La Germania premia Draghi: ha fatto gli interessi tedeschi

Draghi ha fatto gli interessi tedeschi? La Germania gli conferisce l’onorificenza della Croce al Merito.
Deutsche Bank: “in linea con gli interessi tedeschi”.

Arriva il riconoscimento ufficiale per il lavoro svolto; la Germania darà l’onorificenza della Croce al Merito a Mario Draghi.

Il presidente della Repubblica tedesca, Frank-Walter Steinmeier, premierà l’ex Presidente della Bce presso il castello di Bellevue, a Berlino.

Draghi, oltre che Presidente della Bce, è stato Governatore della Banca d’Italia, membro del Consiglio Direttivo e del Consiglio Generale della Bce nonché membro del Consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali; ha ricoperto l’incarico di Presidente del Financial Stability Board, è stato Direttore esecutivo per l’Italia della Banca Mondiale e nella banca Asiatica di Sviluppo. Inoltre è membro del Gruppo dei Trenta.

È un riconoscimento altamente importante per la Germania, che concede solamente a personaggi che abbiano fatto qualcosa di importante per il bene della comunità (intesa come comunità nazionale, nota da ricordare) e che lo ha attribuito a Mario Draghi per la gestione della politica monetaria durante i difficili anni di euro-crisi.

La proposta è stata del Ministro degli Esteri, il socialdemocratico Heiko Maas, ma ha trovato ampio consenso anche nel ceo di Deutsche Bank, Christian Sewing, che ha dichiarato:

Le misure intraprese nella crisi dell’euro erano giuste ed hanno probabilmente salvato la moneta unica. Il che è esattamente in linea con gli interessi dei tedeschi, dal momento che la locomotiva d’Europa basa la sua forza economica sull’export”.

Il premio, come potete ben capire dalle parole di Swering, verrà assegnato a Mario Draghi per aver difeso gli interessi della Germania. Anche altri Paesi hanno convenienza a mantenere l’euro: infatti erano stati insigniti del medesimo riconoscimento anche i predecessori di Draghi: il francese Jean-Claude Trichet e l’olandese Win Duisenberg.

Grecia: barriera galleggiante per chiudere i confini

La Grecia costruisce una barriera galleggiante per difendere i propri confini dall’arrivo dei migranti.

La Grecia ha tutta l’intenzione di costruire una barriera galleggiante per difendere i propri confini dall’arrivo dei migranti.

La notizia della gara d’appalto indetta dal Ministero della Difesa per l’Egeo orientale è stata diffusa “Chios News” ed indica appunto la risposta del governo greco all’emergenza migratoria in alcune isole del mar Egeo. In questo caso il focus è sui flussi migratori provenienti dalla Turchia.

Più precisamente, si legge:

La barriera sarà un sistema di protezione galleggiante di 2.700 metri che limiterà e, se è il caso, sospenderà l’intenzione di entrare nel territorio nazionale, al fine di far fronte ai flussi in costante aumento e con l’urgente necessità di fermarli”.

La gara d’appalto organizzata dall’esecutivo di Kyriakos Mitsotakis, dunque, è orientata a società idonee alla costruzione della suddetta barriera, la quale sarà composta da “barriere o maxi reti da utilizzare in caso di emergenza per respingere i migranti”.

Completa l’informazione il sito “Info Migrants”:

Lo sbarramento alto 1 metro e dieci, di cui 50 centimetri sopra il livello del mare, dotato di luci lampeggianti per una migliore visibilità, sarà poi installato dalle forze armate greche”.

Il budget per il progetto, orientativamente, dovrebbe aggirarsi sui 500 mila euro e comprende i costi di ideazione, costruzione ed installazione.

È Brexit!

La Brexit è ufficiale: Nigel Farage chiude con un discorso al Parlamento europeo in cui critica aspramente l’Ue.
Sulla stessa linea Boris Johnson.

La Brexit è ufficiale.

Alla mezzanotte, 23:00 ora inglese, di oggi 31 gennaio 2020 scatterà la Brexit.

Dal quel momento ci sarà tempo fino alla fine dell’anno per l’uscita soft, intesa come la preparazione degli accordi commerciali tra il Regno Unito e l’Ue ma anche per la documentazione inerenti ai singoli expats.

Come promesso, il primo ministro britannico Boris Johnson ha portato a termine ciò che il popolo ha richiesto tramite referendum e si sta già procedendo alla rimozione di tutti i simboli dell’Ue da un alto, piuttosto che della Gran Bretagna dall’altro.

Nel suo ultimo discorso al Parlamento europeo (video sottotitolato al link), Nigel Farage ha detto:

Niente più contributi finanziari, niente più Corte di giustizia europea, niente più politica comune della pesca, niente più discorsi, niente più bullismo!” (e sventola l’Union Flag, anche nota come Union Jack).

Anche se non dalla stessa sede, gli fa appunto eco lo stesso Boris Johnson:

Sta notte non segna una fine, ma un inizio. È l’inizio di una nuova era; un momento in cui spunta l’alba e si alza il sipario per un nuovo atto. È tempo che il Regno ed il popolo britannico tornino ad unirsi per andare oltre”.

