Mamdani: se Netanyahu verrà a New York sarà arrestato

Il nuovo sindaco: essere una città di diritto internazionale significa impegnarsi a rispettare il diritto internazionale.

Benjamin Netanyahu? Sarà colpito dal mandato d’arresto del Dipartimento di Polizia di New York se metterà piede nella Grande Mela.

Parola di Zohran Mamdani, che ieri ha parlato delle sue volontà future da sindaco eletto della città di New York. Mamdani si insedierà l’1 gennaio ed ha ripercorso i punti chiave del suo programma parlando con ABC7 il giorno dopo che il suo precedessore, Eric Adams, ha visitato Israele incontrando proprio Netanyahu e sollevando dubbi sulla sicurezza degli ebrei nella città in cui Mamdani sarà il primo sindaco musulmano della storia.

Essere una città di diritto internazionale significa impegnarsi a rispettare il diritto internazionale“, ha dichiarato il 34enne nativo dell’Uganda come riporta InsideOver, aggiungendo che “ciò significa rispettare i mandati della Corte penale internazionale, che siano a carico di Benjamin Netanyahu o di Vladimir Putin“.

Per Mamdani la visita di Adams in Israele “è il motivo per cui i newyorkesi desiderano così disperatamente una nuova amministrazione, una che si concentri sui bisogni della città e cerchi di parlare ai newyorkesi della classe operaia su quali siano tali bisogni, anziché ai criminali di guerra“.

Macron: tutto pronto per la pace ma la Russia non vuole firmare

L’Ucraina comprerà dalla Francia fino a 100 caccia Rafale in 10 anni.
Il presidente francese: ci siamo sempre schierati con l’Ucraina senza ambiguità e senza indugi.

Tutto è pronto per la pace, solo la Russia la rifiuta“: lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, in conferenza stampa congiunta a Parigi con l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky.

Dopo la firma di un protocollo d’intesa nella base militare di Villacoublay per il possibile acquisto di fino a 100 caccia Rafale da parte di Kiev nei prossimi dieci anni, Macron e Zelensky si sono recati al Mont-Valérien, alle porte di Parigi, dove si trova lo stato maggiore della ”forza multinazionale Ucraina”, a cui aderisce la coalizione dei volenterosi per Kiev.

Un grande giorno”, si legge in un messaggio pubblicato su X dal presidente francese, che plaude così alla firma dell’accordo con Zelensky.

Con questo patto, Francia e l’Ucrainasuperano una nuova tappa” nel sostegno all’Ucraina, ha detto Macron in conferenza stampa.

Dal primo giorno abbiamo fatto la scelta del sostegno senza ambiguità e senza indugi all’Ucraina”, ha aggiunto il presidente francese, come riporta Ansa. Un impegno volto alla ”sicurezza di tutti gli europei”.

Orban: l’Ucraina non può vincere; aiuti a Kiev uccidono l’Ue

Il premier ungherese: abbiamo già bruciato 185 miliardi di euro e l’intenzione Ue è di bruciarne ancora.
L’accordo con Trump serve a proteggermi dalle politiche Ue.

 In un’intervista a Mathias Dopner, ceo del gruppo Axel Springer e proprietario tra l’altro di Politico, il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha affermato che l’Ucraina non haalcuna possibilitàdi vincere nella guerra con la Russia e ha definito il sostegno finanziario dell’Ue al Paese “semplicemente folle“.

Secondo il premier gli aiuti europei a Kievuccidono” l’Ueeconomicamente e finanziariamente“: “Abbiamo già bruciato 185 miliardi di euro e la nostra intenzione è di bruciarne ancora di più. Quindi finanziamo un Paese che non ha alcuna possibilità di vincere la guerra“, ha dichiarato, stando a quanto riportato da Ansa.

Il premier è tornato quindi ad accusare i leader europei di voler “continuare la guerra“. “Pensano che dobbiamo continuare la guerra per sostenere di più l’Ucraina“, una posizione che Orbán ha definito “sbagliata, totalmente sbagliata“.

L’Europa dovrebbe adottare un approccio nei confronti dell’Ucrainabasato sull’interesse europeo“, ha poi evidenziato Orbán, escludendo la possibilità di un attacco di Mosca contro i paesi Ue o Nato.

Quanto allo ‘scudo finanziario‘ concordato con il presidente Usa Donald Trump, Orbán ha spiegato che fungerà da copertura per i fondi congelati da Bruxelles. “Il motivo principale per cui ho bisogno di uno scudo finanziario è a causa dell’Unione Europea e contro Bruxelles“.

Divieto di importazione gas russo: Orban porterà l’Ue in tribunale

Il divieto è appoggiato da tutte le capitali tranne Budapest e Bratislava; Orban: perchè in questo caso non serve l’unanimità?
Il premier ungherese: ho un accordo con Trump che ci esenta da dazi Usa su importazioni energetiche russe.

Il premier ungherese Viktor Orban ha dichiarato che il suo governo denuncerà l’Unione Europea presso la Corte di giustizia europea per la decisione presa a livello di Consiglio Ue di eliminare gradualmente le importazioni di gas dalla Russia entro la fine del 2027, appoggiata da tutte le capitali meno Budapest e Bratislava.

Come riporta Adnkronos, alla radio di Stato Orban ha dichiarato quanto di seguito:

Non accettiamo questa soluzione ovviamente illecita, contraria ai valori europei, che è stata scelta da Bruxelles per chiudere un governo nazionale che non è d’accordo con essa

Questa non è più una sanzione ma una misura di politica commerciale, e le sanzioni richiedono l’unanimità, mentre è sufficiente una decisione a maggioranza per la politica commerciale,” ha aggiunto Orban, spiegando di star “cercando altri mezzi, non legali” per dissuadere Bruxelles ma spiegando che non fornirà dettagli per ora.

Ha anche detto che la deroga concessagli dal “caro amicoDonald Trump alle sanzioni Usa sulle importazioni energetiche russe potrebbe estendersi oltre l’anno previsto, e rimarrà in vigore finché Trump sarà il presidente degli Usa, e finché “ci sarà un governo nazionale in Ungheria. Questo è un accordo personale tra due leader. I burocrati scrivono quello che scrivono, ma questo non ha alcuna importanza“.

Lavrov: La Russia non ha nessuna intenzione di attaccare un Paese Nato

Mosca si dice anche pronta a dare garanzie ma la Francia crea tensioni e va verso l’invio di 2.000 soldati in Ucraina.
Parolin: coinvolgere la Cina per la pace.

La Russia non ha nessuna intenzione di attaccare un Paese Nato e il ministro degli Esteri Lavrov dice che Mosca è pronta a dare precise garanzie al riguardo.

Intanto, come riporta Tgcom24, il segretario di Stato della Santa Sede Parolin preme sul coinvolgimento della Cina per la pace.

Il tutto mentre il colosso petrolifero Lukoil venderà le sue attività all’estero dopo le sanzioni e Viktor Orban torna ad attaccare l’Unione europea dicendo che “non conta nulla” e che Donald Trump sbaglia su Putin.

Il presidente Usa ha dichiarato che l’annuncio di Vladimir Putin di un test di un missile da crociera a propulsione nucleare non era “appropriato” ed il Cremlino ha replicato dicendo che “Per noi prevalgono i nostri interessi nazionali“.

Ad agitare le acque, però, ci pensa la Francia che è pronta ad inviare 2.000 soldati in Ucraina.