Zingaretti positivo al coronavirus

Nicola Zingaretti, il segretario del Pd, è risultato positivo ai test medici del coronavirus.

Nicola Zingaretti, segretario del Pd, è risultato positivo al test del coronavirus (Covid-19).

A dichiararlo è lui stesso tramite una diretta facebook:Segue poi l’annuncio dal suo account twitter:

“È arrivato: anche io ho il coronavirus. Ovviamente mi attengo e sarò seguito secondo tutti i protocolli previsti per tutti in questo momento. Sto bene e quindi è stato scelto l’isolamento domiciliare”.

Continua poi il segretario del Pd:

“Sto a casa e continuerò da casa a seguire quello che potrò seguire, anche la mia famiglia sta seguendo i protocolli. La Asl sta contattando le persone che mi sono state in questi giorni più vicine per le verifiche del caso. Ho informato il vicepresidente della Giunta regionale, così come il vicesegretario del Pd Orlando. Ho sempre detto niente panico, combattiamo e quanto mai in questo momento darò il buon esempio seguendo le indicazioni dei medici e combatto come è giusto fare in questo momento per il Paese. A presto.”

Segue poi l’annuncio dal suo profilo twitter:

“I medici mi hanno detto che sono positivo al Covid19. Sto bene ma dovrò rimanere a casa per i prossimi giorni. Da qui continuerò a seguire il lavoro che c’è da fare. Coraggio a tutti e a presto!

Proprio su twitter, i primi commenti di auguri a Zingaretti arrivano Matteo Renzi e Paolo Gentiloni.

Koronawirus, Niemcy: rzeczywistość czy strategia?

Niemcy wydają się w ogóle nie przejmować koronawirusem.
Sytuacja jest prawdziwa, czy może chodzi czystą strategię?

Niemcy zgłosiły 80.000 przypadków zachorowania na grypę.

Z tych 80.000 przypadków 13.000 jest hospitalizowanych, 130 zmarło.

Objawy są zasadniczo takie same: wysoka gorączka, kaszel i przeziębienie powodujące trudności w oddychaniu.

Powyższe liczby odnoszą się bardziej do epidemii koronawirusa niż do zwykłej grypy.

Podejrzenia te podsyca fakt, że oficjalne źródła niemieckie nie zamierzają podawać liczby wymazów pobranych w celu wykrycia przypadków koronawirusa.

Odpowiedzi i komunikaty ograniczają się bardziej do ogólnego “przestrzegamy wszystkich odpowiednich procedur i protokołów“, niż do “monitorujemy sytuację, robiąc wszystko, co trzeba” lub “nie mamy powodu, by ogłosić stan wyjątkowy“.

Należy zrozumieć, czy sytuacja jest prawdziwa, czy też rząd zdecydował się na takie rozwiązanie problemu, tzn. po prostu ich nie zgłaszając.

Pierwszy przypadek koronawirusa został ogłoszony 2 listopada 2019 r., natomiast pod koniec grudnia oficjalnie ogłoszono stan zagrożenia. W międzyczasie ludzie przemieszczali się z każdego miejsca i do każdego miejsca; biorąc pod uwagę, że okres inkubacji wynosi około 2 tygodni, nie dając żadnych objawów, ale będąc nadal nosicielem wirusa, być może teraz nie udało się go zatrzymać.

W związku z tym Niemcy prawdopodobnie uważały, że lepiej nie wywoływać paniki wśród ludzi i nie blokować gospodarki.

Ostatnio, liczba osób zakażonych wzrosła do 240. Liczbę tę podaje Ministerstwo Zdrowia, być może w celu wykazania, że działania nadzorujące są w toku, ale sytuacja jest pod kontrolą.

Najbardziej dotkniętym regionem pozostaje Nadrenia Północna-Westfalia z 111 przypadkami, następnie Bawaria z 48 i Badenia-Wirtembergia z 44. Do 6 wzrosła liczba osób z wynikiem dodatnim na obecność koronawirusa.

W sumie, na ten moment sprawa dotyczy 15 z 16 landów niemieckich

Zgłaszanie ich teraz jest zresztą wygodniejsze dla rządu niemieckiego, ponieważ łatwo można zrzucić winę i odpowiedzialność na Włochy, oskarżając je o to, że w zarządzaniu sytuacją kryzysową (co w każdym razie jest prawdą) wykonały swoją pracę niewłaściwie, nie stawiając przy tym organizacji niemieckiej w złym świetle.

Coronavirus, Germania: realtà o strategia?

La Germania sembra non preoccuparsi affatto del coronavirus.
La situazione è reale o si tratta di pura strategia?

La Germania ha dichiarato 80.000 casi di influenza.

Di questi 80.000 casi, 13.000 sono ricoverati in ospedale; sono invece 130 i deceduti.

I sintomi sono sostanzialmente gli stessi: febbre alta, tosse e raffreddore con conseguente difficoltà respiratoria.

I numeri sopracitati riportano, più che ad una normale influenza, all’epidemia di coronavirus.

