La Cina stampa 156 miliardi di euro. Alla faccia degli espertoni di casa nostra

La Cina emetterà 156 miliardi di euro per far fronte al calo economico dovuto al coronavirus.
Ecco come si comporta chi ha sovranità monetaria.

156 miliardi di euro (1.200 miliardi di yuann, moneta cinese) di liquidità.

È quanto la banca centrale cinese inietterà nei mercati finanziari al fine di tamponare l’emorragia economica provocata dal coronavirus.

Nella nota diffusa ieri, l’istituto ha spiegato che l’intervento ha l’obiettivo di mantenere “una liquidità ragionevole ed abbondante” del sistema bancario e di garantire la stabilità del mercato dei cambi.

L’operazione è assolutamente fattibile, legale e lecita: serve a tutelare il bene dell’economia e del popolo cinese.

Sarà curioso vedere come gli espertoni di casa nostra (Ue ed Italia) giustificheranno questa mossa (che non assolutamente la prima nella storia della Cina né di altri Stati); andranno a chiedere ai cinesi “ma le coperture?”, piuttosto che “pensate che la soluzione sia stampare moneta? Non si può!” o ancora “attenti perché vivete sopra le vostre possibilità”?

Nel frattempo, noi, ci auto-imponiamo austerity, pareggi di bilancio e deficit che non devono superare il 3%, regola tra l’altro totalmente priva di fondamenta scientifiche, come dichiarato dallo steso autore.

Purtroppo, nell’Ue la sindrome di Stoccolma è dilagante. Ad eccezione del Regno Unito fresco di Brexit, si intende.

Un episodio che richiama alla mente la frase di Ben Bernanke, ex Presidente della Fed:

è meglio buttare soldi da un elicottero ed inondare l’America di liquidità, che farle attraversare una recessione come quella europea“.

La Germania premia Draghi: ha fatto gli interessi tedeschi

Draghi ha fatto gli interessi tedeschi? La Germania gli conferisce l’onorificenza della Croce al Merito.
Deutsche Bank: “in linea con gli interessi tedeschi”.

Arriva il riconoscimento ufficiale per il lavoro svolto; la Germania darà l’onorificenza della Croce al Merito a Mario Draghi.

Il presidente della Repubblica tedesca, Frank-Walter Steinmeier, premierà l’ex Presidente della Bce presso il castello di Bellevue, a Berlino.

Draghi, oltre che Presidente della Bce, è stato Governatore della Banca d’Italia, membro del Consiglio Direttivo e del Consiglio Generale della Bce nonché membro del Consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali; ha ricoperto l’incarico di Presidente del Financial Stability Board, è stato Direttore esecutivo per l’Italia della Banca Mondiale e nella banca Asiatica di Sviluppo. Inoltre è membro del Gruppo dei Trenta.

È un riconoscimento altamente importante per la Germania, che concede solamente a personaggi che abbiano fatto qualcosa di importante per il bene della comunità (intesa come comunità nazionale, nota da ricordare) e che lo ha attribuito a Mario Draghi per la gestione della politica monetaria durante i difficili anni di euro-crisi.

La proposta è stata del Ministro degli Esteri, il socialdemocratico Heiko Maas, ma ha trovato ampio consenso anche nel ceo di Deutsche Bank, Christian Sewing, che ha dichiarato:

Le misure intraprese nella crisi dell’euro erano giuste ed hanno probabilmente salvato la moneta unica. Il che è esattamente in linea con gli interessi dei tedeschi, dal momento che la locomotiva d’Europa basa la sua forza economica sull’export”.

Il premio, come potete ben capire dalle parole di Swering, verrà assegnato a Mario Draghi per aver difeso gli interessi della Germania. Anche altri Paesi hanno convenienza a mantenere l’euro: infatti erano stati insigniti del medesimo riconoscimento anche i predecessori di Draghi: il francese Jean-Claude Trichet e l’olandese Win Duisenberg.

Grecia: barriera galleggiante per chiudere i confini

La Grecia costruisce una barriera galleggiante per difendere i propri confini dall’arrivo dei migranti.

La Grecia ha tutta l’intenzione di costruire una barriera galleggiante per difendere i propri confini dall’arrivo dei migranti.

La notizia della gara d’appalto indetta dal Ministero della Difesa per l’Egeo orientale è stata diffusa “Chios News” ed indica appunto la risposta del governo greco all’emergenza migratoria in alcune isole del mar Egeo. In questo caso il focus è sui flussi migratori provenienti dalla Turchia.

