Albertis (Atlantia) acquisisce i tunnel di Elizabeth River Crossings

La controllata di Atlantia, in consorzio con Manulife Investment Management, ha comprato il 100% della società concessionaria. Operazione da 1 miliardo di euro.

Il 100% del capitale fino al 2070, per 1 miliardo di euro.

Questa l’operazione compiuta da Albertis, controllata da Atlantia (la società della famiglia Benetton al centro delle cronache per le vicende inerenti al Ponte Morandi e per la gestione di Autostrade per l’Italia), che in consorzio con Manulife Investment Management ha acquistato la società concessionaria dei tunnel di Elizabeth River Crossings, in Virginia.

Più precisamente, nel consorzio, Albertis Infrastructuras deterrà una quota compresa tra il 51% ed il 68% del capitale, inglobando integralmente la Elizabeth River Crossing nel suo bilancio.

Si prevede che l’operazione porterà un aumento di circa il 13% dell’ebitda di Albertis.

Pescatori sequestrati in Libia: Mattarella telefona al sindaco Di Mazara del Vallo

Da mesi 18 pescatori italiani sono sequestrati in Libia.
Il Capo dello Stato dice di seguire la vicenda da vicino.

Ci sono 18 pescatori italiani sequestrati in Libia da mesi. Precisamente dalla sera del primo settembre di quest’anno (approfondimento al link).

La vicenda ancora non si è smossa, ma Sergio Mattarella ha telefonato al sindaco di Mazara del Vallo (Città di origine dei pescatori sequestrati) per esprimergli la sua vicinanza.

A raccontare la chiamata del Capo dello Stato è stato lo stesso sindaco, Salvatore Quinci, dichiarando quanto di seguito:

Ho ricevuto la telefonata di Sergio Mattarella che mi ha rappresentato la sua vicinanza ai familiari dei 18 pescatori di Mazara del Vallo ancora trattenuti in Libia. Mi ha riferito di seguire la vicenda da vicino con aggiornamenti quotidiani e mi ha chiesto di riportare parole di conforto e di speranza a tutta la comunità dei pescatori della nostra città.

Hillary Clinton protagonista nella Primavera Araba: pubblicate le mail

Dopo l’Isis, da Segretario di Stato teneva rapporti con i Fratelli Musulmani.
Si parla poi della partnership con il Qatar e del ruolo di Al Jazeera

Sono state recentemente pubblicate le mail di Hillary Clinton, dalla quali risulterebbe che fomentò gli islamisti.

Si parla di circa 35.000 mail tra ricevute ed inviate, usando l’account personale anziché quello istituzionale.

L’allora Segretario di Stato avrebbe tenuto la corrispondenza con i Fratelli Musulmani e ci sarebbe la sua mano dietro alla “Primavera Araba”.

Dopo le passate clamorose dichiarazioni, riportate da diverse testate ancora tre o quattro anni fa, in cui ammetteva di aver creato l’Isis ed al contempo accusava Obama per esserselo fatto sfuggire di mano (pare che la causa fosse la strategia troppo attendista di quest’ultimo), Hillary Clinton torna a far parlare di sé.

Nelle mail si parlerebbe poi della partnership con il Qatar e del ruolo di Al Jazeera, oltre che di altri faccendieri ed intermediari che avevano il compito di svolgere operazioni finanziarie e tenere i rapporti con i gruppi armati in Siria ed in Libia.

Un approfondimento dettagliato è reperibile su “La Nuova Bussola Quotidiana” a questo link.

18 pescatori prigionieri in Libia da oltre un mese

Dal primo settembre due pescherecci sono prigionieri del generale Khalifa Haftar.
Pietro Marrone, capitano della Medinea, ha un passato attivo nelle ONG.

Due pescherecci di Mazara del Vallo con un totale di 18 marittimi a bordo sono stati fatti prigionieri in Libia, nel porto di Bengasi, la sera del primo settembre di quest’anno.

Le autorità del generale Kalifa Haftar li hanno sequestrati accusandoli di aver trovato droga a bordo; più precisamente, sostengono di aver trovato dei panetti di sostanze stupefacenti durante la perquisizione e, una volta schierati sul molo, di averli fotografati come una tradizionale operazione antidroga.

I pescatori sono stati trasferiti nel carcere di El Kuefia in stato di arresto. Proprio uno di loro, il capitano del motopesca “MedineaPietro Marrone, in un pezzettino inedito di una telefonata registrata al margine di un0intervista andata in onda su “La7” e riportata poi anche da “Il Fatto e Quotidiano”, spiegava la situazione.

Sul tema interviene anche l’armatore Marco Marrone, come di seguito:

“Ci vogliono incastrare, non so di cos’altro ci vorranno accusare.”

Stando a “Il Fatto Quotidiano” i due pescherecci, il “Medinea” e l’”Antartide”, sono rimasti incustoditi sin dai primi giorni e la contestazione sarebbe saltata fuori soltanto durante gli ulteriori accertamenti; la questione non viene invece confermata dalla Farnesina.

Le autorità di Haftar, ricevuto con tutti gli onori da Conte pochi mesi fa, hanno fatto sapere che i pescatori non verranno rilasciati se non in cambio della liberazione di quattro calciatori libici, condannati in Italia a 30 anni di carcere e tutt’ora detenuti con l’accusa di essere tra gli scafisti della cosiddetta “strage di Ferragosto” del 2005, in cui morirono 49 migranti, in asfissia nella stiva di un barcone.

Sembra uno scherzo del destino per Pietro Marrone. Proprio lui, infatti, che l’anno scorso aveva accettato di mettersi ai comandi della “Mare Jonio”, la nave umanitaria della ong italiana Mediterranea. Proprio lui che nel marzo 2019 era finito sui giornali per aver violato lo stop della Guardia di Finanza, ordinato dall’allora ministro Salvini, pur di portare in salvo a Lampedusa 49 naufraghi.

Nel frattempo i famigliari dei sequestrati stanno protestando sotto Montecitorio, con la madre di Pietro che si è incatenata alla ringhiera che delimita piazza Montecitorio.

Erdogan: trovato il più grande giacimento di gas in Turchia

Annunciata dal presidente turco la scoperta di 320 miliardi di metri cubi.
La Turchia punta a diventare un esportatore di energia.

La Turchia ha scoperto il giacimento di gas naturale più grande della sua storia.

È quanto annuncia il presidente Tayyip Erdogan, dichiarando che nello specifico si parla di 320 miliardi di metri cubi.

L’area interessata è il Mar Nero e, sempre stando a quanto dichiara il presidente turco, è altamente probabile che nei paraggi ci siano altri giacimenti di gas naturale.

Lo stesso Erdogan ha specificato che il suo Paese intende utilizzare il giacimento entro il 2023, al fine di diventare un esportatore di energia.