Ad alimentare questi sospetti arriva il fatto che le fonti ufficiale tedesche non intendono dichiarare il numero dei tamponi fatti al fine di rilevare i casi di coronavirus.

Le risposte ed i comunicati si limitano a dei generici “stiamo seguendo tutte le procedure ed i protocolli del caso”, piuttosto che “stiamo tenendo monitorata la situazione facendo tutto ciò che serve” o ancora “dai nostri controlli non abbiamo motivo di dichiarare alcuna emergenza”.

Va capito se la situazione è reale o se il governo abbia invece deciso di gestire così il problema, ovvero semplicemente non dichiarandoli.

Il primo caso di coronavirus è stato dichiarato il 2 novembre 2019, mentre l’emergenza è stata ufficialmente lanciata alla fine di dicembre. Nel frattempo le persone si mosse da ogni dove e verso ogni dove; tenendo conto che il periodo di incubazione è di circa 2 settimane, senza dare sintomi ma essendo comunque trasmissibile, diventava forse ormai impossibile fermare la cosa.

Di conseguenza, la Germania ha probabilmente ritenuto che fosse meglio non creare panico tra la gente e non bloccare l’economia.

Recentemente, il numero dei contagiati è salito a 240. A riportare il dato è proprio il sito del ministero della Salute, magari al fine di dimostrare che effettivamente i controlli sono in corso di svolgimento ma che comunque la situazione è sotto controllo.

La regione più colpita resta il Nordreno-Vestfalia con 111 casi; seguono la Baviera con 48 e il Baden-Wuerttemberg con 44. Salgono infine a 6 i positivi berlinesi.

In totale, attualmente, sono coinvolti 15 Laender su 16.

Dichiararli ora, inoltre, è più comodo per il governo tedesco perché la colpa è facilmente imputabile all’Italia, accusandola di aver fatto acqua da tutte le parti nella gestione dell’emergenza (cosa comunque vera), senza mettere in cattiva luce l’organizzazione tedesca.

Coronavirus, sondaggio: Colpa del governo

Sondaggio sulle responsabilità dell’epidemia di coronavirus in Italia: secondo gli utenti la colpa è del governo.

Di chi è la responsabilità dell’attuale epidemia di coronavirus in Italia?

Il sondaggio che abbiamo creato (approfondimento al link) sul nostro profilo twitter prevedeva quattro risposte possibili, oltre ovviamente alla possibilità di commentare liberamente:

1 – Colpa del governo;
2 – Non ci si può fare niente;
3 – Il coronavirus è un fake;
4 – Non saprei.

Sul profilo facebook, invece, il sondaggio era strutturato con le due possibilità:

1 – Colpa del governo;
2 – Non ci si poteva fare niente.

Il risultato del sondaggio lanciato su twitter è quello che fa da copertina all’articolo, di cui di seguito riproponiamo gli esiti:

Colpa del governo = 88%;
Non ci si può fare niente = 9%;
Il coronavirus è un fake = 1%;
Non saprei = 1%.

Gli esiti del sondaggio su facebook, invece, sono stati i seguenti:

Colpa del governo = 75%;
Non ci si può fare niente = 25%.

Gli utenti, dunque, nella stragrande maggioranza dei casi attribuiscono le colpe dell’attuale epidemia di coronavirus in Italia al governo.

Coronavirus: in Italia più casi che ad Hong Kong

L’Italia supera Hong Kong per numero di casi; cosa incredibile vista la posizione geografica dei due Paesi: il governo decreta la quarantena.
Chi veniva etichettato come fascista, razzista e sciacallo, aveva solo avuto un anticipato e razionale buon senso.

Dilaga l’emergenza coronavirus in Italia, dove i casi hanno superato addirittura quelli rilevati ad Hong Kong.

Risulta davvero incredibile comprendere come sia possibile che l’Italia, geograficamente totalmente isolata dalla Cina, conti più contagi di quanti ne contino gli Stati confinanti.

Il governo, tramite decreto, ha isolato e messo in quarantena le zone colpite dai focolai; sospesi inoltre gli eventi sportivi di tutte le categorie e discipline in Veneto e Lombardia.

Una mossa tardiva, a quanto pare. Chi chiedeva il controllo totale dei confini e la quarantena per le persone provenienti dalle zone a rischio, veniva etichettato come fascista, razzista e sciacallo.

Le cose, dunque, sono due: o il governo è improvvisamente diventato fascista, razzista e sciacallo, o chi chiedeva di applicare queste precauzioni due mesi fa aveva solo un razionale ed anticipato buon senso.

Rimane incredibile come due persone contagiate e provenienti proprio da Wuhan, abbiano potuto liberamente girare per luoghi turistici italiani addirittura per 8 giorni (approfondimento al link).

Di seguito, la tabella aggiornata con il numero di casi e decessi per ogni Stato:

Per chi volesse partecipare al nostro sondaggio sulle responsabilità dell’attuale situazione, sarà sufficiente accedere ai nostri profili facebook e twitter (troverete il sondaggio in cima al profilo di ogni pagina).