La Germania valuta controlli alla frontiera con la Polonia

Incremento del 100% di illegali che valicano il confine.
Popolazione tedesca sempre più critica sulle politiche delle porte aperte.

Nella prima metà dell’anno, come visto recentemente (approfondimento al link) è aumentato notevolmente il numero dei migranti entrati illegalmente in Germania attraverso i confini con la Polonia e la Repubblica Ceca.

Kamil Frymark del Centro per gli studi orientali in un’intervista a money.pl poi ripresa anche da Polonia Oggi dichiara quanto di seguito:

Vediamo un aumento del numero di persone che attraversano il confine polacco-tedesco. Se confrontati di anno in anno, al confine con la Polonia parliamo di un aumento di oltre il 100%, mentre nella parte ceca del 50%. In numeri assoluti sono circa 14.000 persone dall’inizio dell’anno a luglio che hanno attraversato illegalmente la frontiera. Per quanto riguarda la Repubblica Ceca, erano circa 7.000 persone. C’è un cambiamento nell’atteggiamento nei confronti dei migranti in Germania. La politica della porta aperta presentata dal governo è sempre più contestata dalla società“.

Dall’inizio dell’anno a luglio in Germania sono state presentate 173.000 domande di asilo: si tratta di un aumento dell’80%.

L’esperto aggiunge che le azioni attuali sono la risposta dei ministri degli Affari Interni del Brandeburgo e della Sassonia, che esercitano pressioni sul governo e vogliono che il governo introduca controlli permanenti ma casuali alla frontiera con la Polonia.

Secondo Frymark non sono ancora stati introdotti controlli permanenti a causa dell’agricoltura, dove lavorano molti polacchi, dell’assistenza sanitaria e dell’assistenza agli anziani: i tedeschi temono la paralisi di queste industrie.

Caffè Illy: pochi anni e metà dei terreni non saranno idonei

“80% delle emissioni di carbonio provengono dall’agrioltura”.
“L’agricoltura rigenerativa è parte delle soluzione”.

Andrea Illy, presidente di illycaffè e copresidente di Regenerative Society Foundation insieme con Jeffrey Sachs, intervenendo all’ ASIC Conference on Coffee Science 2023 in corso ad Hanoi, in Vietnam, ha spiegato i suoi timori sul futuro del caffè:

Nel giro di pochi decenni, fino al 50 per cento dei terreni destinati all’agricoltura del caffè potrebbe non essere più idoneo alla coltivazione, mentre oltre l’ottanta per cento delle emissioni di carbonio nella catena del valore del caffè provengono dall’agricoltura. Per garantire la coffee security in presenza di una domanda crescente e degli impatti del cambiamento climatico, preservando al contempo la differenziazione, occorre investire nel miglioramento delle pratiche agronomiche e nel rinnovamento delle piantagioni“.

Poi, come riporta Ansa, lo stesso Illy ha continuato come di seguito:

L’agricoltura rigenerativa è parte della soluzione: arricchire il suolo di carbonio organico nutre il microbiota del suolo, migliorando così la capacità di fissare i minerali, produrre difese naturali e trattenere l’acqua. Per scalare l’agricoltura rigenerativa è necessaria molta ricerca, per migliorare ulteriormente le pratiche agronomiche, produrre input sufficienti, misurare i dati necessari. Stiamo studiando e iniziando a sviluppare nuovi approcci e questo richiede molte conoscenze e capitali da investire in Ricerca e Sviluppo. Per la conoscenza facciamo appello alla comunità scientifica, mentre per il capitale l’ICO – International Coffee Organization – insieme con diverse altre organizzazioni intergovernative e al settore privato sta studiando la fattibilità di creare un Fondo per la resilienza del caffè. Mi auguro che ci sia un’accelerazione in questa direzione, per essere ancora in tempo, ma anche per rendere l’industria del caffè un modello per tutta l’agricoltura“.

Pentagono: Nord Corea non negozi armi con Russia

Accuse anche all’Iran da parte di Ryder.
Il tutto mentre gli Stati Uniti sono i primi fornitori di armi all’Ucraina.

Il portavoce del ministero della Difesa americano, Patrick Ryder, ha esortato la Corea del Norda non negoziare con la Russia” in vista di una potenziale fornitura di armi.

Più precisamente, come riporta Notizie.it, le sue parole sono state le seguenti:

Invitiamo la Corea del Nord ad astenersi da ogni tipo di retorica o di comportamento provocatorio e il nostro obiettivo nella regione è di lavorare in stretto contatto con la Repubblica di Corea e i nostri alleati nella regione per garantire la pace, la stabilità e la sicurezza. Il problema più in generale è che la Russia cerca di ottenere armi o munizioni supplementari da regimi criminali, compreso l’Iran. Ancora una volta, chiediamo alla Corea del Nord di non negoziare con la Russia e di non fornire alcun tipo di munizioni, che potrebbero uccidere civili innocenti in Ucraina”.

Proprio la Corea del Nord, poco tempo fa, aveva accusato gli Usa di aumentare il rischio di una guerra nucleare (approfondimento al link).

Non si può certo dire, però, che gli Usa stiano dando l’esempio dato che sono i primi fornitori di armi all’Ucraina ma chiedono ad altri Stati di non fare lo stesso con altri Stati.

Drammatico aumenti di morti fra i militari ucraini

Il report esce dalla Bbc nonostante si provi a tenere segreti i dati.
Si parla di 70.000 morti e 120.000 feriti.

Si moltiplicano le testimonianze di fonti occidentali su “un drammatico incremento dei morti ucraini“, sullo sfondo della resistenza delle linee russe a quella che doveva essere la controffensiva d’estate dell’Ucraina.

Lo sottolinea la Bbc, citata da Ansa, riprendendo una recente stima Usa trapelata malgrado i dati ufficiali di Kiev restino secretati secondo cui il totale di soldati ucraini uccisi in guerra è salito almeno a 70.000, con almeno 120.000 feriti ed aggiungendo il racconto del proprio inviato nel Donetsk, Quentin Sommerville, su “pile di cadaveri” ricomposti ormai giornalmente in un obitorio ucraino sul fronte est.

Ucraina, Macron: Francia non entra in guerra con Russia

Parigi impegnata ad evitare qualsiasi escalation nel conflitto.
E Macron propone un’Europa a due velocità.

La Franciaesclude la possibilità di una partecipazione diretta alla guerra dell’Ucraina contro l’aggressione della Russia“.

Lo ha affermato il presidente Emmanuel Macron alla conferenza annuale degli ambasciatori, aggiungendo che Parigi sta cercando di “evitare qualsiasi escalation del conflitto ucraino“. 

Allo stesso tempo, come riporta Adnkronos, il presidente francese ha osservato che “l’Unione europea fornisce la massima assistenza all’Ucraina in ambito umanitario ed economico, nonché in materia di fornitura di armi“.

Macron ha anche sottolineato che “la Russia non dovrebbe vincere questa guerra in nessuna circostanza”.

Macron, ancora, ha affermato che la Ue dovrebbe “forse” evolversi verso un’unione “a più velocità” in considerazione dell’integrazione di Ucraina, Moldova e paesi dei Balcani occidentali.

Il capo dell’Eliseo ha ribadito che l’Unione Europea deve riformarsi se vuole integrare nuove nazioni e deve creare consenso con più di 30 paesi membri.

Ha infine concluso il presidente francese:

Il rischio è pensare di poter allargare senza riforme. Posso testimoniare che è già abbastanza difficile per l’Europa avanzare su temi delicati con 27 membri. Con 32 o 35 membri non sarà più facile“.