Più precisamente, si legge:

La barriera sarà un sistema di protezione galleggiante di 2.700 metri che limiterà e, se è il caso, sospenderà l’intenzione di entrare nel territorio nazionale, al fine di far fronte ai flussi in costante aumento e con l’urgente necessità di fermarli”.

La gara d’appalto organizzata dall’esecutivo di Kyriakos Mitsotakis, dunque, è orientata a società idonee alla costruzione della suddetta barriera, la quale sarà composta da “barriere o maxi reti da utilizzare in caso di emergenza per respingere i migranti”.

Completa l’informazione il sito “Info Migrants”:

Lo sbarramento alto 1 metro e dieci, di cui 50 centimetri sopra il livello del mare, dotato di luci lampeggianti per una migliore visibilità, sarà poi installato dalle forze armate greche”.

Il budget per il progetto, orientativamente, dovrebbe aggirarsi sui 500 mila euro e comprende i costi di ideazione, costruzione ed installazione.

È Brexit!

La Brexit è ufficiale: Nigel Farage chiude con un discorso al Parlamento europeo in cui critica aspramente l’Ue.
Sulla stessa linea Boris Johnson.

La Brexit è ufficiale.

Alla mezzanotte, 23:00 ora inglese, di oggi 31 gennaio 2020 scatterà la Brexit.

Dal quel momento ci sarà tempo fino alla fine dell’anno per l’uscita soft, intesa come la preparazione degli accordi commerciali tra il Regno Unito e l’Ue ma anche per la documentazione inerenti ai singoli expats.

Come promesso, il primo ministro britannico Boris Johnson ha portato a termine ciò che il popolo ha richiesto tramite referendum e si sta già procedendo alla rimozione di tutti i simboli dell’Ue da un alto, piuttosto che della Gran Bretagna dall’altro.

Nel suo ultimo discorso al Parlamento europeo (video sottotitolato al link), Nigel Farage ha detto:

Niente più contributi finanziari, niente più Corte di giustizia europea, niente più politica comune della pesca, niente più discorsi, niente più bullismo!” (e sventola l’Union Flag, anche nota come Union Jack).

Anche se non dalla stessa sede, gli fa appunto eco lo stesso Boris Johnson:

Sta notte non segna una fine, ma un inizio. È l’inizio di una nuova era; un momento in cui spunta l’alba e si alza il sipario per un nuovo atto. È tempo che il Regno ed il popolo britannico tornino ad unirsi per andare oltre”.

Per festeggiare l’evento, luci bianche, rosse e blu formanti la bandiera britannica illumineranno gli edifici governativi a Whitehall, al centro di Londra. Non solo: verranno anche stampate 3 milioni di monete da 50 penny celebrative della Brexit.

M5S apre a possibilità di non revocare concessioni autostradali: Atlantia sale in borsa

Dopo la batosta alle regionali cambiano gli equilibri di governo ed il M5S apre alla possibilità di non revocare le concessioni autostradali: schizza in Borsa il titolo di Atlantia.

Dopo la batosta subìta alle elezioni regionali, il M5S figura come il grande sconfitto e sembra destinato ad uscire di scena, lasciando spazio ai due poli per lo scontro che conta.

Drastico calo nei consensi anche per il Pd, che tuttavia mantiene la leadership in Emilia Romagna (la perde invece rovinosamente in Calabria) e punta ad un riassetto degli equilibri di governo, visto che ad oggi il M5S è di fatto inconsistente.

Infatti, ecco i effetti: il viceministro alle Infrastrutture, il grillino Giancarlo Cancelleri, ha dichiarato a Radio 24 che il Movimento apre per la prima volta la strada alla non revoca delle concessioni autostradali. Più precisamente:

Per noi non è possibile che si arrivi a non revocare le concessioni, ma tutto può accadere. Spingo per la revoca delle concessioni, ma la convinzione in politica conta poco, dobbiamo batterci per dare ai cittadini una risposta seria. Il governo è ancora seduto al tavolo e nessuna decisione è ancora stata persa”.

La concessione ad Autostrade per l’Italia (Aspi), controllata di Atlantia, è entrata nella bufera dopo il disastro del Ponte Morandi a Genova e, fin dall’inizio, il M5S si era dichiarato fermamente contrario al rinnovamento delle concessioni.

Ora pare che i grillini debbano adattarsi alle volontà del Pd per non perdere la poltrona e, quindi, abbiano rivisto le loro posizioni.

I mercati sembrano aver capito benissimo il messaggio: il titolo di Atlantia è infatti tornato a salire in borsa subito dopo le dichiarazioni di Cancelleri.