Per festeggiare l’evento, luci bianche, rosse e blu formanti la bandiera britannica illumineranno gli edifici governativi a Whitehall, al centro di Londra. Non solo: verranno anche stampate 3 milioni di monete da 50 penny celebrative della Brexit.

Coronavirus: 2 contagiati in giro per l’Italia da 8 giorni

Primi due casi di Coronavirus certificati in Italia: i due coniugi cinesi erano liberamente in giro da 8 giorni in posti turistici e, quindi, tipicamente affollati.

Si aggrava incessantemente il problema del coronavirus, che sembra espandersi a macchia d’olio anche fuori dai confini delle città cinesi messe in quarantena (approfondimento al link).

Ci sono casi di 2019-nCoV (sigla che indica l’anno e l’abbreviazione di nuovo coronavirus) riconosciuti in almeno 17 Stati (approfondimento al link).

Ultimi due Paesi in ordine di tempo ad aver ufficialmente riscontrato casi di coronavirus sono Regno Unito ed Italia.

Due turisti cinesi, marito e moglie provenienti proprio da Wuhan ovvero l’epicentro dell’epidemia, sono stati ricoverati ieri a Roma presso l’istituto per le malattie infettive “Spallanzani”. I due, che alloggiavano presso l’hotel Palatino nel centro della capitale, presentavano febbre alta, tosse e difficoltà respiratorie.

Mentre nei social, da twitter a whatsapp, girano video, audio ed informazioni in cui si segnalano situazioni che si credevano possibili solo su film e videogiochi, con cordoni di militari a sparare a vista a chiunque provi ad entrare od uscire dalle città poste in quarantena, l’Italia solo oggi ha vietato i voli da e per la Cina.

Un accorgimento un po’ tardivo, forse, visto che proprio i due turisti cinesi erano da 8 giorni in Italia ed avranno visitato luoghi turistici tipicamente molto affollati, come riporta “il Corriere della Sera”.

Proprio a Roma, appena prima che scattasse la quarantena, da Wuhan era atterrato un aereo con a bordo 202 passeggeri, ai quali era stata provata solamente la temperatura corporea ed erano stati poi lasciati liberi di andare per la loro strada. Il problema è che il virus ha un periodo di incubazione di 14 giorni, nei quali può non presentare febbre ma è comunque trasmissibile. La velocità con cui il virus muta e la facilità con cui si trasmette (starnuto, bacio, mucose, saliva, toccandosi gli occhi, la bocca o le narici) ne rendono altamente difficile il suo contenimento. Pare inoltre che il virus sopravviva sulle superfici, quindi anche senza l’ospite, per due giorni.

Disuguaglianze: in Italia un autentico disastro

Aumenta il divario tra ricchi e poveri, i giovani sono schiavi legalizzati e sparisce il ceto medio: ecco la Caporetto italiana nella classifica delle disuguaglianze.

In Italia sta scomparendo il ceto medio, la società sta diventando a forma di clessidra (approfondimento al link) e l’ascensore sociale si è bloccato.

Peggio di così, è davvero difficile fare.

Stando alla classifica sulla disuguaglianza sociale stilata dal World Economic Forum in vista del Forum di Davos, il Bel Paese si piazza al 34esimo posto su un totale di 82.

La classifica è stata elaborata su parametri come la salute, l’accesso all’istruzione le opportunità di lavoro e l’uguaglianza salariale nei Paesi del mondo.

In cima alla classifica svettano Danimarca, Norvegia, Finlandia, Svezia, Islanda ed Olanda; l’Italia, invece, si colloca in fondo alla classifica dei Paesi industrializzati.

Nella nostra penisola il 10% dei più ricchi possiede oltre 6 volte la ricchezza del 50% dei più poveri; tale disuguaglianza è oltretutto in aumento da 20 anni: la quota dei più ricchi è cresciuta del 7,6%, mentre quella della metà più povera è diminuita del 36,6%.

Nel 2019, la quota di ricchezza posseduta dai miliardari italiani superava quella del 70% dei più poveri.

Quanto ai giovani, arrivano altri dati preoccupanti. Il 30% dei giovani occupati, infatti, guadagna meno di 800 euro al mese, mentre il 13% degli under 29 versa in condizioni di povertà lavorativa.

Se ampliamo lo sguardo a livello mondiale e ci agganciamo al rapporto Oxfam (l’organizzazione che si impegna a combattere la fame e la povertà nel mondo), vediamo che i 2.153 miliardari del mondo, ovvero l’1% della popolazione, possiedono le ricchezze del 60% della popolazione globale.

Spostando la lente di ingrandimento sulle donne, la situazione diventa ancora più grave: si stima, infatti, che i 22 uomini più ricchi del pianeta possiedano più denaro di tutte le donne dell’Africa.

Non solo. Il rapporto mette anche in luce che il 46% delle persone vive con meno di 5,50 dollari al giorno ed evidenzia che nel 2017, con un reddito medio di 22 dollari al mese, un lavoratore inserito nel 10% di quelli che prendono le retribuzioni più basse avrebbe dovuto lavorare più di 3 secoli per raggiungere il reddito dei lavoratori appartenenti al 10% dei più pagati.