al link).

Intanto il Pentagono ha annunciato un nuovo pacchetto di armi all’Ucraina da 1 miliardo di dollari, comprendente altri sistemi lanciarazzi Himars, che hanno aiutato le forze di Kiev ad attaccare le truppe russe molto oltre la linea di confine, missili terra-aria per la difesa contro aerei e razzi russi, armi anticarro Javelin e munizioni.

Dal suo profilo Twitter, il presidente americano Joe Biden ha dichiarato quanto di seguito:

“Oggi, gli Stati Uniti hanno autorizzato il loro più grande pacchetto di assistenza alla sicurezza fino ad oggi per l’Ucraina. Questo pacchetto aggiunge ulteriori munizioni, armi e attrezzature all’Ucraina per aiutare a soddisfare le sue esigenze di sicurezza cruciali mentre difende il Paese”.